Nel conflitto in Vietnam erano apparse evidenti le limitazioni del missile radioguidato Bullpup: il pilota doveva volare verso il bersaglio senza poter effettuare manovre evasive, la testata era insufficiente e l’arma poco precisa. L’USAF aveva avviato diversi progetti per sostituirlo, come i Bullpup C/D, l’AGM-79 Blue Eye ottico, l’AGM-80 Viper a guida inerziale e l’AGM-83 Bulldog a guida laser, ma senza successo. Nel 1966 il requisito per un nuovo missile è stato assegnato alla Rockwell e alla Hughes, e nel 1968 quest’ultima è stata selezionata per la realizzazione, con un contratto di sviluppo di 95 milioni di $. I voli di prova sono iniziati a settembre 1969, e il 18 dicembre, un AGM-65 ha centrato un carro M41. Le prove sono continuate con lanci a tutte le quote, anche ad altezza alberi. Nel corso di 1221 lanci, si è ottenuto un Pk dell’86% con un errore medio contro carri armati di 90 cm. Nel 1971 è iniziata la produzione dei primi 2000 missili con un contratto di 70 milioni di $. Il 30/8/1972 il missile è divenuto operativo con l’USAF.
AGM-65A TV Maverick
Il primo Maverick pesava 210 kg e aveva un sensore elettro-ottico analogico a contrasto, con un settore di 5°. L’immagine veniva riprodotta sullo schermo nella cabina degli F-4D. Il pilota selezionava il bersaglio, l’immagine TV veniva agganciata dalla logica del sensore, e il missile si dirigeva sull’obbiettivo per comparazione delle immagini. La testata WDU-20/B di 57 kg aveva una carica cava Chamberlain di 37,6 kg e spoletta a impatto. Il CEP era di 1,5 metri. La probabilità di colpire un carro armato o un APC era dell’85%, di giorno con ottima visibilità. Condizioni meno favorevoli o, sul mare, i riflessi della luce, potevano provocare break lock. La distanza di aggancio era limitata, spesso, dalla trasparenza atmosferica a 5,5 km. E servivano 4-8 secondi per “agganciare” l’obbiettivo. Sono stati fabbricati 20305 AGM-65A.
AGM-65B Scene Magnification Maverick
In Europa, specialmente in inverno, le ore di luce disponibili erano il 30 %, soprattutto in condizioni di foschia e pioggia, obbligando a un pericoloso avvicinamento. Nel 1975 è arrivato l’AGM-65B. L’angolo visivo era stato ridotto a 2,5° con ottica zoom e risoluzione doppia, per poter attaccare bersagli più piccoli a maggior distanza. La produzione è terminata nel 1978, con 10717 pezzi.
AGM-65C
La Rockwell ha iniziato, nel 1978, lo sviluppo di una variante per appoggio tattico (CAS), specifica per l’USMC con guida laser semiattiva. Avrebbe impiegato la testata a scoppio-frammentazione Mk-19 da 113 kg, allungando di 10 cm il corpo del missile. Ma questo ha provocato variazioni di assetto e un aumento dei costi, che hanno portato alla cancellazione del progetto dopo pochi test.
AGM-65D Infrared Maverick
I limiti dei primi modelli hanno portato allo sviluppo, nel 1977, dell’AGM-65D, con sensore IIR Hughes tri-service (lo stesso dei GBU-15(V)2/B e AGM-84E SLAM) nella sezione WGU-10/B. Il sensore infrarosso, con 4×4 elementi a schiera, è raffreddato ad azoto e ha una portata di aggancio doppia (9-12 km) rispetto a quello dell’AGM-65A. E’ ognitempo (giorno, notte, maltempo, fumo, polvere), come confermato nei test in Europa nel 1978. In inverno la portata di rilevamento si riduce del 10-12%, invece del 70 %. Monta il nuovo motore a fumo ridotto Thiokol TX-633 (SR114-TC-1) o l’Aerojet SR115-AJ-1, nella sezione WPU-4/B. E’ arrivato alla fine del 1983, raggiungendo l’IOC a febbraio 1986. Pesa 220 kg e mantiene la testata a carica cava. Tre missili sono stati modificati con un doppio sensore IR/antiradar, ma non è seguita l’adozione. L’AGM-65D-2 ha un sensore più preciso e può tracciare bersagli in movimento rilevando i motori, anche spenti da poco, aerei fermi, strutture ad elevato contrasto termico.
AGM-65E Laser Maverick
Sviluppato per l’USMC, il Laser Maverick, pesante 288 kg, ha un sensore Rockwell (dell’Hellfire) a guida laser semiattiva (SAL) nella sezione WGU-9/B. Ottimizzato per installazioni fortificate e navi, ha un penetratore Avco a scoppio-frammentazione di 136 kg in un involucro d’acciaio WDU-24/B, con una spoletta FMU-135/B a contatto o ritardata. Impiega un motore a fumi ridotti nella sezione WPU-8/B. Ha raggiunto l’IOC nel 1985. L’AGM-65E2 consente la designazione del bersaglio anche da un secondo velivolo, o dal suolo, impiegando designatori ILS-NT200 della fanteria o quelli aeronautici Pave Knife, Pave Penny, Pave Spike, Pave Tack o Atlis. L’uso di frequenze diverse, permette l’attacco rapido su molti bersagli. Il missile può attaccare obbiettivi piccoli, veloci e manovrabili.
