Aerei ECM dell’US Marine Corps: EF-10B ed EA-6A

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All’inizio dell’impegno Americano in Vietnam, nel 1964-1965, l’USAF e la US Navy avevano condotto alcuni attacchi senza incontrare opposizione, a parte poca contraerea, come la reazione all’incidente nel Golfo del Tonchino o l’operazione Flaming Dart I/II. A quel tempo il Vietnam del nord disponeva di soli quattro radar di controllo del fuoco. Nel marzo del 1965, con l’operazione  Rolling Thunder è iniziata, però, la realizzazione di una estesa rete radar e l’installazione di siti SA-2. L’aumento improvviso delle difese ha colto impreparate sia l’Aviazione che la Marina, che pure avevano esperienze precedenti con gli EB-66 e gli EA-3 in missioni di ascolto elettronico. L’USAF pensava in termini strategici, i sistemi difensivi o di attacco elettronico non erano considerati prioritari. Gli EB-66 erano impiegati quasi esclusivamente in missioni ELINT. La US Navy ha fatto entrare in azione gli EKA-3B solo nell’estate del 1965. Così, all’inizio, le uniche piattaforme di disturbo radio-radar disponibili si sono rivelate i Douglas EF-10B dei Marine.

EF-10B Skyknight

Entrato in servizio nel 1957 in 35 esemplari, era derivato dal caccia notturno F3D-2 Skyknight. I primi 6 velivoli sono arrivati a Da Nang ad aprile del 1965, fornendo ascolto e attacco elettronico nelle missioni di attacco e ricognizione sulla  DMZ e nella parte meridionale del Nord Vietnam, pur con dispositivi già vecchi e mai con più di 10 aerei operativi nel teatro.

Gli EF-10B erano dotati di ricevitori panoramici ALR-8, rilevatori direzionali APA-69A e analizzatori di impulsi ALA-3, in grado di coprire tutte le frequenze presenti. Altri ricevitori omni-direzionali Hallicrafters-Webcor ALQ-23 (search/lock jammer) erano nel muso, collegati a 6 disturbatori di punto (SPT) ALT-2 o ALT-6B in fusoliera, con antenne ad alto guadagno nel muso. Vi era pure una antenna per disturbo comunicazioni in coda. Gli ALT-2 disturbavano i radar a impulsi di controllo del fuoco e guidamissili in banda I (8,875-9,825 GHz) con una potenza di 130-200W e capacità look through. Ma irradiavano su 360°, poca potenza (ERP) raggiungeva il radar. Migliori gli ALT-6B in banda B-J (0,35-10,5 GHz) con potenza di 70-380W e portata di 80 km, con capacità di disturbo SPT, SWPT, CW, VHF. Ai due piloni esterni si potevano montare pod con 4 jammer Webcor-Litton ALT-2 in banda D/E/F/I, o i North American ALQ-31B con 2 ALT-6B.

I difetti erano molti. Non potevano essere riforniti in volo, così in genere montavano un serbatoio ausiliario da 1134 litri e un pod chaff dispenser MX-900, per poter orbitare 50 minuti sul Golfo del Tonkino o per missioni entroterra sul delta del Fiume Rosso, rinunciando ai disturbatori esterni. Anche così, talvolta dovevano spegnere un motore per ridurre il consumo al ritorno, scendendo da 9-11000 metri di quota. Il peso e la resistenza dei carichi esterni riducevano le prestazioni al decollo. Le cellule, piuttosto vecchie, non potevano superare i 3-3,5g per evitare il distacco delle ali. Il soprannome Whale non era scelto a caso. L’aereo non disponeva di RWR né di indicatori lancio missili e neppure di sedili eiettabili. I sistemi erano tutti analogici, con sintonizzatori meccanici.

Contro i radar della contraerea Fire Can o, talvolta, i Fan Song guidamissili, 3-4 EF-10B orbitavano in cerchio attorno ai radar, a 6100-7600 metri di quota, diramando l’allarme SAM ai cacciabombardieri, disturbando i radar e lanciando chaff. Quando il numero di siti SAM è andato aumentando, alla fine del 1965, è stato necessario spostare le orbite di disturbo sul Golfo del Tonchino, da dove i velivoli potevano disturbare i radar di avvistamento, dell’antiaerea e GCI, ma con poca efficacia oltre i 30 km dalla costa.

Il 17/4/1965 hanno preso parte a Rolling Thunder, assieme agli EB-66C, disturbando i radar di avvistamento e di controllo del fuoco. Il 29/4/1965, hanno coperto la prima missione d’attacco.

Successivamente, il miglioramento della difesa ha avuto il sopravvento. Il 21/7/1965 due SA-2 hanno abbattuto un F-4C, danneggiandone altri tre. L’attacco del 24/7/1965 (Spring High) contro il sito SAM, con la protezione di 4 EF-10B ed EB-66C è finito in una trappola, con l’abbattimento di quattro aerei. L’insuccesso avrebbe portato ad un brusco ripensamento delle tattiche, ai nuovi EA-6A ed  EA-6B, ai pod didisturbo per  autodifesa e alle missioni Wild Weasel/Iron Hand.

Nel febbraio 1968, gli EF-10B sono stati aggiornati alla configurazione Super Whale con display  panoramico per minacce, pod ALQ-76 e sistemi COM/NAV aggiornati. Fino a ottobre 1969 hanno continuato ad operare, sia pure in missioni meno rischiose, per poi essere ritirati dal Vietnam. A maggio 1970 è stato radiato l’ultimo EF-10B.

EA-6A Electric Intruder

Già nel 1962, fortunatamente, l’USMC aveva avviato un contratto con la Grumman per un A2F-1Q, ridenominato nello stesso anno EA-6A, derivato dall’Intruder, per sostituire l’F3D-2Q Skyknight. La US Navy ha deciso di proseguire per proprio conto lo sviluppo del futuro EA-6B Prowler, arrivato così solo nel 1972, alla fine della guerra in Vietnam. Sono stati realizzati 28 EA-6A: 2 prototipi, 11 convertiti dagli A-6A e 15 di nuova costruzione. L’EA-6A ha volato per la prima volta ad aprile del 1963, con le prime consegne a dicembre del 1965. La differenza più evidente era nel radome sopra il timone, con le antenne riceventi. Il radome anteriore, col radar APQ-103, era allungato di 20 cm per alloggiare altra elettronica. Manteneva gli aerofreni in fusoliera e aveva due ulteriori punti di aggancio sulle ali, oltre ai cinque precedenti, per i pod dei ricevitori in banda bassa del sistema Loral ALQ-53, con capacità “look through”. Il sistema RWR multibanda era l’ALR-15, con 4 antenne, connesso agli ingannatori ALQ-41/51. I previsti pod di disturbo ALQ-76 non erano ancora disponibili per ritardi nella produzione, così si sono montati i North American ALQ-31A/B con due jammer, di solito ALT-17 e ALT-19, con antenne orientabili, che coprivano la maggior parte delle frequenze o con 2 ALT-6B a bassa potenza,  oltre a due lanciatori di chaff interni ALE-18 e esterni ALE-15 e ALE-32. Vi era, infine, un disturbatore automatico di comunicazioni (comjam) ALQ-55 in banda VHF (100-210 MHz) con antenna a lama sotto il muso, per attacco simultaneo su 4 canali.

I primi 12 aerei sono arrivati in Vietnam ad ottobre 1966, subito inviati nelle missioni più rischiose. Le difese del Vietnam del nord ormai contavano una rete di oltre 200 radar di avvistamento e guida missili, mettendo a dura prova gli EF-10B. I nuovi Electric Intruder, però, hanno presentato problemi di affidabilità e operatività del sistema ALQ-53, adattamento di un sistema terrestre. I laboratori della Syracuse University hanno riprogettato con urgenza i ricevitori già consegnati e hanno avviato un contratto per un nuovo sistema ricevente ALQ-86. Le modifiche, operative dalla fine del 1967, comprendevano la rimozione dei pod in banda bassa. Gli aerei si sono dimostrati subito superiori agli EF-10B, pur con tutte le limitazioni, dando supporto agli attacchi della Marina e scortando gli A-6A negli attacchi notturni. L’aereo, a differenza degli Skyknight, era veloce, poteva sopportare 6g, era quindi in grado di scortare i bombardieri e manovrare per evitare i missili. Le sue capacità elettroniche erano pari a quelle di molti EF-10B ed era, inoltre, ognitempo.

Tra dicembre 1968 e novembre 1969, sono finalmente  arrivati 15 EA-6A col nuovo sistema integrato di ricezione Bunker-Ramo ALQ-86 (bande B-J) e i pod di disturbo Raytheon ALQ-76 Tactical Jammer System Pod (bande E/F) con turbina anteriore (RAT) che alimentava 4 trasmittenti da 400W con antenne orientabili ad alto guadagno. Un solo pod era più potente dell’intera dotazione di ALT-2 degli EF-10B. 5 pod fornivano 20 jammer ad alta potenza, rendendo l’EA-6A il più avanzato disturbatore al mondo. La dotazione normale comprendeva 3 ALQ-76, 2 serbatoi e 2 chaff dispenser ALE-32, o ALE-41 di maggior capacità, ai piloni più esterni. I lavori su un pod centrale in banda J non si sa se hanno portato ad un dispositivo operativo. I nuovi ALQ-86 sono stati inseriti anche sugli aerei iniziali con un programma di emergenza. Talvolta venivano portati anche gli ALQ-49, i Loral ALQ-28 e i pod ALQ-54.

Assieme al velivolo è stato sviluppato il gruppo terrestre digitale mobile TSQ-90 in shelter, con computer per l’analisi automatica dei segnali registrati e dei dati di navigazione, che permetteva di geo-localizzare le emittenti.

Nelle missioni antiradar gli EA-6A intercettavano i radar (Fire Can e Fan Song) e passavano i dati agli A-6 per il lancio degli Shrike. Nel 1968 si è suggerito l’impiego dei missili dagli EA-6A, cosa dimostratasi possibile in un esperimento reale, ma che non ha portato all’impiego in Vietnam.

