Antey-Tochmash 9K35 Strela-10 (SA-13 Gopher)

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Lo sviluppo di un nuovo sistema antiaereo per la difesa di punto di formazioni mobili, per sostituire il 9K31 Strela-1 (SA-9 Gaskin), è iniziato nel 1969. Accanto ai requisiti per una maggiore mobilità e missili di maggiori prestazioni, vi era la necessità di un sistema complementare ai previsti 2K22 Tunguska (SA-19 Grison), con migliori capacità in caso di disturbo radar, anfibio e aerotrasportabile sugli An-12 e Mi-6. La progettazione del missile è stata affidata a Nudelman, quella del sensore alla Geofizika. Lo Strela-10 è entrato in servizio nel 1976.

Le specifiche richiedevano la possibilità di colpire velivoli contromanovranti a 3-5g in avvicinamento a 415 m/s o in allontanamento a 310 m/s, a quote tra 25 e 3000-3500 metri a distanze tra 800-1200 e 5000 metri, con una probabilità di colpire (Pk) a 3 km di 0,5-0,6, in assenza di contromisure. Il rilevamento del bersaglio doveva essere autonomo (visivo) o parte di un sistema centralizzato con ricezione dati dal controllo PU-12, con comunicazioni a voce.

9M37 Strela-10SV (SA-13A Gopher)

Provato da gennaio 1973 a maggio 1974, la prima variante del missile non ha inizialmente raggiunto i requisiti di affidabilità e precisione. E’ stato adottato solo a marzo del 1976, dopo le modifiche necessarie. Lungo 2,19 metri, con un diametro di 12 cm, e una apertura alette di 40 cm,  pesava 39,5 kg. Il motore bistadio a propellente solido lo accelerava a 2400 km/h a fine combustione, 1860 km/h di media sul percorso. Il raggio d’azione era tra 800 e 5000 metri, con una quota massima tra 25 e 3500 metri. Aveva un sensore Geofizika 9E47 Virazh (IR/EO) “all aspect” al solfuro di piombo (PbS) con inseguimento ausiliario a fotocontrasto, impiegato anche come back up, perché non richiedeva raffreddamento. Poteva colpire velivoli in avvicinamento a 1500 km/h o in allontanamento a 1100 km/h. La testata di 3,5 kg era “continuous rod” con 1,1 kg esplosivo. La probabilità di colpire era  del 10-30 % a 3 km contro un bersaglio in manovra a 3-5g.

9M37M1 Strela-10M

Nel 1977 sono iniziati i lavori sul più avanzato 9K37M Strela-10M, dotato del sensore migliorato  9E47M, raffreddato ad azoto liquido con sistema Joule-Thompson, più resistente alle esche, che rilevava per la cinematica differente. L’operatore poteva selezionare traiettorie differenti a seconda del bersaglio. Montato sui veicoli 9A34/35M, dotati per la prima volta dei rilevatori passivi Flat Box-B, ha eseguito i test tra gennaio e maggio 1978, raggiungendo i reparti nel 1979. La testata 9N125 era “continuous rod” da 3 kg, attivata da spolette a impatto e di prossimità laser a 4 lobi. Il limite maggiore del sistema era il rilevamento visuale dopo l’allarme, inviato via telefono o radio, con un tempo di reazione insufficiente contro aerei veloci. Il Pk a 3 km di distanza era del 20-40 %.

9M37M2 Strela-10M2

Nel 1979-1980 il sistema è stato ulteriormente potenziato con la terza variante, arrivata nel 1981, sui veicoli 9A34/35M2. Grazie al gruppo 9V179-1, il Gopher poteva così ricevere automaticamente i dati sui bersagli dal posto di comando PPRU-1, su scafo MTLB, dotato di radar Ovod-M, capacità solo potenziale sui precedenti 10M. Il tempo di reazione era ridotto a 7 secondi e la portata di rilevamento saliva a 8,4 km. Tramite fotocontrasto, in assenza di esche, contro bersaglio frontale, il Pk era del 60 % fino a 1500 metri di distanza e del 30 % a 3500 metri, superando il Pk dello Strela-10M del 10-20 %. In presenza di flare, però, la probabilità di colpire calava anche del 65 % nell’inseguimento a foto contrasto, e del 30-50 % nel canale IR.

