Bombe nucleari dell’Unione Sovietica

Ottenere informazioni attendibili riguardanti gli armamenti della ex-Unione Sovietica è sempre stato difficile. Se poi si cercano dati sulle armi nucleari e termonucleari, l’impresa diventa impossibile. Uno dei settori più carenti di dati è quello relativo alle bombe nucleari tattiche e strategiche. Tutti conoscono la superbomba Tsar ma non si parla mai di tutte le altre bombe costruite finora. 

Non si conosce il numero totale delle bombe nucleari strategiche russe. Le bombe nucleari tattiche e ASW sarebbero almeno 14, di cui 6 con potenze tra 1 e 10 kT. Le bombe, realizzate dai gruppi di progettazione KB-11 e NII-1011 (oggi VNIITF), utilizzano numerosi tipi di codice identificativo. Le prime armi sono conosciute con la sigla fittizia RDS (Reaktivnyj dvigatelj specialnyj). Le successive adottano il codice GRAU oppure un codice del tipo (Izdeliye) o ancora una sigla militare alfanumerica. Quest’ultima è variata recentemente, sostituita con RN (Raketa Nositel, volutamente fuorviante). Secondo il Jane’s la lettera N indicherebbe le bombe nucleari strategiche, TN è il codice occidentale delle bombe nucleari tattiche, ma è difficile trovare una corrispondenza coi codici russi. 

Serie RDS

RDS-1 (izd.501) : copia della Fat Man americana, al plutonio (6,4 kg) a implosione, testata il 29/8/1949 ha sviluppato 22 kT. Pesava 4,7 tonnellate con 3,7 metri di lunghezza e un diametro di 1,5 metri. L’apertura alette era di 2,1 metri. Conteneva 2400 kg di TNT-RDX in parti uguali. Il plutonio andava inserito prima dell’uso in un tunnel tra le alette. Era dotata di radar altimetro, spoletta barometrica e a tempo. E’ stata prodotta in 29 esemplari, 2 nel 1949, 9 nel 1950 e 18 nel 1951, per i bombardieri Tu-4 e Tu-16, ma non è arrivata ai reparti. Sono state tutte convertite nelle RDS-2. Codice utilizzato precedentemente per un ordigno tipo Little Boy (izd. 601) presto abbandonato.

RDS-2 (izd. 501M): derivata dalla precedente, è stata testata a settembre 1951, con potenza di 38 kT. Era sempre al plutonio. Pesava circa 3200 kg, con una lunghezza di 3,3 metri e un diametro di 1,25 metri. Ne sono state prodotte 54, 6 nel 1951, 24 nel 1952, 24 nel 1953. Sono poi state convertite le precedenti RDS-1, 19 nel 1952 e 10 nel 1953. Le bombe di serie avevano una potenza di 30 kT ed erano portate dai Tu-4A.

RDS-3T Mariya (izd. 501M): versione di serie della sperimentale RDS-3, è stata prodotta in quantità dal 1951 per i bombardieri Tu-4 e Tu-16. Impiegava lo stesso corpo della precedente, col medesimo esplosivo ma era ad implosione di uranio e plutonio (3:1). Era un poco più leggera. Lanciata da un Tu-4A a ottobre 1951 ha sviluppato 42 kT. Ne sono state fabbricate 16 nel 1952 e 22 nel 1953.

RDS-3I (izd. 501MI): modello migliorato della precedente, fornito di un generatore esterno di neutroni (INI), è stata prodotta nel 1953 fino almeno al 1958. Testata a ottobre del 1954 ha reso 62 kT, ma gli esemplari di serie sviluppavano forse 120 kT (1,5-3 volte più potente). Le RDS-3T/I erano lunghe 3,3 metri, con un diametro di 1,25 metri e pesavano 3100-3200 kg. I Tu-4A e Tu-16A ne portavano una. Sono state fabbricate in tutto almeno 60 RDS-3T/I.

