Euromissile Roland

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Concepito come sistema mobile per la difesa antiaerea a bassa quota di unità dell’esercito e installazioni fisse di valore, come gli aeroporti, il Roland ha visto luce nel 1963, come derivato dei progetti SABA della Nord Aviation e P-250 della Bölkow. Le due ditte hanno unito gli sforzi nel 1964 e successivamente, come Aérospatiale  e MBB, hanno fondato il consorzio Euromissile.  L’Aérospatiale si sarebbe occupata del Roland 1, diurno-tempo chiaro. La MBB invece del Roland 2, ognitempo. I francesi avrebbero progettato motore e parte posteriore, i tedeschi la parte anteriore con la testata e il sistema di guida. Il primo lancio guidato è avvenuto a giugno del 1968, con l’abbattimento di un drone CT-20. Ne era prevista la produzione nel 1970 ma la parte ingegneristica è terminata solo nel 1972. Le valutazioni hanno subito ritardi, specie per la variante ogni-tempo, così il Roland 1 è entrato in servizio in Francia solo nel 1977, e il Roland 2, in Germania, l’anno seguente. L’aumento dei costi ha ridotto il numero previsto. La Francia aveva richiesto 144-170 Roland 1 e 70-82 Roland 2 con 10800 missili su veicoli AMX-30R. Ma ne sono stati acquisiti solo 181 (83 Roland 1 e 98 Roland 2). La Germania aveva ordinato 340-394 Roland 2 su scafo Marder, per sostituire i Bofors 40/70mm, con 12200 missili. Ma ha ridotto l’ordine a 140 mezzi.

Il veicolo di lancio,  Marder (32,5 tonn., 70 km/h, autonomia 520 km) o AMX 30R (33 tonn., 60 km/h, autonomia 600 km), ha tre uomini di equipaggio: conduttore, comandante e cannoniere. La torretta contiene il radar di ricerca, il radar di inseguimento bersaglio e missile, il mirino ottico, il goniometro infrarosso e l’antenna per la trasmissione radio dei comandi. I due contenitori-lanciatori sigillati TPK  non richiedono manutenzione. Sono lunghi 2,6 metri, con un diametro di 27 cm e pesano 85 kg, compresi i missili. Vi sono 8 ricariche nei depositi sottostanti. La ricarica automatica, indipendente sui due lati, richiede 6 secondi. I depositi possono essere riforniti in 5 minuti. Il bersaglio viene acquisito da un radar di ricerca Pulse-Doppler Siemens MPDR-16 in banda D, con portata di 15-18 km e scansione a 60 giri/min. Il tempo di rilevamento è di 4 secondi. Un segnale sonoro avvisa l’operatore, variando di tono a seconda se il bersaglio è in avvicinamento o si allontana. Il sistema rileva bersagli tra 30 e 450 m/sec, anche elicotteri in hovering, elimina gli echi fissi e può operare in movimento. Il comandante controlla lo schermo, identificando le tracce col sistema IFF Siemens MSR-400/5 (Germania) o LMT NRAI-6A (Francia) e seleziona il bersaglio. Fermato il veicolo per migliorare la precisione, la torre ruota automaticamente in azimuth i lanciatori, mentre il comandante controlla gli altri bersagli. Il tempo complessivo dal rilevamento al lancio è di 6-12 secondi. Un secondo missile viene lanciato dopo 2-6 secondi, a seconda del bersaglio, la cadenza è di 2 missili al minuto. A 2 secondi dal lancio il propellente fornisce il controllo gas-dinamico, quattro alette e quattro canard fissi si estendono gradualmente con molle, bilanciando lo spostamento del centro di gravità al consumarsi del combustibile. Le superfici di coda angolate imprimono una lenta rotazione (5 giri/min). Vi sono due modalità di attacco: ottica (Roland 1, solo per tempo buono) e radar (Roland 2, ognitempo).

Roland 1: rilevato il bersaglio, il comandante lo affida al cannoniere. Il sistema ottico a periscopio aggancia automaticamente in azimuth. Il cannoniere cerca in elevazione. Il mirino ottico infrarosso, per inseguimento manuale, misura la velocità angolare del bersaglio, con un errore massimo di 2-3 metri. Il cannoniere ricerca l’aereo ingrandendo il settore visivo da 6 o 12 volte, acquisendolo in 4 secondi. Appena il bersaglio entra nella zona di tiro, il missile viene lanciato. Il goniometro infrarosso rileva la deviazione angolare tra il missile e l’asse di mira, già dopo 600 metri dal lancio, seguendo i tracciatori sul missile. Il calcolatore di guida trasmette le correzioni via radio con una antenna a 11,5 GHz ai ricevitori sulle alette (guida SACLOS), comandando la deflessione dei getti di controllo. Il Roland 1 è disponibile nei Mod.1A, 1B e 2.

