KBP GSh-23

Facebooktwittergoogle_pluslinkedin

Nel dopoguerra i progettisti sovietici hanno deciso di sviluppare diverse armi calibro 23 mm, per superare le limitazioni balistiche dei proiettili da 20 mm e il peso dei cannoni da 30 mm. I MiG-15 impiegavano già l’NR-23. Ma la cadenza di fuoco era bassa. Invece di sviluppare ulteriormente il modello esistente, l’ufficio KBP, responsabile per i nuovi progetti, ha preferito qualcosa di innovativo. V. Gryazev e A. Shipunov hanno iniziato i lavori scegliendo, per rispondere alle specifiche, il principio che K.Gast aveva sperimentato nel 1916, con mitragliatrici ad alta cadenza ma poco affidabili. Ora erano disponibili tecnologie e materiali più avanzati. Il prototipo è stato completato alla NII-61 alla fine del 1954. Dopo molti cambiamenti costruttivi e cinque anni di revisioni, è iniziata la produzione. Ma gli esemplari di preserie hanno presentato altri problemi e bassa affidabilità, obbligando ad altre modifiche. Le munizioni venivano spinte con tale forza che i nastri d’acciaio delle munizioni si rompevano provocando inceppamenti. Situazione mai completamente risolta e che ha obbligato a sostituirli periodicamente. Il risultante GSh-23 (ГШ-23), con un peso di soli 49 kg, sparava oltre 3000 c/m. Prodotto nella fabbrica Degtyarjev è entrato in servizio nel 1965, sostituendo l’NR-23.

Al modello iniziale (codice militare 9-A-472), lungo 1,39 con una canna di 1 metro, è presto seguito il GSh-23L, con peso aumentato a 50,5 kg e lungo 1,54 metri, per la presenza di un freno di bocca, fabbricato in tre sottoserie (9-A-472-01/02/03).

Pur essendo piccolo e leggero, il cannone richiedeva una struttura in grado di resistere alla notevole forza di reazione. Però alla metà degli anni ’60, vi erano migliaia di MiG-21PF e PFM senza cannoni e i cui missili avevano molte limitazioni. Era necessario adattare subito l’arma ai caccia.

Pod GP-9

E’ stato allora realizzato per il MiG-21 il pod GP-9,  un contenitore affusolato con un GSh-23L e 200 colpi nel retro. Un dispositivo disattivava i freni aerodinamici in fusoliera, ostacolati dal pod. Non si è dimostrato ottimale, perché i MiG-21 delle prime varianti non avevano un sistema di puntamento  in grado di correggere il punto di mira in imbardata e anticipo, così un tiro efficace dipendeva solo dall’addestramento, già allora limitato.  

I MiG-21 delle generazioni successive (M, SM, MF, SMT, bis), avevano di serie il GSh-23 con 200-250 colpi, in una installazione conforme. Dal 1969, sui MiG-21MF, è entrato in uso un miglior dispositivo di puntamento, che calcolava l’anticipo sulla base dei dati del giroscopio ASP-21PFD e dei segnali di imbardata e beccheggio del Pitot. Ma funzionava solo fino a 2,75g.      

In combattimento

Il GSh-23 ha una cadenza massima di 3400-3600 c/m. Inferiore a quella dell’M-61 Vulcan, che richiede però 0,5 secondi per accelerare alla massima velocità, così  la cadenza istantanea del cannone russo è maggiore. Con soli 3 mm in più rispetto ad un 20 mm, il peso del colpo è superiore dell’80 %. La velocità iniziale è di 690-730 m/sec, uno dei pochi svantaggi, che comporta minor raggio utile e inferiore capacità perforante.

Sono disponibili molti tipi di colpi, esplosivi, incendiari, traccianti, perforanti e da esercitazione (HEI, con 19 grammi di RDX e A1, HEI-M, HEI-T, HEI-TP, API, API-TM, AP, TP). I bombardieri

possono sparare anche colpi PRLS (chaff) e PIKS (flare). Il colpo tipico AM-23 (23x115mm) pesa 173-180 grammi (320-325 grammi completo).

Nei combattimenti in Vietnam e nel Medio Oriente, il GSh-23  si è rivelato inefficace rispetto alla portata prevista. Nonostante nelle prove a terra, a 50 metri di distanza, i proiettili colpiscano entro mezzo metro, già a qualche centinaio di metri la dispersione aumenta notevolmente. Motivo per cui, data anche la scarsa precisione del sistema di puntamento, i piloti arabi e nordvietnamiti preferivano accendere il reticolo fisso e stimare ad occhio l’anticipo. I piloti nemici abbattuti hanno dichiarato che i MiG-21, prima di aprire il fuoco, erano straordinariamente vicini, circa 150 metri. Ma se l’apertura del fuoco avveniva da 300-600 metri, era improbabile essere colpiti. Contro obbiettivi al suolo il raggio utile supera invece i 2000 metri. L’alta cadenza  aumenta più volte l’efficacia rispetto al più grande GSh-2-30

Il pilota attiva il cannone tramite una cartuccia pirotecnica. Il gas ad alta pressione carica il primo colpo e lo blocca. L’accensione è elettrica. Parte del gas ritorna al pistone che apre il blocco e rimuove il bossolo. Altro gas passa al pistone dell’altra canna, che si muove in senso opposto, carica il secondo proiettile e lo blocca. Opera alternativamente perchè il meccanismo di una canna è connesso con leveraggi a quello dell’altra. Il blocco di una canna sblocca l’altra, l’espulsione del bossolo, carica il proiettile nell’altra. Senza molle di ritorno, con un funzionamento eccezionalmente pulito, robusto e affidabile. Ma nella camera di scoppio si raggiungono pressioni di 3000 bar, portando ad un carico strutturale e termico sopra la media. Per ridurne gli effetti, le raffiche sono limitate con un sistema automatico che le interrompe dopo pochi decimi di secondo, dato anche il carico di munizioni modesto.  