9M37MD

Modello ibrido, dal 2005, unisce al 9M37M la testata più potente del successivo 9M333.

Strela-10M3  (SA-13B Gopher)

Nel 1983 si è deciso un miglioramento sostanziale degli Strela-10M2. Il Gopher ha ricevuto l’interfaccia col sistema divisionale 9S-737 Ranzhir, a sua volta connesso al Polyana-D4 (C3I). Passate le prove e corretti i difetti, tra febbraio e dicembre 1986, lo Strela-10M3 è entrato in servizio nel 1989. Tutti i precedenti Strela-10 sono stati aggiornati a questo standard. Impiegano i nuovi missili 9M333. I veicoli 9A34/35M3 hanno un dispositivo di puntamento e inseguimento ottico EO/IR migliorato 9Sh127 con settore visivo ampio (35° a 1,8 ingrandimenti) o ristretto (15° a 3,75 ingrandimenti), che aumenta la portata di scoperta del 20-30 %, anche in presenza di contromisure. L’acquisizione è di 12 km sul canale infrarosso e di 8 km in fotocontrasto. Il Pk a 3 km è del 30-60 %.

9M333

Il nuovo missile ha richiesto diverse modifiche per poter ingaggiare piccoli obbiettivi in movimento trasversale. Lungo 2,35 metri e pesante 42 kg, ha nuovo motore ed è più veloce, 2880 km/h. Può manovrare a 40g con guida proporzionale modificata. Il raggio d’azione varia tra 500 e 5200-7000 metri, con quota utile tra 10 e 3500 metri. Ha un sensore 9E425 bicolore IR multielemento all’antimoniuro di indio (InSb) raffreddato, TV a contrasto e guida ausiliaria HOJ (home on jam), con eccellenti IRCCM contro esche e rifiuto del clutter. Ha un nuovo autopilota, spoletta a contatto e laser di prossimità a 8 lobi con rilevamento entro 3-4 metri, contro piccoli bersagli come UAV, cruise e PGM. La testata di 5 kg, con 2,6 kg di esplosivo, è a barre preframmentate con schegge più veloci, e raggio letale di 4 metri. Il Pk è del 60 %, arriva al 70 % contro elicotteri, ma è minore per bersagli a 10 metri di quota.

In combattimento

Il sistema 9K35 è montato sui veicoli anfibi MT-LB di 12300 kg, con velocità di 60 km/h e raggio d’azione di 500 km. Una batteria conta tre veicoli 9A34 e un 9A35, quest’ultimo dotato di un gruppo di rilevamento radar passivo 9S16 Flat Box-B con antenne sullo scafo e sul lanciatore, con copertura di 360° e portata di 30 km. Ogni veicolo trasporta 4 missili pronti al lancio e 4 ricariche, oltre ad una mitragliatrice RPK da 7,62mm. La ricarica richiede 3 minuti. Il tempo necessario per entrare in azione (dalla marcia) è di 20-40 secondi. Tra le rampe è alloggiato un radar Doppler a impulsi telemetrico 9S86 (Snap Shot) in banda J con portata di 10 km e calcolo della velocità radiale. Il sistema può impiegare anche i precedenti missili 9M31M.

Vi è un posto comando mobile PPRU-1/1M con radar di acquisizione 9S80/9S80M/M1 Ovod (Dog Ear) in banda F/G con portata di 80 km, 35 km in inseguimento, su scafo MTLB-U oppure un PU-12M/9S738-3 su BTR-60, oltre a un veicolo per trasporto missili di ricambio  9T244/9T245 su Ural 4320 e quattro veicoli per riparazioni e prove. E’ possibile sfruttare radar di ricerca esterni, come i P-40/1S12 (Long Track), i P-15/15M/P-19 (Flat Face/Squat Eye) e i PRV-16/16BM 1RL132 Naklon (Thin Skin) per rilevamento quota.  

