Elettronica ELT/553

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La famiglia di disturbatori elettronici ELT/553 è stata probabilmente studiata alla fine degli anni ’70, con l’obbiettivo di superare molte limitazioni che contraddistinguevano i similari sistemi stranieri. I progettisti della ditta Elettronica hanno messo a frutto le esperienze ottenute coi dispositivi precedenti, con l’obbiettivo di ottenere un deciso contenimento di pesi e dimensioni per poter montare un dispositivo di autoprotezione all’interno di aerei ed elicotteri, una scelta a quel tempo ancora trascurata dai maggiori produttori, integrandolo col sistema di allarme (RWR).

I primi esemplari potrebbero aver visto luce nei primi anni ’80. E’ iniziata, subito dopo, una lunga serie di prove, anche negli Stati Uniti, che ha portato alla validazione del sistema ELT/553 sui Tornado IDS. Non può sfuggire, ai più attenti osservatori, il fatto che i Tornado italiani montino esternamente solo i lanciatori di chaff/flare BOZ-102. Il sistema è stato poi montato sui Ghibli, anche brasiliani.

ELT/553 (V)2

Nel 1990, l’AECM (Active Electronic Counter Measure System) dei Tornado IDS è stato aggiornato con una variante di seconda generazione,  per le operazioni in Desert Storm e ne hanno poi beneficiato anche i Ghibli.

Secondo alcune fonti la copertura sarebbe limitata al settore posteriore, secondo altre a quello anteriore. Non vi sono ragioni per ritenere che non li comprenda entrambi.

In combattimento

L’ELT/553 (V)2 è modulare e compatto, con un volume di appena 67 litri, pesa tra 79 e 105 kg, a seconda dei moduli, e assorbe un massimo di 3 kW. E’ raffreddato ad aria, col sistema di condizionamento dell’aereo. Dotato di TWT e ricevitori a supereterodina, inganna automaticamente radar multipli a impulsi e CW, coerenti e non, quindi radar di ricerca, anche TWS, di puntamento e illuminatori, in ambiente elettronicamente degradato. Può operare con i dati forniti dall’ RWR (come l’ELT/156X) o in modalità stand-alone, con grande copertura angolare e ridotto tempo di reazione. Con elevata ERP su larga banda, è efficace anche contro emissioni con PRI variabile ( Stagger e Jitter) e radar ad agilità di frequenza, con programmi riprogrammabili in linea di volo. Il disturbo può essere irradiato a 360° quando la frequenza e il tipo di emittente non siano noti (BAR), ma generalmente è più frequente attaccare una frequenza specifica in una direzione precisa (SPT), o diverse frequenze tra le quali ricade quella nemica (SWPT). O si attuano tecniche di inganno dei parametri di velocità, rotta e numero di bersagli (RPTR, RGPO, VGPO, ecc).

L’ELT/553 mantiene l’efficacia in presenza di ECCM, data la capacità look-through durante il disturbo. Nella versione completa è composto da un modulo Low-Band (2-8 GHz, banda E-H) contro radar a impulsi con 1 antenna; un modulo High-Band (8-20 GHz, banda I-J); contro radar a impulsi con 2 antenne; un modulo a onda continua (CW, contro missili radar semi-attivi) con 1 antenna.

Il sistema è stato impiegato nella Guerra del Golfo. Nell’episodio dell’abbattimento del Tornado italiano, colpito da un sistema ZSU-23/4 Shilka, è possibile che il puntatore sia ricorso al controllo ottico, ma è più probabile che l’aereo sia rimasto vittima del fuoco di sbarramento. I sistemi difensivi erano certamente in grado di oscurare i vecchi radar RPK-2 Tobol (Gun Dish).

ELT/553(V)3

Per la sostituzione dei sistemi RWR e ELT/553(V)2, sui Tornado IDS/ECR e sui Ghibli, la ditta Elettronica si è aggiudicata l’appalto, proponendo un sistema attivo/passivo di nuova generazione, la cui installazione è prevista nel programma Full MLU. L’aggiornamento garantirà l’operatività  contro le minacce attuali e future. Presentato nel 2006, è dotato di moduli DRFM prodotti da Elettronica già nel 1993-95.

Integrato sui velivoli dalla Alenia,  avrà un sistema RWR/ESM avanzato AR-3C, derivato della serie Elettronica ALR-733, e il gruppo di inganno ELT-553(V)3. L’ammodernamento dovrebbe essere esteso al Brasile e ad altri potenziali acquirenti.

ELT-553(V)5

Elettronica ha pure sviluppato  la variante (V)5, con schede a stato solido e antenne inserite in un pilone subalare di F-16, modificato dalla Terma. E’ così possibile liberare un pilone esterno, e ridurre la resistenza aerodinamica.

ELT/554

Variante montata sugli elicotteri Mangusta, ha prestazioni similari ma manca del modulo Low Band. E’ integrata col sistema RWR e opera automaticamente.

Fonti

RID (ottobre 1988)

https://docplayer.net/46265356-New-technologies-and-innovative-techniques-for-new-generation-ecm-systems.html

https://www.flightglobal.com/elettronica-promotes-new-cross-eyed-ew/37237.article

http://nibbio14.altervista.org/aecm.php

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