Roland 2: le stesse operazioni avvengono automaticamente tramite il radar che segue bersaglio e missile.  Il radar monoimpulso CW Doppler Thomson-CSF Domino 30 in UHF (bande B/C), con portata di 15 km, ha una antenna parabolica che emette un fascio di 2° in azimuth e 1° in elevazione, con copertura di 5,5 km sia in larghezza che in quota. E’ dotato di filtri Doppler per eliminare gli echi fissi. Il fascio ad alta potenza e direttività (ECCM) ha due canali, uno per l’inseguimento del bersaglio, l’altro per la trasmittente a microonde che aggancia il missile. I dati sulla deviazione dalla linea di mira sono convertiti in comandi inviati ai ricevitori sulle alette, per deviare i timoni. Il sistema può tracciare passivamente una sorgente di disturbo. In caso di ottima visibilità contro bersagli a bassissima quota o in caso di pesante disturbo radar, si può passare alla guida ottica. Più sofisticato, costa il 40 % in più. E’ disponibile nei Mod.1A/1B/2/3/4/5.

Il Roland è lungo 2,4 metri, con un diametro di 16 cm, una apertura alette di 50 cm, e pesa 66,5 kg (Roland 1) o 67,8 kg (Roland 2). Il booster SNPE Roubaix con 14,5 kg di propellente solido, con due ugelli, ha una spinta di 1560-1688 kg/sp per 1,7 secondi. 0,3 secondi dopo lo spegnimento, subentra il sostentatore SNPE Lampyre con 15,2 kg di propellente solido, con una spinta di 200 kg/sp per 13,2 secondi, con un ugello TVC per controllo gas-dinamico. La velocità a fine combustione è di Mach 1,6 (500-560 m/s). Il raggio d’azione varia tra 500 e 6300/7000 metri, la quota tra 10/15 e 3500/4500 metri. La testata di 6,5 kg è composta da 3,5 kg di esplosivo e 62-65 cariche cave radiali, proiettate lievemente in avanti. E’ attivata da una spoletta TRT di prossimità IR o radar CW (ognitempo), con portata di 4 metri e da una a contatto. Il raggio letale è di 6-7 metri. La spoletta di prossimità viene esclusa se il bersaglio è a bassissima quota, per evitare lo scoppio prematuro sulla terra o sul mare. Può colpire aerei a Mach 1,3 (440 m/s). Se non si attiva lo scoppio, si autodistrugge a fine combustione o con radiocomando da terra. I francesi hanno convertito diversi Roland 1 nel modello 2, opportunità prevista nel progetto. L’SSKP contro un aereo a 300 m/s è  almeno del 50 %, nel 16-25 % dei casi con impatto diretto.  Nelle prove si è raggiunto l’80-95 %.

In Francia il reggimento Roland (8 Roland 1 e 8 Roland 2) copriva 100 km2 o un percorso di 12-20 km. Vi erano reggimenti con missili e misti missili-artiglierie. Il primo aveva un controllo batteria e 4 batterie con 32 Roland. Il secondo sostituiva 1 batteria Roland con 12 semoventi da 30mm. La batteria era formata da 2 plotoni, ognuno con 4 lanciatori distanziati di 3-4 km. In Germania il reggimento Roland 2 contava 6 batterie, ognuna su 6 lanciatori e un controllo batteria o 3 batterie con 12 lanciatori.

Euromissile/Hughes/Boeing MIM-115 Roland

Dopo il fallimento del progetto M247 York, gli Stati Uniti hanno varato il programma SHORADS (Short-Range Air Defense System) per la sostituzione dei MIM-72 e M163 con un sistema in grado di colpire aerei con RCS di 0,1 m2 a Mach 1,2, fino a 6000 metri di quota e 10 km di distanza, ognitempo, con ridotto tempo di reazione, alta mobilità e aerotrasportabile. La gara ha visto contrapposti i Roland 2, Crotal e Rapier.  Il Roland 2 è risultato vincente, nel 1975, con 6 centri su 7 lanci. La richiesta era per oltre 500 unità e 14000 missili, prodotti su licenza dalla Boeing e dalla Hughes con contratto del 1976, come XMIM-115A. Ma l’adattamento alle specifiche ha richiesto molto tempo, lo sviluppo di un radar con portata doppia, con controllo di 600 bersagli e migliori ECCM, un nuovo computer e un IFF Mk-12. Nel 1977 si sono svolti i test contro bersagli supersonici MQM-34D con maltempo ed ECM e l’anno dopo i primi lanci dall’XM975 (prototipo M109R). Nel 1979 è iniziata la produzione a basso regime, e nel 1981 la valutazione, ma il programma è terminato lo stesso anno. Nel 1983 i sistemi sono stati montati sugli M812A1 6×6, assegnati a un solo battaglione della Guardia Nazionale con 27 lanciatori, aerotrasportabili sui C-130 e C-141 per la forza di intervento rapido. Mai completamente operativo, è stato radiato nel 1988, più per ragioni politiche che per l’aumento dei costi. Nel 1985 Euromissile e Hughes hanno riproposto il Roland su scafo M1 (Paladin) per il concorso FAADS LOS-F-H  (Light-of-Sight-Forward-Heavy) ma nel 1987 si è scelto l’Oerlikon-Martin ADATS. 

Roland Jason

Nel 1969 l’Euromissile ha studiato il Roland MX navale, poi chiamato Jason o Roland 2M, con due caricatori da 8 missili in torre da 8700 kg, proposto per le fregate MEKO, ma non sviluppato.

In combattimento

L’Argentina, acquirente di 4-5 Roland in shelter, ne ha inviato uno alle Falklands nel 1982, per difendere l’aeroporto di Stanley. Sono stati lanciati 8 missili. A fronte di 4 abbattimenti dichiarati, 1 probabile e 1 bomba distrutta in volo, si danno per certi un Sea Harrier e una bomba da 453 kg. 

Nel conflitto Iran-Iraq, nel 1982 sono stati dichiarati abbattuti un F-4E e un F-5E. Nella Guerra del Golfo 1991 sarebbero stati colpiti due Tornado e, nella successiva guerra in Iraq, un A-10. 

Roland 3 (Super Roland)

Annunciato dalla Euromissile nel 1982, è entrato in produzione nel 1988. Retro-compatibile, pesa 75 kg e il nuovo sostentatore SNPE, garantisce 16 secondi a Mach 1,8 (570-620 m/s). Il missile sopporta 17g. La portata varia tra 500 e 8500 metri, con una quota massima di 5500-6000 metri. La testata migliorata pesa 9,1 kg, con 5 kg esplosivo octolite e 84 cariche cave radiali. Il raggio di scoppio è di 8 metri, con schegge a 5000 m/s (2,5 volte più che il Roland 2), la spoletta è migliorata. I lanciatori possono essere aggiornati con 4 tubi e vi sono 12 missili di ricarica. Il tempo di reazione è di 6-8 secondi, con un SSKP del 95 %, anche contro bersagli in manovra a 9g. Il costo del complesso sale a 10-12 milioni $.

Roland RM5 (Mach 5)

Progetto congiunto Matra-Aerospatiale-MBB,  è iniziato nel 1987 ma il contratto del 1989 è stato annullato nel 1991. Prevedeva un missile di 82 kg ad alta velocità (1600 m/s) con raggio d’azione di 16 km, efficace di 12 km, con quota massima di 8000 metri. Le capacità di manovra erano eccellenti, con 70g a 8 km, 45g a 10 km e 25g a 12 km. In grado di attaccare aerei in manovra a 9g, aveva una testata di 11 kg bimodale, con grandi schegge contro blindati o piccole contro bersagli aerei. Anche il progetto similare HFK/KV della BGT, con guida terminale IR, da oltre Mach 5, è stato abbandonato.

VT-1

L’Euromissile e la Thomson CSF, alla fine del 1991, hanno integrato sui lanciatori il missile VT-1 del sistema Crotale NG, sviluppato nel 1989 e disponibile come retrofit a partire dal 1996. Il missile è lungo  2,93 metri, con 15cm di diametro e alette di 54cm, e pesa 85 kg. Raggiunge Mach 3,5 con un raggio d’azione di 11-15 km, 6000 metri in quota, e soli 10 secondi per percorrere i primi 8 km. Sopporta 35g e la testata è di 13-15 kg a scoppio-frammentazione con raggio letale di 8 metri. 

Roland M3S

Nel 1988 la Francia e la Germania hanno avviato la modernizzazione per estendere la vita utile fino al 2010. Un prototipo è apparso nel 1992 su scafo MLRS con radar di ricerca  Dassault Electronique Rodeo 4 o Thomson CSF 3D. Ha 4 lanciatori ma solo gli inferiori sono ricaricabili. Impiega missili Roland 3 o VT1. I contenitori superiori possono essere sostituiti con coppie di Mistral o Stinger per contrastare attacchi di saturazione. Contiene molti elementi del programma RM-5, come il Glaive SAGEM (con telecamera IR, telemetro laser, TV, goniometro), e tre modalità di acquisizione: FLIR/TV/Radar. La produzione è iniziata nel 2003 con 54 AMX-30 e 20 shelter previsti. Entrato in servizio nel 2010, è stato offerto a Tailandia e Turchia.

Roland NDV (NutzungsDauerVerlängert, vita estesa)

Sviluppato dalla LFK tedesca, parallelamente all’M3S, nel 2000. Digitalizzato e integrato nel sistema di difesa aerea HFLaAFüSys (Heeres Flugabwehr Aufklärungs-und Führungssystem), impiega i Roland 3. La richiesta prevedeva l’aggiornamento di 84 mezzi per l’esercito (FlaRakPz 1A2) e 40 per l’aviazione (FlaRakRad). Le prove sono terminate nel 2003 ma si è preferita la radiazione, terminata nel 2005. 

Roland CAROL (Cabines Roland Tractées par un VLRA)

Nel 1998 la Francia ha modernizzato 72 Roland come CAROL, consegnati tra il 2001 e il 2005.  Disponibili in shelter aerotrasportabili di 7800 kg, dotati di puntatore Glaive e controllo del fuoco BKS, sono stati trasformati in M3VS con missili VT1, anche con capacità contro razzi a bassa RCS. Il CAROL è integrabile nel sistema di comando Martha o nel CORAD (Co-ordinated Roland Air Defense) con radar di ricerca, 8 Roland e fino a 8 pezzi antiaerei, per la protezione delle basi o dei depositi. 20 sistemi su ACMAT 6×6 sono in dotazione al 54° Reggimento della Forza di Reazione rapida.  

Roland LVB (LuftVerlastBarkeit, aerotrasportabile)

Nel 1998-99 la Luftwaffe ha acquisito gli LVB su MAN 8×8, impiegati anche per la forza d’intervento rapido, trasportati sui C-160. Ne erano stati ordinati 200 ma il totale ha raggiunto i 95, 27 per coprire 3 aerobasi americane e 68 per 12 aeroporti tedeschi, oltre ad altri 20  per le basi dell’aviazione navale. Impiegati anche come “gap-filler”al posto dei MIM-23 HAWK, simili al CAROL, sono integrati nel sistema HFLaAFüSys, che comprende i radar AEG MPDR 3002-S 2D in banda E, con 30-54 km di portata e 30000 metri in quota, su scafo Marder. I radar di ricerca, in grado di rilevare anche elicotteri e missili ARM,  permettono di mantenere “silenziosi” quelli dei veicoli, collegando in rete da 8 a 40 sistemi Roland-Gepard-Stinger. 

Fino al 1988 sono stati realizzati almeno 680 sistemi, tra AMX 30, Marder e shelter, e il Roland è stato venduto ad altre 11 nazioni: Argentina (4-5 shelter), Brasile (4 Marder), Giordania (20 unità), Iraq (100 MAN 8×8 e 13-27 AMX 30), Nigeria (16 AMX-30), Norvegia (Marder), Qatar (3 AMX-30 e 6 MAN 8×8), Slovenia, Spagna (18 AMX-30), USA (27), Venezuela (6-8 shelter). La Francia e la Germania lo hanno radiato entro il 2015. Fino al 1998 sono stati prodotti 24641 Roland 1/2, 3626 Roland 3 e 663 MIM-115A per un totale di 28930 missili. Il costo di un Roland 2 era di 138700 $ nel 1989 e di 152000 $ per un Roland 3 nel 1996. Un semovente FlaRakPz 1 Marder costava 4495000 $. La produzione è cessata.

Fonti

Artiglieria e missili (O.Diéz)

https://www.forecastinternational.com/archive/disp_old_pdf.cfm?ARC_ID=1097

https://nvuti-info.ru/en/krasota/shema-boevoi-chasti-zur-roland-3-zenitno-raketnyi-kompleks-roland-franciya/

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