Raduga H-58 (AS-11 Kilter)

La necessità di fornire un sostituto a propellente solido ai missili H-28 (AS-9 Kile), per i nuovi Su-24M Fencer-D, ha portato nel 1972 all’emissione di un contratto di sviluppo  per il gruppo Raduga. Il progetto, denominato inizialmente H-24, è stato presto risiglato H-58 (Izdeliye 112 o D7). Di configurazione molto simile all’AS-37 Martel, l’H-58 è un missile antiradar a medio raggio. E’ entrato in servizio nel 1978, altre fonti riportano il 1982.

Lungo 4,8 metri, con un diametro di 38 cm e una apertura alare di 1,17 metri, pesa 650 kg. E’ realizzato in lega di titanio, con uno strato di isolamento termico sul cono anteriore, per resistere alle temperature sviluppate a causa dell’alta velocità, fino a 500°C. Le alette di controllo sono in coda, con movimento differenziale.Viene trasportato su un pilone speciale AKU-58.

Sono disponibili diversi sensori di ricerca passiva intercambiabili, per radar a impulsi e CW, sintonizzati su tre bande (A, B, C) che coprono le frequenze dei vari MIM-14 Nike-Hercules, MIM-104 Patriot, Bloodhound, MIM-23 Hawk.

Il rilevamento dei radar viene effettuato dal velivolo, grazie ad un ricevitore a bordo, come nel caso del Yaguar sul MiG-25BM o del Filin-N sul Su-24, o con un pod esterno, L-086A/B Fantasmagoria-A/B (operanti su bande diverse), nel caso del Su-24, Yyuga-17 o Metel per i Su-17M3/M4 e Su-22. Il ricevitore analizza i segnali, determina i parametri di rotta, inviati poi al sistema di navigazione SAU-58 del missile.

Dopo lo sgancio, raggiunta la distanza di sicurezza,  si attiva il motore a propellente solido bistadio OKB Soyuz, che lo accelera fino a Mach 3,6. La traiettoria è semi-balistica, con salita iniziale che prosegue anche dopo lo spegnimento del propulsore. La portata dipende dalla quota di lancio, variabile tra 100 e 20000 metri e dalla velocità del velivolo, tra 0,47 e 2,35 Mach. Se il lancio è tra 100 e 200 metri di quota, il raggio d’azione è di 36-60 km, a 10000 metri aumenta a 120 km, e a 15000 metri arriva a 160 km. Un lancio a Mach 1,5 a 18000 metri, consente una portata di 250 km. 

Se dopo il lancio il radar cessa la trasmissione, il missile prosegue col sistema inerziale. Se il radar si riattiva, il sensore PRGS-58 si riaggancia dirigendo il missile sul bersaglio. In fase terminale il missile effettua una manovra di pop-up per colpire il radar con un angolo di 20-30°, aumentando l’effetto della testata. La possibilità di colpire è dell’80 % con un CEP di 20 metri. La potente testata di 149 kg, con 58,5 kg di esplosivo, a frammentazione con effetto incendiario, è detonata da una spoletta di prossimità radar Sych, con antenne attorno alla testata, davanti e dietro le ali.

H-58U (unificato)

Versione aggiornata negli anni ‘80, è entrata in servizio nel 1991 sui Su-24M e MiG-25BM, ma è disponibile anche per i Su-17M3/M4, Su25TK, Su-30MKSu-33KUBSu-34, MiG-31BM. Dispone di nuove alette più grandi, di 1,31 metri di apertura, che formano quasi un delta. Sono situate più avanti, migliorando la balistica che, unita ad un motore più potente, ne aumenta il raggio d’azione. La gittata media varia tra 60-70 e 120 km, con un massimo di 250 km. E’ possibile la modalità LOAL con aggancio dopo il lancio, utile nel caso non si conoscano i radar presenti nella zona di attacco. Se un radar si attiva, il missile lo aggancia. Se non avviene, il missile si autodistrugge dopo un tempo prefissato. 

Il sensore estende il rilevamento a 4 bande (A, A’, B, C, corrispondenti alle L, S, C, X), anche nei confronti di radar ad agilità di frequenza, ed è possibile designare i bersagli con l’SPO-32 Pastel. Ha un FoV di 5°, con angolo di rilevamento di 60° in azimuth e tra +10° e -45°in elevazione.

 La testata è invariata ma impiega una spoletta ad impatto e una di prossimità laser ROV-20. La probabilità di colpire è dell’80%, con un CEP di 10 metri. Fino al 2004, il Kh-58U era il missile antiradar principale della Russia e dei paesi alleati. 

H-58E/EM 

Varianti del precedente, offerte per l’esportazione dal 1991, anche per i Su-22M4 e Su-25TK, ma prive dell’aggancio dopo il lancio e con portata più ridotta.

H-58A

Le fonti non concordano sulla reale esistenza di questo missile, apparso nel 1992. Secondo alcune è una variante antinave, lunga 5 metri, pesante 640 kg, con testata di 150-200 kg e radar attivo. Secondo altre è semplicemente ottimizzata per attaccare i radar navali. O una semplice sigla differente del medesimo H-58U.

H-58UShE 

Dispone di un sensore migliorato a banda larga per i Su-30MKK cinesi.

H-58UShK/KE (AS-11 Kilter Mod.2)

E’ stato presentato nel 2007 e introdotto nel 2012. Lungo 4,18 metri, mantiene i 38 cm di diametro, ma presenta alette pieghevoli con apertura di 80 cm (40 richiuse), per poter essere montato nelle stive interne del Su-57 utilizzando i lanciatori UVKU-50, ma è compatibile coi piloni AKU-58 dei vari MiG-35, Su-30MK, Su-34, Su-35. La velocità massima raggiunge Mach 4.

Ha un nuovo sensore passivo 9B-7735K a banda larga (1,2-11 GHz) su 5 bande (A/A’/B/B’/C) per radar ad impulsi e CW, derivato da quello dell’H-31PD, con angolo di rilevamento al lancio di 30°. La navigazione impiega un sistema strapdown. Può attaccare radar pre-selezionati o rilevati dall’RWR del velivolo. Lanciabile tra 0,47 e 1,5 Mach, a quote tra 200 e 20000 metri, ha un raggio d’azione da 10-12 km fino a 75-250 km, a seconda delle condizioni.

H-58UShK/KE(TP) 

Presentato nel 2015, è una variante del precedente, che aggiunge un sensore IIR alla base del cono anteriore, per attaccare radar spenti in fase terminale.

Il missile, impiegato nel conflitto con la Georgia e nella guerra Iran-Iraq,  è ancora in servizio nell’aviazione russa e in altri nove paesi, tra cui AlgeriaIndiaIranMalaysiaPerù. E’ stato radiato da Bulgaria, Iraq, Polonia, Ucraina. Ne ha progressivamente preso il posto l’H-31.

H-58UShKA

Variante stealth del precedente con rivestimento RAM è stata rivelata nel 2015 e l’anno dopo avrebbe raggiunto l’IOC.

Fonti  

Soviet/Russian Aircraft Weapons Since World War Two (G. Yefim)

Detecting and Classifying Low Probability of Intercept Radar (P. E. Pace)

http://roe.ru/eng/catalog/aerospace-systems/air-to-air-missile/kh-58ushke/

https://ru.wikipedia.org/wiki/X-58

https://de.wikipedia.org/wiki/Ch-58

https://defence.pk/pdf/threads/maks-2015-krtv-adds-ir-seeker-to-kh-58ushk-anti-radiation-missile.394576/

2 thoughts on “Raduga H-58 (AS-11 Kilter)

  1. Molto interessante coem al solito. Un domanda che riguarda sia il AS-11 che il precedente AS-9 Kyle. Questi due ARM sovietici disponevano di un “target memory” similare a quella dello AGM-78B (e varianti successive) americano? Dalla descrizione dell’articlo il missile continua per la sua traettoria inerziale con il sensore che si riattiva alla ricerca del radar (quindi potrebbe anche agganciarsi ad un altro radar tello stesso tipo di cui capta le emissioni?), quindi implicherebbe una modalità di funzionamento diversa rispetto al missile americano che disponeva di un circuito di memoria per mantenere la posizione del bersaglio.

    1. Nella descrizione dell’AGM-78B STARM si parla solo di “memory card”. E’ molto probabile che il circuito di memoria fosse collegato ad un sistema inerziale per mantenere la rotta, economico e facilmente implementabile. Alcuni siti riportano, infatti, anche per lo Standard una unità INS. Ritengo che i missili russi operino con la medesima modalità. Possono agganciarsi ad una seconda sorgente ? Certo. E questa sorgente può anche essere un decoy a bassa potenza purchè, ovviamente, all’interno del cono di scansione del sensore. Il sistema INS perde di efficacia all’aumentare del tempo, così se il radar viene spento molto presto, il missile raggiungerà solo la “zona” dove è presente il radar, e si affiderà alla testata per danneggiarlo.

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