Fiat CR.42 bis Falco contro Gloster Gladiator Mk-II

      Nella Guerra Civile spagnola il CR.32 aveva dato buona prova, così la Fiat ha proposto un derivato più avanzato, accettato dalla Regia Aeronautica, che considerava l’agilità un elemento essenziale. Il Fiat CR.42 Falco ha effettuato il primo volo il 23/5/1938 ed è entrato in servizio a metà del 1939, già obsolescente. Ultimo caccia biplano italiano, era di configurazione sesquiplana. Con oltre 300 velivoli operativi nel 1940, ha rappresentato il caccia principale italiano, operando su tutti i fronti, dal Nord Africa alla Grecia, nelle colonie e persino nella Battaglia d’Inghilterra e in Russia. L’aereo ha avuto alcune varianti, come il CR.42CN da caccia notturna o il CR.42AS da attacco. Dopo il 1943 i tedeschi ne hanno acquisiti 122 per l’attacco al suolo. Costruito in 1817 esemplari, fino al 1942, ha avuto un buon successo di esportazione, venduto tra gli altri al Belgio (25), alla Svezia (72), all’Ungheria (72).  

Il Fiat CR.42 bis Falco era lungo 8,25 metri, con una apertura alare di 9,7 metri (6,5 metri quella inferiore) di 22.4 m2 di supeficie. Pesava a vuoto 1782 kg. A pieno carico, con 460 litri di combustibile, pesava 2295 kg. Aveva un  motore Fiat A.74 R.C.38 radiale da 841 hp.

Gladiator Mk-I

Il caccia inglese nasce dalla specifica  F.7/30 per un aereo in grado di volare ad almeno 400 km/h con non meno di quattro mitragliatrici. La Gloster ha usato come base il precedente Gauntlet. Ultimo caccia biplano e con cabina chiusa, ha volato il 12/9/1934. Nel febbraio del 1937 è entrato in servizio il Gladiator Mk-I. Alcuni problemi coi motori Merlin, hanno portato ad aumentare gli ordini, con 252 Gladiator Mk-II prodotti fino ad aprile 1940, con mitragliatrici Browning al posto delle Vickers-Lewis. La variante Sea Gladiator, con gancio di arresto, è stata realizzata in 98 esemplari, in parte per conversione. La produzione totale è stata di 747 aerei, 216 dei quali esportati verso moltissimi paesi. In prima linea in Nordafrica e in Grecia, come pure in Finlandia, in Norvegia e in Cina, è stato poi trasferito in Medio Oriente. 

Il Gloster Gladiator Mk-II era lungo 8,36 metri, con una apertura alare di 9,83 metri di 30 m2 di superficie. Pesava a vuoto 1562 kg. A pieno carico, con 377 litri di combustibile, pesava 2206 kg. Aveva un motore Bristol Mercury IX radiale da 830 hp. 

Cabina

Il Falco aveva un’ottima visibilità, favorita dall’abitacolo aperto, con l’ovvia controindicazione delle intemperie ad alta quota.

Il Gladiator godeva di buona visibilità, sia pure con un tettuccio con diversi montanti. In una cabina più confortevole.

Velocità

Il CR.42 raggiungeva 441 km/h  a 5000 metri e 346 km/h a livello mare. La velocità di stallo era sui 128 km/h.

Il Gladiator Mk-II raggiungeva 414 km/h a 4450 metri e 346 km/h a livello mare. Fino a 3000 metri poteva competere col Falco. La velocità di stallo era di 85 km/h.

Velocita di salita

Falco: 15 m/s a 1000 metri, 13 m/s a 4000 metri, 11,6 m/s a 6000 metri. Saliva a 6000 metri in 9 minuti.

Gladiator: 14 m/s a 1000 metri, 12m/s a 4570 metri, 8,7 m/s a 6100 metri. Saliva a 3048 metri in 4 minuti e 45 secondi.

Salita lanciata

Il CR.42 era avvantaggiato, potendo picchiare a maggior velocità prima della richiamata.

Il Gladiator non poteva competere.  

Picchiata

Falco: 580 km/h. Molto buona considerato che parliamo di un biplano.

Gladiator: 483-515 km/h. E con maggior difficoltà a richiamare.

Rollio

A 250-300 km/h, 75-85°/s. Ma si tratta di stime.

A 250-300 km/h, 50-60°/s. Stimati. Sicuramente il rollio era inferiore al Falco.

Tangenza

Il Falco saliva a 10200 metri di quota operativa.

Il Gladiator arrivava a 10000 metri.

Autonomia

Il CR.42 aveva un’autonomia di 780 km, che sugli esemplari EGEO, con un serbatoio ausiliario, arrivava a 1015 km.

Il Gladiator aveva un’autonomia di 690 km o 2 ore. 

Accelerazione

Il CR.42 accelerava bene, con 0,37 hp/kg.

Il Gladiator, sulla carta, era equivalente, con 0,37 hp/kg. Ma la maggior resistenza aerodinamica lo rendeva, in realtà, più lento del rivale.

Carico alare

Falco: 102 kg/m2. Molto meno di un monoplano.

Gladiator: 73 kg/m2. Un buon vantaggio.