AGM-65F
Realizzato per la USNavy, impiega il sensore IIR dell’AGM-65D, ma con software ottimizzato per colpire i punti più vulnerabili delle navi, e la testata dell’AGM-65E. Ha il SAD (Safing/Arming Device) per uso navale. Nel 1994 la Unisys lo ha integrato sui P-3C. Pesa 304 kg. Esiste una variante F-2. E’ possibile rilevare una nave da oltre 9 km.
AGM-65G
Simile al precedente ma per l’USAF, pesa 306 kg. L’autopilota digitale permette la selezione di una traiettoria più bassa, evitando un break lock nelle nuvole. Ha raggiunto l’IOC nel 1989. La variante AGM-65G-2 usa il software guida modificato del modello F, per l’attacco a bersagli più grandi. Il sensore ognitempo è più veloce e preciso, contro bersagli mobili, e può essere asservito al LANTIRN. L’aggancio avviene ad una distanza almeno doppia anche nel maltempo europeo.
Maverick ER (Longhorn)
Nel dicembre 1991 la Hughes ha proposto un Maverick con turboreattore, portata di 74 km, data link (LOAL opzionale) e GPS/INS in due varianti: radar MMW (onde millimetriche) o guida IIR terminale. Lungo 3,35 metri, era derivato dall’AGM-65F. Avrebbe dovuto sostituire l’AGM-119B Penguin, ma è stato abbandonato.
AGM-65H
Nel Golfo i sensori IIR dell’AGM-65D, ottimi di notte, hanno avuto problemi di clutter termico di giorno, dovuti al deserto. Così l’USAF ha richiesto un sensore ottico. La Raytheon ha sviluppato un rilevatore CCD. I nuovi AGM-65H, arrivati nel 2002, impiegano le cellule degli AGM-65B/D col nuovo sensore. Benché limitati all’uso di giorno, hanno elevata risoluzione con aggancio a una distanza tre volte superiore ai sensori TV, migliori prestazioni con minor luminosità ambientale e maggior affidabilità. Pesano 211 kg e montano la carica cava.
AGM-65J
E’ l’AGM-65F ricostruito con sensore CCD per la USNavy. Pesa 297 kg. L’IOC era prevista per dicembre 2001 ma la conversione non è confermata. La Raytheon indica anche una variante JX, forse destinata all’export.
AGM-65K
E’ un AGM-65G aggiornato con sensore CCD per l’USAF. Pesa 306 kg. Sono previste non meno di 1200 conversioni, con la possibilità di arrivare a 2500.
AGM-65L
E’ un AGM-65E a guida laser, con miglior sistema di inseguimento per bersagli mobili veloci. Sviluppato nel 2011-2012, pesa 293 kg. USAF e USNavy hanno ordinato molte centinaia di conversioni.
La produzione di nuovi missili è cessata a fine 1999 con oltre 75000 unità. Vi sono almeno 13000 AGM-65A nei depositi per ulteriori conversioni. Il Maverick impiega le rampe singole LAU-117/A o le triple LAU-88/A. Nel 1986 l’USAF ha suggerito il montaggio di una testata nucleare, idea presto accantonata. Si sta considerando l’inserimento di un sistema GPS/INS.
Pochi ricordano che già nel 1972-1973 si sono condotti esperimenti con UAV armati. I BGM-34A hanno colpito bersagli con missili Maverick, rilevandoli con la telecamera anteriore o col sensore radar passivo di un AGM-45 Shrike, per poi passarli al sensore sul missile.
In combattimento
Il Maverick è stato il primo missile aria-superficie tattico multiuso, compatto, preciso, a guida autonoma. Il più prodotto in occidente, adatto a colpire carri armati, sistemi di difesa aerea, navi, trasporti, infrastrutture, depositi. E’ lungo 2,49 metri, con un diametro di 30,5 cm e una apertura alette di 71,9 cm. La configurazione è derivata da quella dell’AIM-4 Falcon, con ali a delta acuto e controlli in coda. E’modulare, potendo montare varie combinazioni di sensori, testate, motori. Il motore Thiokol TX-481 (SR109-TC-1), con 27,5 kg di propellente solido, ha una fase boost di 4540 kg/sp, cui segue il sostentatore da 990 kg/sp. L’impulso totale è di 6160 kg, con un tempo di combustione di 3,5 secondi. La velocità a fine combustione è di 1150 km/h (0,95 Mach) ma può variare a seconda della quota e velocità di lancio, superando Mach 1. La portata massima può superare i 40 km in condizioni ideali, con lancio a 1,2 Mach e 12190 metri di quota, ma quella media varia tra 22 e 31 km. Non è generalmente sfruttata, date le limitazioni dei sensori, le condizioni meteo, la trasparenza e luminosità ambiente variabili. Un attacco a bassa quota contro un piccolo bersaglio può iniziare anche a soli 4-6 km.