L’operatore cerca il bersaglio, facilitato nel compito dalla simbologia proiettata sul reticolo di puntamento, che comprende i dati del radar 9S86M Snap Shot e quelli di rilevamento radar passivo del Flat Box-B. La torretta ruota su 360° con elevazione tra -5° e +80°. Il sensore iniziale al solfuro di piombo, anche raffreddato, avrebbe consentito l’ingaggio nel solo settore posteriore. I progettisti russi hanno aggirato l’ostacolo impiegando la guida ausiliaria a contrasto ottico. Il cielo presenta una emissione costante di fondo nel visibile, al di sotto dei 2 micron. Il solfuro di piombo la registra e rileva la variazione tra il bersaglio e lo sfondo per contrasto, positivo o negativo. Il tracciamento richiede cielo sereno o coperto uniforme, 20° lontano dal sole e almeno 2° sopra l’orizzonte. I sistemi successivi impiegano sensori infrarossi “all aspect” all’antimoniuro di indio su due bande, con raffreddamento. La guida a fotocontrasto è impiegata come back up. Il Gopher è insidioso e letale. Il tempo di reazione è di 7-9 secondi. Vengono lanciati due missili, il secondo dopo 5 secondi. Si possono ingaggiare aerei a velocità fino a 415 m/s, elicotteri fino a 100 m/s, RPV a 20-300 m/s e missili da crociera a 250 m/s.  

Nel 1988 uno Strela-10 angolano ha abbattuto un Mirage F-1 sudafricano.

Nel 1991, in Desert Storm, 2 A-10 Thunderbolt II sarebbero stati abbattuti dai Gopher.

Nel 2014 durante il conflitto in Ucraina, un An-30 ucraino è stato abbattuto da uno Strela-10.

KBT 9K35M3-K Kolchan

Nel 2007 la KBT ha integrato il 9K35M3 Strela-10M3 sui veicoli BTR-60PBM come 9K35M3-K Kolchan, con una torretta 9M35M3 e 4 ricariche laterali. La conversione, fattibile anche sui BTR-70/80/90, è più economica di quella sugli MT-LB e i veicoli 9A34/35M3-K sono più potenti degli originali. Il sistema di controllo del fuoco ottico digitale ha una telecamera Okhotnik a piano focale  con settore di 12° x 16º che aumenta la portata di rilevamento del 30-70 %. I veicoli PPRU-1M-2 impiegano un radar planare VNIIRT 9S80M1-2.

Tochmash 9K35M4 Strela-10M4

E’ la denominazione dei primi modelli modernizzati allo standard M3, dotati di gruppo elettro/ottico aggiornato con FLIR (8-12 micron) e LLLTV, con portata di 10 km e campo visivo di 6°x 8°o 13°x 19°, con ricezione automatica di dati da fonti esterne. Possono impiegare tutta la gamma dei missili e lanciare in movimento contro aerei, elicotteri, RPV, cruise.

9K35A Gyurza 9A34/35M3 Strela-10A

Modernizzazione dei sistemi precedenti con sensore IRST ognitempo emisferico Azovsky L-136 MAK-F con elaborazione digitale e schermo di inseguimento. Rileva un F-15 a 10-15 km. La copertura è di 360° e 0-30° in elevazione. Può selezionare il bersaglio più pericoloso e dispone di controllo remoto fino a 300 metri o con veicolo di controllo separato.

SAVA

Variante Yugoslava degli Strela-10SV e Strela-10M su BVP M80A.

Strijela-10 Croal

Variante croata su TAM 150.B 6×6, con controllo del fuoco TV e mirino termico.

Il sistema SA-13 è stato esportato in almeno 22 paesi, compresi quelli dell’ex Patto di Varsavia. Tra questi: Afghanistan, Algeria, Angola,Bielorussia, Cuba, Giordania, India, Libia, Siria, Ucraina.

Fonti

https://it.topwar.ru/20210-polkovoy-samohodnyy-zenitnyy-raketnyy-kompleks-strela-10.html

http://www.ausairpower.net/APA-9K35-Strela-10.html

https://www.ausairpower.net/APA-Legacy-SAM-Upgrades.html#mozTocId634557

https://weaponsystems.net/system/54-9K35+Strela-10

https://www.soldf.com/download/freebooks/WEG%202011%20Vol%202%20Airspace%20and%20Air%20Defense%20Systems.pdf

 

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