RDS-4T Tatyana (izd.T): bomba tattica, prodotta in serie dal 1954, inizialmente denominata RDS-2M (izd.501-2M). Il corpo era derivato dalla bomba FAB-1500 M46. Era ad implosione di uranio (6,8 kg) e plutonio (4,2 kg), attivata da strati di TNT-RDX (1:1), e pesava 1200 kg. Il progetto era nato per realizzare una bomba di minori dimensioni, più leggera, per gli Il-28, ma anche per i missili balistici tattici e da crociera. L’RDS-4, basata sull’esperienza delle RDS-2 e 3, pesava un terzo rispetto alle precedenti, con un diametro ridotto a 82 cm, stessa misura delle alette, ed è stata la prima bomba tattica prodotta in grande serie. Impiegava un nucleo di disegno simile a quello della RDS-2. Testata ad agosto del 1953 ha prodotto 28 kT. I modelli prodotti in serie erano da 30 kT. Era dotata di spolette radio, barometriche e a pressione. E’ stata potenziata successivamente, con dispositivo INI, a 42 kT. Tra i vettori, non solo i bombardieri Tu-4/16/22/95, M-4 e 3M, ma anche gli aerei di prima linea MiG-19/21, Il-28, Tu-2, Tu-14, Yak-26/28 e altri. E’ stata radiata nel 1960-1961. La testata era impiegata come primario sui missili R-7.

RDS-4M: variante più leggera e meno potente della precedente, con meno materiale fissile, specialmente plutonio, è stata provata nel 1954 ed è entrata in servizio nel 1956. E’ stata prodotta fino al 1966. La potenza nei test variava tra 0,2 e 0,4 kT con un massimo di 2 kT, con INI saliva a 4 kT. La testata è stata montata anche sui missili R-5M (SS-3 Shyster), R-11M/FM (SS-1D/N1B Scud C/A) e sui cruise KS-7/FKR-1 (SSC-2A Salish).

Nel 1957 si è provata l’RDS-4M con nucleo interamente in uranio, installata anche sui missili R-11M/FM e sui razzi Filin (FROG-1). Infine è arrivata la RDS-4 mod.1965, migliorata con alette modificate.

RDS-5 (izd. 501M): ordigno sperimentale ad implosione con meno plutonio, simile all’RDS-2 in peso e dimensioni, con INI, per i Tu-4 e Tu-16. Ne sono stati fabbricati 6, con nucleo di 2 kg e 0,8 kg. Pare abbia sviluppato 1,6 e 12 kT.

RDS-6 Ivan: impiegata sui Tu-16 dal 1953, sviluppava tra i 200 e i 400 kT. Testata nel 1953.

RDS-6S Ivan o Slojka (izd.501-6): variante migliorata della precedente. Nel 1950, grazie agli studi sul materiale fornito da Klaus Fuchs, sono iniziati i progetti RDS-6s (strato) e RDS-6t (tubo, questo abbandonato nel 1954). L’obbiettivo era un ordigno da 1 MT, col 20 % della potenza ottenuto per fusione, e un peso massimo di 5ooo kg con un diametro di 1,5 metri, con possibile impiego anche sugli ICBM R-7 (SS-6 Sapwood). Si trattava di un modello di transizione tra le armi a implosione e quelle termonucleari, con un primario a implosione, seguito da strati di U-235 e Li-6 alternati. La bomba era dotata di parafreno PG-4083. Nel test ad agosto 1953, con meno U-235/Li-6 rispetto agli esemplari di serie, ha raggiunto i 400 kT. Fabbricata in serie limitata, non è entrata in servizio perché poco sicura e con componenti che richiedevano sostituzione frequente. 

RDS-6sd o RDS-36 (izd.36): nel 1954 sono iniziati i lavori per aumentare la potenza. Si sono provate 8 testate, con differente numero di strati di U-235, U-238, Li-6. La bomba era intesa come back up in caso di fallimento della RDS-37. Era prevista una potenza di 1,7-1,9 MT con INI. Ma le 4 bombe pianificate non sono state realizzate, perché avrebbero richiesto 4 volte più materiale fissile della RDS-37. La RDS-36 era prevista anche per gli ICBM R-7, i cruise Buran e i missili H-20 (AS-3 Kangaroo).

RDS-7: sviluppata nel 1952-53, come riserva in caso di insuccesso della RDS-6. Abbandonata senza aver eseguito test, avrebbe dovuto avere un nucleo ad implosione in U-235/238 con  una resa di 300 kT, che salivano con INI a 700-1500 kT. Avrebbe dovuto pesare 4600 kg, con un diametro di 1,5 metri. Era stato proposto il montaggio nel corpo della RDS-6s.

RDS-27 (izd.27N): sviluppata parallelamente all’RDS-37, testata alla fine del 1955, era un miglioramento della RDS-6S per eliminarne i difetti. Il corpo era identico alla precedente. Approvata nel 1956 è stata la prima bomba termonucleare prodotta in serie. Impiegava strati di U-235 e Li-6 alternati. Con dispositivo NZ ha sviluppato 215-250 kT, ma assieme all’INI erano previsti 375-420 kT. In dotazione ai Tu-16, era stata considerata anche per gli M4/3M (Bison), i Tu-95 e prevista sugli R-7 (SS-6 Sapwood), Buran e H-20 (AS-3 Kangaroo). E’ stata radiata nel 1970.

RDS-37 Ivan (izd.37D): prima bomba termonucleare a due stadi, implosione di U-233/235 nel primo stadio e strati alternati di U-238/Li-6 nel secondo, ha dato vita ad una intera famiglia di armi. Sviluppata nel 1955, era simile alla RDS-27 ma impiegava trizio e INI. Aveva parafreno PD-4083 e spolette a contatto e barometrica. Nel test del 22/11/1955 la potenza era stata ridotta a 1,6 MT, rimpiazzando l’uranio con inerte, ma le bombe prodotte in serie, in servizio nel 1962  per i Tu-16, Tu-95 e Mya-4, erano da 3-5 MT e pesavano 5570 kg. La lunghezza era poco inferiore ai 7 metri, con un diametro di 1,5 metri. Era pensata anche per armare gli ICBM R-7 (SS-6 Sapwood).

RDS-44: bomba termonucleare da 1,45-1,5 MT.

RDS-46A: bomba termonucleare da 2,8-2,9 MT.

RDS-49: bomba termonucleare bistadio, con rapporto peso/potenza ottimizzato. La testata poteva essere configurata da 650 kT, 860 kT o 1 MT. E’ stata inserita nelle bombe strategiche 49AN.

RDS-220 Tsar Bomba (Izd.602): arma termonucleare strategica a tre stadi, lunga 8 metri, con un diametro di 2,1 metri e un peso di 27 tonnellate, è stata fabbricata in soli due esemplari (altre fonti: tre-cinque), entrati in servizio nel 1959. Denominata alternativamente AN-602, è derivata dalla RN-202 Ivan. Aveva due primari sincronizzati termonucleari, per un totale di 1,5 MT, cha attivavano il secondario tra di loro, che a sua volta provocava la fissione dell’involucro. Aveva spoletta radar e 800 kg di parafreni: un pilota di 0,5 m2 a cui seguivano in successione uno da 5 m2, tre da 5 m2, uno da 40 m2, tre da 40 m2 e uno da 1600 m2. Provata con potenza ridotta, con mantello in piombo di 60mm, il 30/10/1961, ha sviluppato 52,5 MT. E’ stata lanciata da un Tu-95V estesamente modificato. Il lancio è avvenuto a 10500 metri di quota, sulla Novaya Zemlya. L’ordigno è detonato a 3700 metri, dopo 188 secondi. Il lampo è stato visto a oltre 1000 km di distanza, in Groenlandia, Norvegia e Alasca. Il fungo è salito a 67000 metri, con un diametro alla base di 67 km e alla cima di 95 km. Le comunicazioni si sono interrotte per 40-50 minuti per centinaia di km. La radioattività si è rivelata modestissima: a 2-3 km dall’epicentro, solo 1 milliR/h. La Tsar era modificabile nella variante AN-620 (o A-620EN) da 100 MT, con  mantello in U-238. Non è stata fabbricata in serie per le evidenti limitazioni: le dimensioni, il peso, la resistenza aerodinamica riducevano troppo il raggio d’azione del Tu-95V e la manovrabilità.

Designazione GRAU

5F48: prima bomba nucleare di profondità a implosione, realizzata in risposta ai sottomarini G.Washington, sviluppata nel 1959, testata dal 1960 al 1963, è stata prodotta dal 1965. Operativa dal 1965 al 1970, altre fonti riportano invece dal 1967/69 al 1978, era conosciuta anche come SK-1 Skalp e RJu-1. Pesava 1600 kg. Veniva trasportata dai Be-10/12SK (1 bomba), Tu-14/142 e dagli Il-38. Il lancio era previsto tra 2000 e 8000 metri di quota, con parafreno, rilasciato poco prima dell’impatto con l’acqua. L’esplosione avveniva tra 200 e 400 metri di profondità. Lo scoppio, da 10 kT, aveva un raggio di 400 metri ma era in grado di distruggere un sottomarino fino a 600-800 metri di distanza, a seconda della profondità e della velocità del mezzo. Aveva spoletta idrostatica e a tempo (20 o 44 o 100 secondi, in quest’ultimo caso per acque poco profonde, dal momento dell’impatto con l’acqua). Pare fossero disponibili anche spolette a contatto e per scoppio in aria. Doveva essere mantenuta tra 16° e 23°, fin dal deposito, per poter operare correttamente, all’interno della stiva condizionata e isolata termicamente, agganciata al travetto BD4-12SK. Poteva essere impiegata anche contro navi o bersagli al suolo.

Almeno una fonte riporta una potenza molto superiore, quasi 200 kT, dato il raggio di distruzione e la colonna d’acqua alta 6000 metri, per compensare la scarsa precisione nella localizzazione del sottomarino. Tanto da rendere l’allontanamento in tempo, difficile per un Be-12 e impossibile per un elicottero.

7U31: ordigno termonucleare pesante sui Tu-22. Corrisponde alla 246N.

8F59: bomba di profondità nucleare da 1 o 5 kT (varie fonti), sviluppata nel 1969 e apparsa nel 1970, conosciuta anche come RYu-2 (ryushka) e Skat. Più piccola della RYu-1 per poter essere impiegata su molti vettori come Be-12, Il-38, Tu-142 e sugli elicotteri Ka-25PLYu, Ka-27 e Mi-14PL. Spoletta idrostatica. Contro sottomarini, navi e bersagli al suolo. E’ stata seguita dalla RYu-2-2. Aveva un raggio efficace di 800-1000 metri. Prodotta dal 1976 è stata ritirata nel 1991. 

8U46, 47, 48: bombe nucleari tattiche di 450-480 kg e 5-30 kT di potenza. Per Su-7 e MiG-21.

8U49: bomba tattica come le precedenti, corrisponde alla RN-24. 

8U57/6U57: bomba tattica da 1 kT per i Su-7/17/20/24. 

8U63: bomba tattica da 1 kT. Per i Su-17/20/24.

8U64/9U64: corrispondono alla RN-40. 

8U69: corrisponde alla RN-24 o alla RN-28. 

Codice tipo (izdeliye)

40N/GN: bomba strategica bistadio, derivata dalla RDS-37, fabbricata in due versioni, con involucro in berillio (40N) e in grafite (40GN). Il corpo era simile a quello della RDS-6sD. Prodotte nel 1956, avevano una potenza di 900 kT.

244N: indica la famiglia di bombe nucleari tattiche 8U46/47/48/49.

245N: bomba termonucleare strategica bistadio, derivata dalla RDS-37, sviluppata nel 1955-1957. Impiegata sui Tu-16A, Tu-22A e Tu-95A/MA, provata ad aprile del 1957, è rimasta in servizio dal 1958 al 1972. Aveva il corpo simile alla precedente 40N, lunga circa 6,5 metri, con un diametro di 1,5 metri. Rispetto alla RDS-37 aveva il 20 % di materiale fissile in meno. La potenza era di 320-520 kT.

246N: miglioramento della precedente, impiegava meno uranio. Provata a ottobre 1957, è entrata in servizio nel 1958.

407N: bomba tattica derivata per conversione delle RDS-4/4M, ad implosione di uranio e plutonio. Provata nel 1959 è stata prodotta in quantità limitata tra il 1960 e il 1961. Pesante 1200 kg, con un diametro di 82 cm, era dotata di radio altimetro. Nel 1968 è iniziata la produzione della migliorata V407N. Impiegata dagli Il-28, aveva una potenza di 8-12 kT  (altre fonti: 5 kT).

Designazioni militari

RN-20: nessun dato.

RN-23: sui MiG-23M.

RN-24 Natasha (izd.244N): prima bomba tattica supersonica, derivava dai risultati dei test del 1953 e 1954, volti a ottimizzare l’impiego del plutonio. Ha sostituito la RDS-4. E’ stata sviluppata come 8U49 (o 8U69) nel 1957-1961. E’ stata prodotta dalla fine del 1961 almeno fino al 1973, entrando in servizio a dicembre 1963. Nel test ad agosto del 1962 ha reso 11 kT. Montata principalmente sul Su-7B, ha poi fatto parte della dotazione dei Su-17/20/22/24/27, dei MiG-21S/PFM/23/27, dei Tu-16 e degli Yak-28. E’ stata provata sui MiG-19 e MiG-21F. Lunga 3,37 metri, con un diametro di 58 cm e una apertura alle alette di 72,6 cm, pesava 450-480 kg. E’ stata realizzata in tre sottoversioni, izd.244N1/2/3 da 3 kT, 5 kT e 10-12 kT (una fonte riporta 40 kT). I Su-7B la portavano sul pilone di fusoliera sinistro BDZ-56FN/FNM. Poteva essere lanciata a qualunque quota sopra i 500 metri, a velocità fino a 3000 km/h, con spoletta a radar altimetro. Era possibile il lancio a parabola, con l’impiego del dispositivo elettromeccanico PBK-1 (tipo LABS). L’aereo a 1050 km/h, cabrava con un angolo di 45° fino a 3500-4000 metri, lanciando la bomba a 5-8 km dal bersaglio, dopo 5-6 secondi, per poi, dopo 9-10 secondi, picchiare a 50-60° con un mezzo rollio in rotta di scampo a bassa quota. La bomba infatti non era dotata di parafreno. Era disponibile, in caso di guerra,  per i cacciabombardieri della Polonia e della Cecoslovacchia, in depositi controllati dai russi. Una variante, izd.244 (8), per l’uso su velivoli ed elicotteri antisom, è entrata in servizio nel 1971, come risposta alla B-57 americana. E’ stata radiata nel 1979. Tra il 1962 e il 1967 è arrivata la variante RN-24, in servizio nel 1971, lievemente più larga. E’ stata fabbricata in due modelli, da 15 kT e da 20 kT fino a metà anni ’70. I MiG-21/23/27 la montavano sui piloni BDZ-66. In produzione è stata presto rimpiazzata dalla RN-28, più leggera e compatta, venendo radiata nel 1984.

RN-25: bomba sui MiG-21N e MiG-25. Circa del 1965. Inadatta al lancio da alta quota, per la scarsa potenza e precisione, lanciata a bassa quota dava poco tempo all’aereo per allontanarsi.

RN-28: ha sostituito la RN-25, di dimensioni simili. Sviluppata nel 1965, e prodotta dal 1967 almeno fino al 1976, è entrata in servizio nel 1969. E’ stata la principale bomba tattica negli anni ’70-’80. A bassa resistenza aerodinamica, era lunga 3,36 metri, con un diametro di 58 cm, e pesava 450 kg (altre fonti: 250-300 kg). La testata a implosione, derivata dalla RDS-9, era inizialmente da 5 kT, poi a potenza variabile tra 1 e 10 kT. Altre fonti riportano potenze tra 0,5, 15 e 30-40 kT a seconda della variante.

Ha equipaggiato i Su-7/17/20/22/24/25/27/30/34/35, i MiG-21/23/25RB/27/29 e gli Yak-26/28/38. E’ stata testata anche sui MiG-19. Veniva agganciata sui piloni BDZ-56FNM. Studiata come risposta all’americana B61, è stata radiata nel 1990-1991. Era dotata di radar altimetro e spoletta regolata a terra. Veniva generalmente lanciata col calcolatore PBK-1, equivalente all’americano LABS. Poteva essere lanciata da 500 metri di quota in su, senza limiti di velocità di sgancio, con tre modalità:

lancio livellato con parafreno da 500-3000 metri con scoppio in aria a 250 metri di quota o a contatto.

Toss: l’aereo accelerava col postbruciatore a bassa quota a 1050 km/h, poi cabrava a 45-60°. il lancio era semiautomatico a 1500 metri di quota, e la bomba proseguiva su traiettoria balistica. L’aereo eseguiva una mezza virata in direzione opposta. L’impatto sarebbe avvenuto a 7 km dal punto di sgancio oppure la bomba sarebbe esplosa in aria a bassa quota per aumentare gli effetti dell’onda d’urto.

Più preciso, il “lancio sulla spalla”. Il velivolo, in avvicinamento a 50-200 metri di quota a 1000-1050 km/h, cabrava fino ad un angolo che poteva arrivare a 80-110-130° (Immelmann) con 5g di accelerazione a circa 3000 metri di quota. Raggiunto l’angolo, dopo 3 secondi avveniva il lancio. La bomba, proseguito il volo per inerzia in salita quasi verticale, avrebbe completato la parabola precipitando poi in verticale e sarebbe esplosa sotto il punto di rilascio dopo 50-55 secondi, a 1000 metri di quota. L’aereo, arrivato a 4000 metri, con un mezzo loop, nel frattempo avrebbe picchiato allontanandosi a tutto postbruciatore. La bomba non impiegava parafreno ma si stimava che l’aereo avesse 1-2 minuti di tempo per evitare lo scoppio, dopo essersi allontanato di 10 km.

RN-29: nessun dato.

RN-30: bomba strategica megatonica (altre fonti: 200 kT) entrata in servizio negli anni ’50.

RN-32: bomba strategica da 1 MT (altre fonti: 200 kT), alle volte indicata come N32. Lo sviluppo è avvenuto tra il 1970 e il 1980, e la bomba è rimasta in servizio tra il 1980 e il 1991 sui Tu-16, Tu-22, Tu-22M2/M3 e Su-24M. Pesava 1000 kg, lunga 3,7 metri con apertura alette di 50 cm. Era dotata di parafreno.

RN-34: bomba “universale” sui Tu-142.

RN-35: bomba speciale per i Tu-142. A potenza variabile, 2-10-20 kT. E’ apparsa nel 1985.

RN-36: bomba strategica megatonica, disponibile anche nelle varianti RN-36-01, RN-36V e RN-36L per gli Il-38 e Tu-142.

RN-38: ordigno ASW in grado di perforare il ghiaccio e colpire i sottomarini al di sotto.

RN-40: altro codice della 8U64, è disponibile anche nelle varianti RN-40-S02, RN-40-5 e RN-40-6. E’ una bomba nucleare tattica a potenza variabile fino a 30 kT, a due stadi, e pesa 250-370-430-610 kg, a seconda della configurazione. Simile alla RN-28, è lunga 4 metri, con un diametro di 50 cm, apertura alette di 50 cm, ed è dotata di parafreno e spoletta radar. Entrata in uso tra il 1980 e il 1983, è impiegata da Su-17/20/24/24M/27/30SM, MiG-23/25/27/29, Yak-28/38, Il-38, Tu-22 e Tu-142. Operativa. 

RN-41: bomba tattica di 250 kg a potenza variabile. Sui Tu-142, Yak-38, Su-30SM.

RN-42: bomba strategica di 1000 kg da 200 kT sui Tu-22 e Tu-142.

RN-43: nessun dato.

RN-45: nessun dato, tranne che disponeva di 7 detonatori.

RN-61: bomba tattica per i Su-25, aerodinamica con struttura rinforzata.

RN-201 (izd.201): ordigno da 15-20 MT a tre stadi. progetto iniziato nel 1956 assieme all’RN-202. Le stime danno un peso di 9000-12000 kg, una lunghezza di 5,5-6,2 metri con un diametro di 1,3-1,5 metri, adeguate ai vettori standard Tu-95 e ai missili R-7.

RN-202  Ivan (izd.202): bomba da 20-30 MT a tre stadi, rimasta sperimentale. Montava la testata R202E completata nel 1956. Due primari a implosione avrebbero attivato la fusione del Li-6 del secondario, inserito tra i due. Lunga 8 metri, con un diametro di 2,1 metri, pesava 25000 kg. Ne sono state fabbricate 6 ma, dopo diversi problemi, si è deciso di rinunciare ai test e, nel 1958 è iniziato lo smantellamento. Erano anche sorti dubbi circa il trasporto sul Tu-95V  con tutti i limiti del caso. Ma il progetto è stato poi ripreso per dare origine alla Tsar Bomba.

NB-2: bomba strategica da 2 MT con parafreno in dotazione ai Su-24 e ai bombardieri. Pesa 1088 kg.

SAB-9000: bomba termonucleare strategica, disponibile nel 1962 in circa 300 esemplari, in due varianti (izd. 201 da 20 MT e izd.202 da 25 MT). Era montata sui Tu-16, Tu-95 e M-4.

RYu-1: bomba nucleare di profondità, sui Be-12, Il-38, Tu-142.

RYu-2: (8F59) bomba nucleare di profondità, sui Be-12, Il-38, Tu-142. Sviluppata negli anni ’70, era priva di parafreno ma con struttura resistente all’impatto.

RYu-2-2: derivata dalla precedente.

RYu-4: bomba di profondità, sviluppata tra il 1972 e il 1976. Dotata di parafreno e motore booster (?). Non è stata accettata.

Codici occidentali

TN-450: simile alla B-61 americana, pesa 470 kg. Bomba a potenza variabile da 20 a 200 kT. Lunga 3,37 metri ha un diametro di 57 cm. Adatta al trasporto supersonico, è fornita di paracadute per lanci a bassa quota. Tra i vettori sono indicati i Su-24 e 27 e i MiG-29. Qualche fonte identifica come TN-450 la 8U69.

TN-700: bomba da 250 kT. Pesa 700 kg.

TN-1000: bomba tattica per bassa quota a scoppio ritardato e potenza variabile tra 150 e 350 kT. Pesa 900-1000 kg. Per i Su-17/24.

TN-1200: bomba tattica da 1 MT per i MiG-27 e Su-24. Pesa 1200 kg.

TN-1800: bomba con potenza tra 1 e 2 MT. In dotazione ai Su-24/34, sui piloni ventrali.

TN-2000: bomba da 2000 kg , montata sui piloni ventrali dei Su-24/34. Impiegata contro bunker di comando sotterranei o grandi installazioni fortificate.

Note

Se i russi hanno seguito l’esempio americano, presumibilmente hanno ideato dispositivi a potenza variabile, adattabili ai veicoli di rientro dei missili balistici come ai missili da crociera e alle bombe d’aereo, in particolare le cariche da 550 kT, 750 kT e 2 MT. Tra il 1961 ed il 1962 sono state testate diverse bombe tra 10 e 24 MT, che avrebbero portato alla realizzazione di un ordigno da 25-50 MT, del peso di 10-15 tonnellate, e di una bomba da 10-20 MT, con una produzione stimata in circa 100 esemplari. 

Anche i russi impiegano versioni inerti da addestramento: le IAB (Imitator Avia Bomb). La più conosciuta è la IAB-500 del peso di 470 kg, lunga 3, 36 metri, con un diametro di 58 cm e apertura alare di 73 cm che simula le 8U46 e simili. Un’altra è la IAB-3000, lunga 3,3 metri, con un diametro di 82 cm e apertura alare di 1 metro, pesante 2367 kg. Era impiegata dall’Il-28.

Fonti

https://www.globalsecurity.org/wmd/world/russia/rds-4.htm

https://www.globalsecurity.org/wmd/world/russia/rn-28.htm

https://ruslet.webnode.cz/technika/ruska-technika/letecka-vyzbroj/pumy-jaderne/

http://www.russianarms.ru/forum/index.php/board,512.0.html

http://www.militaryparitet.com/nomen/russia/aviabomb/data/ic_nomenrussiaaviabomb/3/

https://es.wikipedia.org/wiki/Anexo:Armas_nucleares#Uni%C3%B3n_Sovi%C3%A9tica/Rusia

http://www.johnstonsarchive.net/nuclear/multimeg.html#S1

https://en.topwar.ru/164908-jadernye-glubinnyj-bomby-holodnoj-vojny.html

https://en.topwar.ru/238030-yadernaya-voyna-v-evrope-myslimaya-ili-nemyslimoe.html

https://forum.dcs.world/topic/350021-cold-war-assets-mod-v-12/page/3/

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