Disturbo radio

I MiG erano controllati via radio dal GCI, secondo il metodo sovietico. Decollavano da Hanoi diretti a sud, poi si dirigevano verso il mare. Dopo un finto attacco, viravano di 180°, e risalivano a nord. Si è pensato di attivare gli ALQ-55 al momento della virata di ritorno, per disorientare i piloti dei MiG, che non si sarebbero accorti dell’arrivo dei missili lanciati dagli incrociatori. L’impiego degli ALQ-55 era soggetto a forti restrizioni ed era necessario attendere tre parole-codice in successione: la prima per liberare l’area, la seconda per mettere in stand-by gli ALQ-55 e, ottenuta l’autorizzazione da CINCPAC, la terza per attivare i disturbatori.

Il 23/5/1968 un EA-6A ha iniziato il disturbo del GCI. L’incrociatore Long Beach ha lanciato un RIM-8 Talos abbattendo un MiG. Il 9/7/1968 un EKA-3B e un EA-6A, hanno impiegato gli ALQ-55 quando due MiG hanno cercato di intercettare un RF-8G. Uno degli F-8E di scorta ha abbattuto uno dei MiG, colti di sorpresa. Il giorno dopo un F-4J ha abbatutto un MIG-21, con le stesse modalità. Il 22/9/1968 in missione di disturbo lungo la costa, un EB-66E e un EA-6A sono stati chiamati dal Long Beach per disturbare le comunicazioni di due MiG in arrivo, uno dei quali è stato abbattuto da un Talos. Nel 1969-70 gli EA-6A hanno protetto i droni AQM-34. E il 10/5/1972, hanno contribuito all’abbattimento di 8 MiG-17/21.

Dalla metà del 1972 sono arrivati gli EKA-3B della US Navy e gli EB-66E dell’USAF ma gli EA-6A hanno mantenuto un certo vantaggio, uniche piattaforme in grado di disturbare i radar Fire Can in banda I, modificati dai cinesi.

Durante il processo di vietnamizzazione, a luglio del 1970 gli EA-6A hanno lasciato Da Nang, nonostante le proteste, data la loro efficacia. Da quel momento, fino ad aprile del 1971, gruppi di 4 velivoli, si sono alternati in missioni navetta per fornire appoggio alle operazioni navali e ad oltre 150 attacchi nel Laos, rifornendosi a Da Nang. A marzo 1972, 10 EA-6A sono stati richiamati per coprire le forze impegnate nel contrasto dell’invasione del Vietnam del sud, perdendo un velivolo colpito da un SAM. Hanno poi coperto i B-52 negli attacchi strategici contro Haiphong del 15-16/4/1972. L’arrivo nel 1972 degli EA-6B Prowler, con gli ALQ-99 con maggior potenza radiante, non ha ridotto l’importanza degli EA-6A, che avevano, inizialmente, il 30 % di copertura di frequenze in più.

I bombardamenti autorizzati da Nixon il 18/12/1972, durante le operazioni Linebacker, hanno dimostrato che solo la presenza dei velivoli ECM poteva garantire la sopravvivenza dei bombardieri, vista la perdita di 9 B-52 nelle prime due notti. L’arrivo degli EA-6A, EKA-3B, EA-6B ed EB-66 in Linebacker II ha subito ridotto le perdite. Con gli accordi di Parigi, il 23/1/1973 è iniziato il ritiro delle forze americane. Due anni dopo, il Vietnam del nord ha nuovamente invaso il sud. L’operazione di evacuazione Frequent Wind del 1975 ha visto gli EA-6A della USS Coral Sea in azione, dato che l’intelligence indicava lo spostamento di reparti antiaerei in zona, con il disturbo di alcuni radar Fire Can attivi.

Dopo il Vietnam, gli EA-6A hanno partecipato alle esercitazioni NATO. Dal 1978, con l’arrivo di altri Prowler, è iniziato il passaggio alla riserva dell’US Navy e dell’US Marine Corps, fino al 1990, per poi unire tutti i velivoli a Cherry Point e sulla USS Midway. Nel 1984 gli ALQ-76 e ALQ-86 sono stati interconnessi per poter sintonizzare e disturbare più velocemente i radar e si sono montati missili Shrike alle stazioni esterne. Il programma RECAP nel 1987-89, ha migliorato gli ALQ-76 e ALQ-86, i sistemi DECM, col passaggio dagli ALQ-41/100 agli ALQ-126B, ha inserito il nuovo ALR-45, migliorato il radar di navigazione e il Loran. Dopo 15 anni di servizio e 13 nella riserva, nel 1993 l’ultimo Electric Intruder è stato radiato.

Fonti

How the Corps became the electronic warfare leader during the Vietnam War (J. McBride)

A-6 Intruder units of the Vietnam war (R. Morgan)

https://mca-marines.org/gazette/electronic-warfare-in-vietnam/

https://www.mcara.us/EA-6A_history.html

https://www.keymilitary.com/article/electric-intruder-war

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