Le armi automatiche sui caccia della Seconda guerra mondiale (seconda parte)

Facebooktwitterlinkedin

Le mitragliatrici pesanti.

L’aumento di velocità dei velivoli e l’introduzione di blindature e serbatoi autostagnanti ha obbligato presto i progettisti alla realizzazione di mitragliatrici di calibro maggiore, stante l’insufficienza delle armi leggere.

Stati Uniti

Colt-Browning 0.50 AN/M2

Originata da un progetto di J. M. Browning del 1918, era un derivato del modello “Browning .50, M1921 Aircraft Machine Gun”. Questa poteva essere alimentata solo da sinistra e soffriva di surriscaldamento nelle raffiche prolungate. Tra il 1927 e il 1932 l’ingegnere S.H. Green l’ha riprogettata, unificando i componenti e introducendo un alimentatore universale. L’arma, disponibile per tutte le forze armate e denominata “Browning .50 M2”, era modificabile in sette versioni diverse, tra le quali l’AN/M2 aeronautica per installazione fissa , anche sincronizzata, e mobile difensiva.  Nel 1933 la Colt ha iniziato la produzione dell’arma, contribuendo notevolmente allo sviluppo, tanto che, non ufficialmente, è divenuta nota come Colt-Browning. L’anno dopo ne ha ricavato una variante leggera, ma di minori prestazioni, l’MG53, fabbricata in piccola serie. Alla fine degli anni ‘30, l’M2 era divenuta l’arma principale, rimpiazzando gradualmente la più piccola 7,62mm. Tra il 1941 e il 1945 sono state fabbricate oltre 2 milioni di M2 (di tutti i modelli), altre 47000 sono state fornite alla RAF per gli Spitfire e i Lancaster.

Concettualmente simile all’M2 da 7,62mm, funzionava a corto rinculo, alimentata a nastro. Lunga 1,45 metri, con una canna di 91 cm, pesava 29 kg. La cadenza era variabile da 550-650 c/m per la produzione iniziale, 300 c/m sincronizzata,  agli 800-850 c/m a fine guerra.

Impiegava i proiettili 12,7×99 mm “.50 BMG”. Erano disponibili gli ordinari M2 in acciaio da 47 grammi, con velocità iniziale di 858-865 m/s, in grado di forare 16mm a 450 metri. L’M2 AP, perforante, con velocità di 865-885 m/s, capace di penetrare 19mm a 500 metri. Il proiettile M8 API, perforante-incendiario di 42 grammi, da 890-900 m/s che forava 22mm a 90 metri. C’erano poi i traccianti M1, con velocità  830  m/s e gli incendiari M1 da 41grammi e 910 m/s. Il tempo medio di volo a 914 metri era di 1,4 secondi.

Tra i numerosi caccia che l’hanno impiegata si trovano i P-38, P-39, P-40, P-47, P-51, F-4F, F-6F ed F-4U.

High Standard M-2A1

La richiesta per una cadenza di almeno 1000 c/m, ha portato a numerosi, insoddisfacenti, prototipi. Alcuni, però, presentavano miglioramenti applicabili alle M-2. L’Ordnance Department li ha inseriti nel prototipo T36. Ridotti gli inceppamenti si è aumentata la cadenza di 100 c/m. Alla fine del 1944 è stata autorizzata l’acquisizione di 31336 Gun, Machine, Caliber .50 M2A1, Aircraft Basic, ordine ridotto poi a 8000 armi.

.50 Caliber AN/M3 Machine Gun

Dopo due anni di esperimenti la Frigidaire è riuscita  a realizzare una Browning ad alta cadenza di tiro, col prototipo T25E3. Nell’aprile del 1945, è stata  standardizzata come “Gun, Machine, Caliber .50 M3 Aircraft, Basic”. Ma entro la fine della guerra sono state prodotte solo 2400 M-3, entrate in servizio sui P-47N, con 8 M-2 rimpiazzate da 6 M-3. Manteneva dimensioni, peso e aspetto della M-2, ma moltissime parti erano riprogettate. La cadenza di fuoco era di 1150-1250 c/m. Ha trovato impiego nel dopoguerra.