In  caso di inceppamento o ritardo, il pilota attiva una seconda cartuccia pirotecnica per rimuovere il colpo difettoso e il cannone spara di nuovo. Nel MiG-23, il processo è automatico. Il bossolo o la munizione difettosa sono espulsi da sotto, le maglie ritornano in un piccolo compartimento. Tutto il cannone deve essere rimosso per la ricarica e lo svuotamento.

Rispetto a due cannoni separati, il sistema Gast permette di risparmiare peso e dimensioni perchè il sistema di caricamento e sparo, accensione elettrica e assorbitori d’urto, sono in comune. Il GSh-23 raddoppia la cadenza con solo 3 kg in più. La manutenzione è ridotta: se l’NR-30 richiede lo smontaggio dopo lo sparo di 500 colpi, per il GSh-23 dopo 500-600 colpi è sufficiente lubrificare i componenti, lo smontaggio è richiesto dopo 2000. Le maglie sono rinforzate rispetto a quelle dell’AM-23, riutilizzabili 5 volte. Rispetto ad altri cannoni russi ha una vita notevole, 8000 colpi, anche perché ogni canna spara solo 4000 colpi, ma dopo 2000 si devono sostituire molti componenti vitali.

Sono stati realizzati diversi pod per il cannone, oltre a torrette difensive e ulteriori modelli derivati.

UPK-23-250 e UPN-23-250

Pod universale per ingaggi aria-aria. Utilizzabile da quasi tutti gli aerei, in genere a coppie, è montato sui MiG-21, 23, 27, Su-15, Su-17/20/22M, Su-25, Yak-38 e sugli elicotteri Mi-8, Mi-24 e Ka-29. Lungo circa 3 metri, con un diametro di  37 cm, pesa 217 kg (320 kg con 250-260 colpi).

SPPU-22-01

E’ un pod di 290 kg con 260-280 colpi, realizzato per consentire il mitragliamento di obbiettivi terrestri senza obbligare il velivolo ad un attacco in picchiata. Ha un GSh-23L in grado di ruotare verso il basso di 30°. Il pilota, inseriti nel computer (sul retro del pod) i dati di velocità e quota, da rispettare rigorosamente, mira e apre il fuoco. Il computer aiuta a mantenere il bersaglio collimato. Il pod è montabile anche invertito, per sparare in ritirata. I Su-17/20/22 possono portare fino a 5 SPPU-22. I Su-25/39 e i MiG-27 lo portano in coppie.  

SNPU-130

Pod per lo Yak-130 con un GSh-23L.

GP-9-9000

Pod di 210 kg con 200 colpi. Tra il 1989 e il 1990 ha equipaggiato alcuni MiG-21SPS. Era dotato di vari dispositivi di sicurezza contro l’attivazione involontaria al suolo.

NPPU-24 

Installazione mobile con un GSh-23L per i Mi-24VP e Mi-35M.

VSPU-36

Pod semiconforme testato su di uno Yak-38, apparentemente adottato ma raramente impiegato.

UKU-9A-502

Installazione nella torretta di coda dei Tu-22M2 con 2 GSh-23 con cadenza di 2600 c/m. 

UKU-9A-502MA

Simile al precedente per i Tu-22M3, con singolo GSh-23 con cadenza aumentata a 2900-3400 c/m. 

UKU-9K-502-1

Nella torretta di coda degli Il-76, con 2 GSh-23.

GSh-23B  

Modello con raffreddamento a liquido.

GSh-23V 

Modello per elicottero con raffreddamento a liquido.

GSh-23YA 

Specifico per lo Yak-28.

GSh-23M 

Con blocco canna tronco e cadenza aumentata a 4000 c/m.

Tipo 23-3 

Copia cinese.

A parte la Russia e i paesi CSI,  è  in servizio in Afghanistan, Algeria, Bangladesh, Brasile,  Bulgaria, Cina, Croazia, Cuba, Egitto, Etiopia, Ghana, India, Iraq, Montenegro, Nigeria, Pakistan, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Siria, Thailandia, Tunisia, Ucraina, Ungheria, Vietnam.

Gli aerei armati col GSh-23 sono moltissimi: MiG-21MiG-23, MiG-27, Yak-28I, Yak-38, Yak-130Su-7BSu-15Su-17/20/22, Su-24M, Su-25M, Su-39, L-39ZA, L-59T,  J-22 Orao/IAR-93, HAL Tejas, FBC-1 Flying Cougar, FC-1,Q-5/A-5, K8 Karakorum, G-4 Galeb, I-22 Iryda.

Il cannone si ritrova anche nelle torrette di coda dei Tu-22M, Tu-95MS, Tu-142MZ/MP, Il-76 M, An-72 P, in installazioni singole o doppie. E’ presente anche su molti elicotteri: Ka-25F, Ka-29, Mi-8MTV, Mi-17, Mi-24BM/VP, Mi-35M/VP, Mi-171Sh , JL-08W e W-3WA Sokół.

Fonti

Aranysas (6/2004)

https://de.wikipedia.org/wiki/Grjasew-Schipunow_GSch-23

https://ru.wikipedia.org/wiki/%D0%93%D0%A8-23

Facebooktwitter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *