Bellissimo, avveniristico al suo apparire, il Lockheed P-38 Lightning è stato la dimostrazione che un eccellente progetto avrebbe potuto dar vita ad un intercettore che, seppur bimotore, poteva competere coi monomotori ad armi pari. Costruito in 10038 esemplari, ha volato per la prima volta il 21/1/1939. Ha avuto molte varianti, tra le principali i P-38E, F, G, J , oltre alle varianti da ricognizione F-5. Il P-38L, lungo 11,53 metri, con una apertura alare di 15,85 metri, di 30,43 m2 di superficie, pesava a vuoto 5806 kg. Con 1552 litri di combustibile, il peso al decollo era di 7938 kg e quello massimo con carichi esterni di 9798 kg. Aveva due motori Allison V-1710 V-12 raffreddati a liquido con turbocompressori da 1600 hp ognuno in WEP e 1425 hp a 7620 metri in “military”.
Il Nakajima Ki-44 Shoki è stato il primo vero intercettore giapponese, progettato per contrastare i bombardieri e i caccia americani, non più sul piano della manovrabilità, ma sulle qualità in salita e velocità. Costruito in 1227 esemplari, ha volato per la prima volta ad agosto del 1940. Il prototipo è stato messo a confronto con un Me-109E-2, un P-40E catturato, un Ki-61 Hien e un Ki-43-II, risultando inferiore solo allo Hien. Il ki-44-II, lungo 8,84 metri, con una apertura alare di 9,45 metri, di 15 m2 di superficie, pesava a vuoto 2106 kg. Con 485 litri di combustibile, il peso al decollo era di 2764 kg e quello massimo di 2993 kg. Aveva un motore Nakajima Ha-109 a 14 cilindri raffreddato ad aria da 1519 hp al decollo, 1440 hp a 2150 metri di quota e 1320 hp a 5250 metri. E’ entrato in servizio nel 1942.
Cabina
Il P-38 aveva un tettuccio a visibilità totale, sia pure con numerosi montanti. La visuale inferiore era limitata dalla configurazione ad ala alta, quella posteriore era ottima, persino sotto al velivolo.
Il Ki-44 ereditava l’eccellente visibilità totale dei caccia Hayabusa, con tettuccio a goccia con pochi montanti in posizione elevata. Ma al decollo la visibilità anteriore era scarsa.
Velocità
Il P-38L, nonostante le tabelle riportino 666 km/h, raggiungeva 680 km/h in WEP con carburante a 150 ottani e pressione dei collettori a 70 Hg. A livello del mare raggiungeva 547 km/h. La velocità di stallo era di 169 km/h.
Il Ki-44 aveva una velocità massima di 616 km/h a 5200 metri, ma la scarsità di benzina ad elevato ottano, specie a fine guerra, spesso obbligava a una resa inferiore del motore, con una media di 605 km/h. A livello del mare raggiungeva 539 km/h. La velocità di stallo era di 150 km/h.
Velocita di salita
Il P-38L aveva una velocità di salita iniziale tra 20,4 e 24 m/s. Poteva salire a 6096 metri in 5 minuti e 54 secondi e a 7000 metri in 6 minuti e 30 secondi.
Il Ki-44-II aveva un velocità di salita iniziale di 20,8-21,4 m/s. Poteva salire a 5000 metri in 4 minuti e 17 secondi e a 6096 metri in 5 minuti e 30 secondi. Un Ki-44 in salita poteva lasciarsi alle spalle quasi tutti i caccia americani.
Salita lanciata
Il P-38 era micidiale nelle risalite dopo la picchiata, grazie al peso elevato e ad una velocità di salita notevole.
Ma il Ki-44 poteva seguirlo. A Burma uno Spitfire Mk.VIII, dopo una picchiata con successiva richiamata fino a 5500 metri, ha avuto la sgradita sorpresa di trovarsi un Ki-44 ancora in coda.
Picchiata
Il P-38L aveva un limite di Mach di 0,68. Erano presenti flap di picchiata per evitare di oltrepassare gli 805 km/h.
Il Ki-44-II aveva ottime capacità in picchiata, potendo raggiungere 850 km/h. I caccia alleati non potevano scrollarselo di dosso.
Rollio
I primi P-38 erano penalizzati dalle masse decentrate dei motori. Sui P-38J ed L si sono introdotti, a metà del 1944, alettoni idraulici in grado di triplicare la velocità di rollio. Le tabelle riportano 120°/s a 645 km/h ma un grafico indica 90° in 0,4 secondi a 300 IAS, superiore ad un FW-190A.
Non vi sono dati sulla velocità di rollio dello Shoki. La corta apertura alare lo penalizzava a bassa velocità ma consentiva un buon rollio a velocità medie. Alcune stime indicano 65-75°/s tra 240-320 km/h, 80-95°/s tra 370-435 km/h e 45-55°/s oltre 560 km/h.
Tangenza
Il P-38L aveva una quota operativa di 13400 metri.
Per il Ki-44 la quota operativa era di 11200 metri.
Autonomia
Il P-38L aveva un raggio d’azione di 1170 km. L’autonomia di trasferimento, con due serbatoi ausiliari, era di 4184 km. Decisamente elevata.
Il Ki-44-II aveva un raggio d’azione di 600 km. L’autonomia di trasferimento, con due serbatoi ausiliari, era di 1690 km. Una eccezione tra i caccia giapponesi, che di solito godevano di autonomie ben superiori.
Accelerazione
P-38L: 0,4-0,43 hp/kg. Buona, nella media.
Ki-44-II: 0,55 hp/kg. L’accelerazione dello Shoki era molto più alta.
Carico alare
P-38L: 261 kg/m2. Un carico alare alto, ma l’aereo disponeva di eccellenti ipersostentatori Fowler che aumentavano la superficie del 20 %.
Ki-44-II: 184 kg/m2. Alto per un caccia giapponese, ma paragonabile a molti caccia leggeri occidentali. L’aereo aveva speciali ipersostentatori a “farfalla” per ridurre il raggio di virata.
Numero di G
Il P-38 aveva un limite di 6g
Il Ki-44 un limite di 7g (12,6 a rottura)
Virata
Il P-38 virava molto bene, con tempi dell’ordine di 20-22,5 secondi per 360°, superando moltissimi caccia, con un raggio di virata di 255 metri, meglio dei P-47, P-51, Me-109, FW-190.
Il Ki-44 in virata era inferiore a tutti i caccia giapponesi. Ciò nonostante, era pari o superiore a tutti quelli americani, con tempi inferiori a 20 secondi.
Armamento
L’armamento del P-38 era concentrato nel muso, senza problemi di sincronizzazione o convergenza, era quindi devastante: un cannone Hispano M2(C) da 20 mm con 150 colpi e quattro mitragliatrici pesanti Colt-Browning M2 con 300 colpi per arma, elevabili a 500, in missioni brevi.
Più che notevole quello esterno, per un massimo di 1814 kg: 4 lanciarazzi tripli M10 per razzi M8 da 114mm o, sugli attacchi interni 2 bombe da 453 o 907 kg, serbatoi ausiliari da 624 litri, o 4-6 bombe da 113 o 227 kg. Sugli attacchi oltre i motori, 10 razzi HVAR da 127mm o 2 bombe da 113 o 227 kg.
Il Ki-44-IIB aveva due mitragliatrici pesanti sincronizzate Ho-103 da 12,7mm sopra il motore e altre 2 Ho-103 nelle ali (760 colpi totali). Su diversi velivoli le armi alari sono state sostituite con due cannoni Ho-301 da 40mm, con 10 colpi ognuno e almeno 12 aerei hanno montato 2 cannoni Ho-203 da 37mm con 50 colpi in tutto, contro i B-29. I Ki-44-IIC, secondo alcune fonti, avrebbero montato due cannoni Ho-3 da 20mm con 50 colpi per arma nelle ali, mentre una configurazione con quattro cannoni da 20mm non è confermata.
Qualche Shoki ha utilizzato 2 razzi aria-aria Ro-3 (Ro-San-Dan) o 4 da 87mm con scarsi risultati. Su due attacchi alari si potevano portare due bombe da 30 o 100 kg o serbatoi ausiliari da 130 litri.
Resistenza ai danni
Il P-38 disponeva di estese blindature a protezione del pilota, blindovetro e serbatoi autostagnanti. Poteva volare con un solo motore. Alcuni esemplari avevano un radar posteriore di avviso APS-13.
Il Ki-44-II aveva seggiolino blindato con 13mm, blindovetro di 40mm, serbatoi autostagnanti, anche se, apparentemente, efficaci solo contro proiettili da 7,7mm.
In combattimento
I due velivoli si sono certamente incontrati in molte occasioni. Lo Shoki si è rivelato un avversario pericoloso, in grado di battersi alla pari coi vari P-38, P-40, P-47, F-6F, Spitfire. Criticato inizialmente per l’alto carico alare e l’insufficiente manovrabilità dai piloti dei Ki-43, richiedeva un pilotaggio esperto, dati i limiti in alcune manovre (vite, snap roll, volo invertito ad alta velocità). Ma quando i piloti hanno preso confidenza, hanno apprezzato l’alta velocità in salita e picchiata che vanificava le nuove tattiche avversarie. L’armamento, però, era appena sufficiente.
Il P-38 nel Pacifico ha potuto dare il meglio, dato che i combattimenti avvenivano a quote minori e su lunghe distanze. L’eccellente addestramento dei piloti è dimostrato dal numero di assi, oltre 100, tra cui i due maggiori degli Stati Uniti, Bong e McGuire. Il P-38 era uno dei pochi velivoli in grado di competere nelle virate coi caccia giapponesi.
I due aerei erano pressoché equivalenti sul piano delle prestazioni nel combattimento, ma il P-38 aveva un armamento decisamente più potente e un’autonomia ben superiore. La mancanza di piloti esperti e di carburante ha reso difficile l’impiego degli Shoki, sostituiti troppo presto dai Ki-84 Hayate.
Fonti (alcune)
Nakajima Ki-44 Shoki Ia,b, c/IIa, b,c in japanese army air forceservice (Aircam n°25)
https://aviastar.org/air/japan/nakajima_ki-44.php
https://www.wwiiaircraftperformance.org/
https://www.ausairpower.net/P-38-Analysis.html#mozTocId668981











