VC-25 Air Force One: sistemi difensivi

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Definirlo “bersaglio pagante” non è sufficiente. Quando il VC-25, variante del B-747, trasporta il Presidente degli Stati Uniti, assume il codice identificativo Air Force One. La sua eventuale perdita avrebbe conseguenze notevoli sul sistema di comando e controllo delle forze strategiche, prima ancora che numerose implicazioni sul piano politico e internazionale. Le contromisure in caso di morte del Presidente sono già previste da tempo in numerosi protocolli, ma il ritardo nella trasmissione dei comandi potrebbe rivelarsi fatale. E’vitale garantire perciò le migliori possibilità di sopravvivenza in ogni possibile condizione.

Nonostante l’aspetto pacifico, il VC-25 è molto diverso da un comune aereo di linea. Il suo costo, di oltre 300 milioni di dollari, riflette la quantità non indifferente di sistemi di comunicazione e difensivi presente. Il velivolo può fungere da posto di comando e controllo per la triade strategica nucleare. I due VC-25 fabbricati sono Boeing 747-200 modificati (serial 86-28000 e 86-29000) e operano dal 1990. Fino al 2009 avevano accumulato appena 6500 ore di volo. La media attuale è di 450 ore/anno, al costo di 180-200000 dollari/ora, contro i 24- 27000 dollari di un equivalente civile. Dispone di sistema di rifornimento in volo.

Difese

La configurazione interna prevede le sezioni di lavoro e rappresentanza sul lato destro, per controllare meglio i settori pericolosi. Una piccola armeria alloggia fucili di precisione, pistole mitragliatrici e fucili d’assalto. Il velivolo dispone di protezioni balistiche e vetri blindati. In caso di esplosione nucleare a media distanza, è maggiore la resistenza all’onda d’urto e l’aereo è schermato contro l’effetto EMP.

Per il rilevamento di emittenti radio e radar, è presente un completo sistema RWR, probabilmente l’AN/ALR-63 o successivi. L’aereo ha in dotazione disturbatori radio e radar. Non sono mai stati pubblicati i codici relativi ma una certa “parentela elettronica” con aerei “speciali”, come gli MC-130H, gli EC-130H o gli E-3 lascerebbe supporre l’impiego dei medesimi apparati. I migliori candidati sarebbero gli ALQ-172, l’ALQ-175 per le bande alte, l’ALQ-198 per le bande basse, l’ALQ-173 “blink jammer” contro i radar monoimpulso e un disturbatore di comunicazioni (ComJammer). E’ possibile vi sia un rilevatore di lancio missili, come l’ALQ-196 MAW (Missile Approach Warning). Le scatole nere sarebbero alloggiate nel retro del rigonfiamento superiore.

Di recente è apparsa una serie di antenne conformi multifunzione sui lati della fusoliera. Si ipotizza possano far parte del sistema difensivo di inganno ma è più probabile contengano sistemi per comunicazioni satellitari o simili.

Sotto le ali sono presenti lanciatori di chaff/flare del sistema CMDS (countermeasures dispenser system).

In coda e sopra gli scarichi dei motori si trovano 5 dispositivi BAe Systems AN/ALQ-204 Matador (Have Charcoal) IRCM. Già presenti sui precedenti VC-137C (B 707-320B), proteggono dai missili all’infrarosso delle prime generazioni, irradiando impulsi di luce IR modulata, tramite lampade ad arco, per disturbarne i sensori. Una volta attivi, operano continuativamente nelle zone di probabile attacco, eliminando minacce multiple contemporaneamente. Ogni dispositivo ha una potenza di 12 kW.

La modulazione è ottenuta comandando elettricamente l’accensione ad intermittenza, con un codice, selezionabile anche automaticamente, che interferisce col sensore. Si possono variare velocemente gli impulsi e gli schemi di modulazione. La frequenza può superare i 100 Hz adattandosi ad ogni tipo di reticolo. I rapidissimi cicli di accensione-spegnimento limitano la vita a qualche centinaio di ore, così il dispositivo non può restare sempre acceso. E sono rilevabili. Non sono sufficientemente potenti per proteggere aerei di grandi dimensioni, ecco perché ne sono installati così tanti. Il Matador è stato sviluppato nel 1982 dalla Lockheed Martin. Ne sono stati consegnati oltre 200 per sette paesi. E’ montato su aerei come i B-747, BAe-146, VC-10, L-1011 e Gulfstream IV.

Nel 2012 è apparso anche un sistema AN/AAQ-24(V) Nemesis. Un rilevatore AN/AAR-54(V) MAW (Missile Approach Warning) in coda, rileva la traccia UV (plume) dello scarico dei missili da almeno 5 km, li classifica in pericolosi, innocui o clutter. Traccia sorgenti multiple e fornisce i dati al sistema chaff/flare CMDS o al DIRCM (Directional Infra-Red Counter Measures). Quest’ultimo attiva le torrette laser del Nemesis. Rispetto al Matador è più affidabile e leggero, con un settore di difesa maggiore e consente una discreta manovrabilità al vettore.

 

Le torrette laser SLTA (Small Laser Targeting Assembly) puntano i missili in arrivo. La riflessione del raggio laser indica se il missile è IR (disturbabile) o di altro tipo, permettendo di distinguere un sensore a reticolo da uno a scansione o IIR. Gli impulsi laser vengono emessi su lunghezze d’onda multiple, su tutte le bande IR. Il dispositivo valuta l’effetto del disturbo, rilevando i segnali che causano break-lock momentaneo, e calcola il codice ottimale degli impulsi successivi. Così l‘aggancio può essere interrotto più velocemente. Operando in time-sharing ogni laser è in grado di affrontare due bersagli contemporaneamente. Le torrette, ottenuto il break-lock, ruotano ad alta velocità puntando il bersaglio successivo dopo soli 3-4 secondi. Nel corso di un esperimento si sono attaccati ed eliminati simultaneamente 4 sensori in due bande diverse a distanze da molte centinaia di metri fino a 3 Km. Il processo di rilevamento/attacco dura pochi secondi. Nel 2004 l’ALQ-24 Nemesis era già impiegato sui C-17, AC-130 e MC-130 dell’USAF e sui C-130J della RAF nel programma LAIRCM (Large Aircraft InfraRed Counter Measures). 

Un tale insieme di difese rende il VC-25 un obbiettivo alquanto “ostico”.  Nei normali voli di rappresentanza l’aereo non è scortato, al contrario di quanto si ritiene. Il piano di volo non è un segreto. Ma è evidente che, qualora la situazione dovesse degenerare, coppie di caccia verrebbero messe in stato di allerta per difendere l’aereo presidenziale, come è avvenuto l’11 settembre.

Fonti

https://cryptome.org/eyeball/af1-ircm/af1-ircm.htm

https://www.globalsecurity.org/military/systems/aircraft/systems/an-alq-204.htm

https://www.defensemedianetwork.com/stories/air-force-one-has-new-defensive-systems-antennas/

https://theaviationist.com/2011/09/09/af1/

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