Con l’AGM-65A, il pilota, rilevato il bersaglio, seleziona il missile, attivando i giroscopi e il sensore video. L’immagine appare sullo schermo di bordo. Sposta il sensore posizionando il mirino sull’obbiettivo. Attende l’allineamento del mirino col bersaglio, e lancia. Il sensore entra in “tracking mode”. L’intero processo dura 10-15 secondi, poi il pilota richiama l’aereo dalla picchiata per lasciare la zona o cercare nuovi obbiettivi. Il processore elabora per contrasto l’immagine e mantiene il missile allineato fino all’impatto. Col modello B vi sono quattro indicatori luminosi per facilitare l’aggancio che lampeggiano se il contrasto è insufficiente o l’allineamento non è corretto. Nel caso di impiego di un pod puntatore esterno, il sensore, asservito, inquadra il punto di riferimento al suolo (SPI: Sensor Point of Interest) rilevato dal pod. Nell’attacco con i Maverick D/F (IIR), si impiega un pod FLIR oppure la telecamera del missile. Il bersaglio viene racchiuso in un settore rettangolare, per poi passare a un settore ristretto. Viene sovrapposto il mirino e, dopo l’aggancio, il missile viene lanciato. Si dirige inizialmente sul “centroid”, puntando al centro del bersaglio. Quando questo occupa oltre il 60% del campo visivo, passa all’autocorrelazione, per comparazione di immagini. Negli AGM-65E a guida laser, il sensore cerca la riflessione laser che, a seconda del caso, può essere rilevata anche da 18 km. Una croce mobile sullo schermo, cambia in quadrato quando la riflessione è agganciata.
Dicembre 1972: il Maverick è entrato in azione durante la campagna Linebacker II in Vietnam. Sembra ne siano stati lanciati circa 30.
Ottobre 1973: durante lo Yom Kippur, gli F-4 israeliani hanno lanciato circa 70 missili contro i carri armati, qualche fonte ne indica 100 su 200 disponibili. Un calcolo rileva 99 lanci nei due conflitti, con 84 colpi a segno.
Giugno 1975: gli F-4E iraniani hanno distrutto carri iracheni con 12 Maverick.
1980: gli F-4 iraniani hanno affondato 3 Osa II e 4 P-6.
Marzo 1982: gli elicotteri AH-1J iraniani, con AGM-65, nell’operazione Fath ol-Mobin hanno colpito carri iracheni con 11 Maverick.
1991: in Desert Storm gli F-15E, F-18, AV-8B, F-16 e A-10 hanno lanciato 5296 Maverick: 1673 B, 5 C, 3405 D, 36 E, 177 G, con l’80–90% di colpi a segno, oltre il 60 % per l’USMC.
Ottobre 1991: durante il conflitto in Yugoslavia, Un MiG-29 ha lanciato un missile sul Banski dvori, sede del Governo Croato a Zagabria.
2003: durante l’invasione dell’Iraq, sono stati impiegati 918 missili.
28/3/2011: un P-3C, in appoggio ai ribelli, ha attaccato l’unità Vittoria della gurdia costiera libica, nel porto di Misrata con AGM-65F.
Il missile è compatibile con moltissimi velivoli, tra i tanti: A-4, A-6, A-7, AV-8B, A-10, F-4, F-5, F-15E, F-16, F-18, F-18E, F-111, P-3C, L-159, AJ-37, JAS-39, F-2, Hawk, J-22, G-4, FA-50, Hunter, Harrier, F-CK-1 Ching-kuo, MiG-29, AH-1, AH-64, SH-2G, SH-3D. E’ stato provato sugli F-16XL, F-20, BGM-34.
E’ stato esportato in tanti paesi: Arabia Saudita, Australia, Bahrain, Belgio, Canada, Cile, Corea del sud, Danimarca, EAU, Filippine, Germania (radiato), Giappone, Giordania, Grecia, Indonesia, Iran, Iraq, Israele, Italia, Kenia, Kuwait, Malesia, Marocco, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda (rad.), Giordania, Oman, Paesi bassi, Pakistan, Perù, Polonia, Portogallo, Regno Unito (rad.), Rep.Ceca, Romania, Serbia, Singapore, Spagna, Svezia (come RB-75, rad.), Svizzera, Tailandia, Taiwan, Tunisia, Turchia, Ungheria, Venezuela, Vietnam,Yugoslavia (rad.).
Il costo di un Maverick varia molto a seconda del periodo e del modello: 17,000-48,000 $ (A), 64,100 $(B), 110,000 $(C), 111,000 $ (D), 101,000 $(E), 269,000 $(G) (FY 1999).
Fonti
The Illustrated Encyclopedia of Rockets and Missiles (B. Gunston, Salamander Books Ltd, 1979)
World Encyclopaedia of Modern Air Weapons (C.Chant, Stephens Ltd., 1988)
Jane’s Weapon Systems 1987-88
https://en.missilery.info/missile/agm65a
https://www.f-16.net/f-16_armament_article4.html
https://deagel.com/Weapons/AGM-65%20Maverick/a001167