Numero di G

Il CR.42 aveva limiti compresi tra +7 e -3g, con carichi di rottura doppi ! (+14 e -6g)

Il Gladiator tollerava +5/+6g ma solo -0,5g, pena lo spegnimento del motore.

Virata

Il Falco era ottimo in virata, potendo sempre virare più stretto dei nuovi monoplani da caccia. Poteva virare, secondo le stime, di 360° in 12-13 secondi a 1000 metri di quota.

Ma il Gladiator lo poteva superare a quasi tutte le quote e velocità, grazie anche ai flap su entrambe le ali, ottimi a bassa velocità. Virava di 360° in 10-11 secondi, al livello del mare.

Armamento

Il CR.42, inizialmente, era armato con due mitragliatrici Breda SAFAT sincronizzate, una da 12,7mm e una da 7,7mm, armamento presto portato a due 12,7mm con 800 colpi complessivi, comprendenti anche proiettili esplosivi. Su alcune varianti si sono montate altre due 12,7mm sotto le ali. L’aereo poteva portare due bombe da 100 kg su due attacchi o un serbatoio ausiliario.

Il Gladiator era inizialmente armato con due mitragliatrici sincronizzate Vickers Mk-III da 7,7mm sui lati della fusoliera e due Lewis da 7,7mm sotto le ali. Armamento presto modificato in quattro Browning Mk-II da 7,7mm con 400 colpi l’una (alcune fonti danno 600 l’una per le sincronizzate). Alcuni Sea Gladiator erano predisposti per altre due mitragliatrici sotto le ali superiori, non omologate ma talvolta montate. Gli aerei cinesi montavano le Browning M1919 da 7,62mm.

Resistenza ai danni

Il Falco era robusto, con struttura a traliccio in tubi d’acciaio e duralluminio, con rivestimento in duralluminio e tela. Le ali, struttura in duralluminio e rivestimento in tela. Il sedile era blindato con 5-8mm. I serbatoi erano autosigillanti S.G.A., dal 1941 di serie, resistenti a colpi da 12,7mm.

Il Gladiator aveva struttura in tubi d’acciaio rivestita in tela verniciata e infiammabile. I serbatoi non erano protetti. Successivamente si è introdotta una paratia blindata posteriore per il pilota.

In combattimento

Il CR.42 Falco era più veloce in orizzontale, in picchiata, rollio, accelerazione, e pari o superiore in salita. Era inoltre più robusto. Il Gladiator era superiore in virata a bassa e media velocità, soprattutto a livello mare. E disponeva di radio e cabina chiusa, due elementi molto importanti. La radio sui CR.42 era rara, spesso solo ricevente o non funzionante. L’armamento era paragonabile. La superiorità del Falco non era comunque tale da surclassare l’avversario. Si sono affrontati spesso e su vari fronti. Il CR.42, contro gli Hurricane e Spitfire, poteva contare solo sulla superiorità in virata, ma i piloti inglesi rimanevano sconcertati quando il Falco, dopo un rapido mezzo rollio, iniziava una virata strettissima, finendo spesso alle loro spalle. Contro un Gladiator doveva, invece, sfruttare la verticale. I resoconti e le verifiche attribuiscono al Gladiator una lieve superiorità, con un rapporto abbattimenti/perdite di 1,2 :1, apparentemente 22 abbattimenti con 18 perdite. Tra i vari “assi”, da entrambe le parti, il sudafricano Marmaduke Pattle con 15 vittorie confermate sul Gladiator (delle oltre 50). Ma non sono mancati gli “overclaim” e la sistematica mistificazione delle cause delle proprie perdite, soprattutto da parte inglese. Un paio di episodi sono illuminanti:

8/8/1940: a El Adem in Libia, 14 Gladiator attaccano di sorpresa 16 CR.42. Gli inglesi dichiarano 9 vittorie certe e 6 probabili. Gli italiani reclamano 5 abbattimenti. Le perdite reali sono 4 CR.42 abbattuti e 4 danneggiati, contro 2 Gladiator.

28/2/1941: al confne tra Albania e Grecia, 28 Gladiator e Hurricane attaccano circa 50 CR.42, dichiarando 27 aerei abbattuti o danneggiati, di cui 5 attribuiti all’asso Marmaduke Pattle. Ma quel giorno sono andati persi solo 2 CR.42.

Che il Gladiator non fosse da sottovalutare, lo dimostra un combattimento, il 15/6/1941, tra 6 Gladiator e 6 Dewoitine D.520 della Francia di Vichy, concluso in parità, con un aereo abbattuto e uno danneggiato per parte. Ma l’8/2/1945 un CR.42 ha abbattuto un P-38 Lightning.

Contro i bombardieri leggeri inglesi, il caccia italiano ha avuto un buon successo con un centinaio di abbattimenti e poche perdite. Il Gladiator ha abbattuto diversi SM-79 ma con molte perdite. Gli Ungheresi hanno impiegato il Falco contro i russi, ottenendo un rapporto vittorie/perdite di ben 12 a 1. L’aereo, comunque, era surclassato già al momento dell’entrata in guerra dell’Italia. Non vi era nulla, purtroppo, in grado di sostituirlo in quantità, al contrario del rivale.

Fonti

ww2aircraft.net

https://forum.axishistory.com/viewtopic.php?t=106443&start=0

Wikipedia

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