Russia

Berezin UB

Nel 1937, M.Y.Berezin ha iniziato la progettazione di una mitragliatrice in grado di impiegare le munizioni da 12,7mm della fanteria. Passati i test nel 1938, l’arma è entrata in servizio l’anno dopo come BS (Berezin Sinkhronniy). Per rimediare ad alcuni difetti, lo sviluppo è continuato  con la migliorata UB (Universalniy Beresina, universale), il cui progetto pare sia stato influenzato dalla 20mm Lahti, realizzata dall’aprile del 1941 nelle varianti UBK (Krylyevoi, per ali), UBS (Sinkhronniy, sincronizzata) e UBT (Turelniy, per torretta), le prime due con caricamento pneumatico. 

La Berezin UB era a rinculo assistito da gas, con raffreddamento ad aria. Lunga 1,35 metri, con una canna di 101 cm, pesava 21,1-21,4 kg a seconda del modello. La cadenza di fuoco era di 900-1050 c/m, 700-800 c/m sincronizzata. Impiegava le munizioni 12,7x108mm, API da 48 grammi con velocità iniziale di 810-825 m/s e HEI da 44,5 grammi e 840-930 m/s, con nastro disintegrabile.  L’alimentazione era particolare: il nuovo colpo aiutava l’estrazione del bossolo del precedente e il nastro avanzava non durante il rinculo ma al ritorno.

Un rapporto occidentale del 1952 rilevava: “la Shkas è molto rifinita e il costo rende necessario mantenerla operativa il più a lungo possibile, sostituendone i componenti. La Beresin, invece, viene scartata dopo un breve periodo, quando uno o più componenti si usurano o si rompono”. Tra il 1941 e il 1945 ne sono state fabbricate oltre 130000, adottate sulla stragrande maggioranza dei velivoli sovietici.

Germania

Rheinmetall-Borsig MG-131

Frutto di un progetto del 1938, è stata prodotta dal 1940, per installazione fissa sincronizzata, per torretta o mobile. Dato il peso limitato poteva sostituire le MG-17 senza eccessivi problemi anche sui piccoli Me-109. La più compatta tra le mitragliatrici medie, pesava 13 kg meno delle Browning o delle Breda, pur superandole in cadenza. E superava le limitazioni delle MG-17 sulla capacità perforante, specie contro i bombardieri.  E’ stata installata sui Me-109, FW-190, Me-410Ju-88Ju-388He-177 e altri.

Lunga 1,17 metri, con una canna di 55cm, pesava 16,6 kg. Funzionava a corto rinculo e otturatore chiuso, con alimentazione a nastro. Le munizioni 13x64mmB erano ad accensione elettrica, quindi la cadenza di 930-960 c/m, nel tiro sincronizzato non variava sensibilmente, con 900 c/m e una portata teorica di 1800 metri. I proiettili disponibili (5 tipi) erano dei tipi a palla da 750 m/s, API da 38,5 grammi e 710 m/s, HE-T da 34 grammi e 710 m/s e HEI-T da 34 grammi e 750 m/s, con 1,4 grammi di  PETN + 0,3 grammi di termite, particolarmente efficaci.

Italia

Breda-SAFAT 12,7mm

Il progetto Breda-SAFAT da 12,7mm, basato sulla Browning M1919, adattata alle munizioni italiane, è iniziato nel 1935, assieme alla variante da 7,7mm. Nonostante i requisiti chiedessero un’arma pari o superiore alle avversarie, il risultato è stato a dir poco mediocre. Ma ha costituito per tutta la guerra l’armamento primario dei caccia CR-42G-50MC-200 MC-202 e Re-2000 e quello secondario dei successivi MC-205, G-55 e Re-2005, oltre ad essere impiegata sui bombardieri.

L’arma era lunga 1,39 metri, con una canna di 80cm, e pesava 28-29 kg. Alimentata a nastro, sparava ad una cadenza di 700-800 c/m che scendevano a 575 c/m quando sincronizzata. I proiettili 12,7x81mm SR Breda, derivati dai Vickers, avevano una velocità iniziale di 765 m/s. Erano a palla da 37 grammi, perforanti AP-API-APIT da 35-38 grammi, incendiari e traccianti da 36-37 grammi, HE-HEI da 35-36grammi e HEIT da 38 grammi con 0,8 grammi di pentrite (PETN).

Tra tutte le mitragliatrici di medio calibro era la meno prestante. Più pesante delle avversarie, con minor cadenza di tiro  e proiettili più lenti e leggeri. Ma era affidabile e secondo i piloti aveva un discreto raggio d’azione e buona potenza. Altre fonti indicano, invece, l’inefficacia dei proiettili HEIT. 

Giappone

Ho-103 

Basata sulla Browning M1921, l’Ho-103, conosciuta anche come Tipo 1 dall’anno di adozione (1941),  è stata impiegata su moltissimi velivoli dell’esercito giapponese, come i caccia Ki-43, Ki-61 e Ki-84.  Inizialmente ha dato alcuni problemi per lo scoppio prematuro delle munizioni e la produzione in grande serie è partita solo nel 1942, assieme alla variante Ho-104 per affusto mobile.

Lunga 1,27 metri, pesava 21,8-23 kg. Per ottenere una buona cadenza impiegava i proiettili 12,7x81SR Breda a bassa velocità, 760-796 m/s. La cadenza massima arrivava a 900 c/m ma, derivando dalla Browning, aveva diversi problemi se sincronizzata, tanto da non superare i 400 c/m, 500 c/m successivamente.

I giapponesi classificavano l’arma come cannoncino e i proiettili erano per la maggior parte HEI da 33-35 grammi con 2,2 grammi di RDX-PETN e incendiario. Avevano scarsa capacità penetrante causa la spoletta troppo sensibile che provocava lo scoppio istantaneo sulla fusoliera o sulle ali, prima di penetrare i serbatoi, come rilevava un test eseguito dagli inglesi. I proiettili perforanti APT da 36 grammi, se presenti nel nastro, erano efficaci almeno entro 90 metri. 

Tipo 3   

L’equivalente per la Marina, la mitragliatrice Tipo 3, era una riprogettazione della M2 Browning ma adattata al proiettile 13,2x99mm Hotchkiss. E’stata prodotta dal 1943 al 1945 in due versioni leggermente diverse,  una per installazione fissa  e una per impianti brandeggiabili.

Lunga 1,42-1,52 metri, con una canna di 91cm, pesava 27,5-31 kg. Era a corto rinculo, alimentata a nastro, con una cadenza di 800 c/m, una velocità iniziale di 795-805 m/s e una portata teorica di 900 metri.

Erano disponibili diversi tipi di cartucce: perforante (52 grammi), tracciante (46 grammi) e incendiario, disponibile sia da 50 che da 44,5 grammi, entrambi con 3,5 grammi di esplosivo.

Faceva parte della dotazione dei caccia A6M Reisen delle serie più avanzate.

In combattimento

Nella seconda guerra mondiale le mitragliatrici M-2 da 12,7mm si sono dimostrate affidabili, economiche e con discreta potenza, anche perché impiegate in gran numero. Ma i caccia americani non hanno dovuto affrontare le “fortezze volanti”. I proiettili avevano una traiettoria tesa e conservavano la velocità meglio di altre munizioni, ma la portata di tiro reale erano dell’ordine di 450 metri. Non avevano esplosivo e l’effetto incendiario ad alta quota era contenuto. Le M2 erano pesanti, con cadenza non elevata ed erano soggette a inceppamento. Migliori le MG-131 che, pur paragonabili, erano molto più leggere. E ancor meglio le Berezin-UB, più leggere, con cadenza superiore e proiettili più potenti, impiegate però spesso in soli due esemplari. Il peggior armamento era senz’altro quello dei caccia italiani e di molti giapponesi: due sole armi sincronizzate e di pessime caratteristiche.

Fonti

The illustrated encyclopedia of aircraft armament (B. Gunston)

http://www.smallarmsreview.com/display.article.cfm?idarticles=1489

http://www.j-aircraft.com/research/rdunn/248th/248th-2.htm

Facebooktwitter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *