General Electric GAU-2/M134 Minigun

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Nel contratto del 1946, che avrebbe portato all’M-61 Vulcan, erano previsti due altri progetti paralleli. Uno di questi era il cosiddetto “Mini-Vulcan”. Nel 1958 la nuova arma era disponibile come GAU-2/A Minigun. La vulnerabilità degli elicotteri in Vietnam, richiedeva armi più efficaci delle mitragliatrici presenti, soggette a surriscaldamenti e inceppamento. Il cannone della General Electric, derivato dall’M-61, ricalibrato per il 7,62mm, era la risposta al problema. La produzione in grande serie è iniziata nel 1962 e l’anno dopo il cannone era operativo.

Nel frattempo, i test condotti in Florida coi C-47 armati con le mitragliatrici M37, nel progetto “side shot”, avevano dimostrato l’insufficiente potenza di fuoco. Si sono allora provate le nuove mitragliatrici nei gunpod SUU-11/A coi primi test a novembre del 1963. Le prove hanno avuto successo e sono proseguite nel 1964. Alla fine dell’anno i primi AC-47 sono stati inviati in Vietnam per le prove in combattimento.

Sono state prodotte 10000 Minigun durante il solo periodo del Vietnam. Da allora sono state impiegate in tutti i conflitti successivi.

Denominata ufficialmente “Machine Gun, High Rate, Caliber 7.62-mm, M134”, la Minigun è lunga 80 cm, con canne di 56 cm. Pesa 15,9 kg, 26 kg completa di motore e alimentatore. Sfrutta il classico principio Gatling con 6 canne rotanti ed è normalmente azionata elettricamente, tramite un motore a due velocità e raffreddamento ad aria, anche se è possibile impiegare un sistema pneumatico o idraulico. E’stata anche sviluppata la variante  XM133 a gas. Mentre una canna spara, le due precedenti sono in fase di estrazione bossolo e le altre tre in varie fasi di caricamento. I colpi inesplosi sono automaticamente eiettati, non provocano inceppamento. La vita utile delle canne è di 30000 colpi. Quella del sistema arriva al milione. 

L’alimentazione è a maglie, l’alimentatore prima dell’inserimento dei colpi li libera dal nastro, tramite un “delinker” MAU-56/A o MAU-201/A. La velocità varia elettricamente tra 300 e 6000 c/m. La cadenza è in genere regolata a 2000-4000 o 3000-6000 c/m. Ha alcuni difetti. Il consumo di munizioni è alto. La temperatura raggiunta dalle canne durante il fuoco è notevole, data la leggerezza delle stesse, e ne riduce la durata oltre a rappresentare un possibile pericolo per il velivolo. Un sensore infrarosso blocca il fuoco in caso di temperatura eccessiva. Il rischio di inceppamento o blocco è quasi nullo (1 colpo ogni 10000) ma il volume complessivo, col motore esterno, il sistema di controllo e l’alimentatore, è notevole.

E’ designata M134 dall’USArmy (4000 c/m), GAU-2/A con le varianti 2A/A e 2B/A nell’USAF e Mk-25 Mod.0 nell’USNavy.

Impiega i proiettili 7,62x51mm NATO, da 10 grammi, con velocità iniziale di 853-869 m/s. Le tipiche munizioni comprendono proiettili standard, incendiari o traccianti. Il raggio massimo è di 1 km per bersagli areali. Ma quello efficace è modesto e l’effetto contro veicoli protetti o bunker è molto limitato. Cosa che ha comportato una rapida radiazione dalle cannoniere. E’ancora ottima come arma generica per aerei leggeri ed elicotteri.

La mitragliatrice è stata impiegata nei sottosistemi M21 sugli elicotteri UH-1 e M27 sugli OH-6, OH-58 ed MD 500 con 2000 colpi (+10°/-24° di elevazione). E’ poi stata la volta degli AH-1 Cobra col sottosistema M28 (Emerson TAT-141) con una-due M134 Minigun, alternate con l’M129 da 40 mm. Ogni Minigun, con 4000 colpi era regolata a 2000 o 4000 c/m. La torretta ruotava su un settore di 228°, con +17,5°/-50° di elevazione (220° e +20°/-50° per l’M28E1). A questi hanno fatto seguito gli M50, M93 e M94 sugli UH-1 e M120 e XM64 (Emerson TAT-102A) sugli AH-1, in torretta con settore di 180° e +25°/- 90° in elevazione, con rotazione a 80°/sec. Oltre alle torrette Emerson Mini-TAT, TAT-102C e TAT-102K, rispettivamente per gli UH-1N, HH-3A e HH-2C.

La mitragliatrice è montata internamente sugli A-37. Ed è su affusto come parte dei sistemi A/A49E-11 sugli UH-1N e A/A49E-13 sugli HH-60H, oltre che sui CH-53. La cadenza è selezionabile a 2000 o 4000 c/m.

GAU-17/A

Variante del GAU-2B/A per affusti mobili, prodotta dalla General Dynamics, ha un particolare rompifiamma. E’ impiegata, per la difesa di elicotteri e imbarcazioni, dall’USAF, dall’USMC e dalla USN. Una versione migliorata è prodotta dalla Dillon Aero. Può far parte del sistema A/A49E-11 sugli UH-1N ed è impiegata anche sugli H-3 e H-60. Con una cadenza massima di 6000 c/m, in genere selezionata a 2000 o 4000 c/m e 4000 colpi disponibili, le GAU-17 sugli UH-1N DAS, possono essere puntate in avanti e controllate dal pilota.

XM-196

Variante dell’M134/GAU-2B/A con eiettore a ruota dentata per il sottosistema d’arma XM53 previsto per l’AH-56 Cheyenne

Dillon Aero Minigun

Nel 1990, la Dillon Aero ha acquisito molti Minigun di provenienza estera, logori e incapaci di fuoco continuo. Le modifiche per renderli operativi hanno migliorato l’arma. Il 160° SOAR (forze speciali) ne ha ordinato nel 1997 diversi esemplari. La Dillon ha allora migliorato tutti i componenti e nel 2002 ha proposto un’arma rinnovata con migliori prestazioni e vita utile, acquisita anch’essa dal 160° SOAR e ridesignata, nel 2003, M134D. Nel nuovo M134D-T si sono impiegati componenti in titanio, riducendo il peso da 28 a soli 19 kg, con una vita utile di 500000 colpi. Un ulteriore ibrido, l’M134D-H (hybrid), è in acciaio ma con rotore in titanio, più economico, e solo 0,45 kg più pesante del precedente, con vita utile triplicata.

Dal 2003 molte Minigun sono state montate su imbarcazioni e dal 2005 su veicoli Humvee. Si sono rivelate così efficaci in Iraq che le Forze Speciali le hanno nascoste per ottenere l’effetto sorpresa mentre l’Esercito ne ha fabbricato dei simulacri con tubi in PVC dipinti.

Garwood Industries M-134G

Variante con varie modifiche al motore, all’alimentatore e ai meccanismi. La cadenza è di 3200 c/m, ritenuta ottimale, ma viene prodotta anche con velocità di 3000 o 4000 c/m.

SUU-11/A gunpod

Impiegato da aerei ed elicotteri, è un pod a controllo elettrico con energia fornita dal velivolo. Lungo 2,16 m, pesa 147 kg completo di 1500 colpi senza maglie. Il modello base è denominato SUU-11/A dall’USAF e XM18 dallo USArmy. La cedenza è fissa a 4000 c/m (altre fonti: 6000).

L’SUU-11A/A (XM18E1/M18) migliorato, ha una batteria impiegata solo per il controllo del fuoco  e cadenza selezionabile a 2000 o 4000 c/m. E’stato prodotto dal 1965.

L’SUU-11B/A (M18E1/A1), variante del precedente, ha cadenza aumentata a 3000 o 6000 c/m.

Il pod è stato montato su velivoli (A-1, A-37, AC-47, AC-119, AC-130, T-28) ed elicotteri (OH-6, OH-58, UH-1, AH-1 e testato sugli UH-34).  Poteva essere installato sugli ACH-47A nel sistema XM34 ed è stato sperimentato sull’elicottero senza pilota QH-50D.

Nel 2013, la Dillon Aero ha prodotto il pod DGP2300 con l’M134D-H e 3000 colpi. Può essere montato su velivoli in grado di tollerare il peso, il momento torcente e il rinculo (86 kg). E’ fornito di batteria collegabile al sistema elettrico dell’aereo.

MXU-470/A

Gli AC-47 e gli AC-119 operavano inizialmente con una serie di pod affiancati SUU-11/A, spesso con la copertura anteriore rimossa, con installazioni fabbricate in loco. Non avevano bisogno di energia esterna ed erano connessi al sistema di controllo del fuoco, ma la ricarica era problematica. A questa soluzione provvisoria ha fatto seguito, a gennaio del 1967, l’adozione del “Minigun module” della Emerson MXU-470/A, con un caricatore da 2000 colpi. L’alimentatore elettrico verticale semplificava la ricarica in volo. Le unità sono state presto scartate perché inaffidabili ma entro la fine dell’anno i problemi sono stati risolti e le mitragliatrici sono state rimontate sugli AC-47, AC-119G/K e AC-130A/E/H. Sono state pure testate, in coppia, sugli AU-23A Peacemaker e proposte per aerei leggeri come gli O-2.

La cadenza era selezionabile a 3000 o 6000 c/m. L’arma aveva una dispersione di 8 millesimi (80 % dei colpi), con un rinculo medio di 136 kg alla massima cadenza di 6000 c/m e una vita utile di 50000 colpi.  In orbita sopra il bersaglio, con una raffica di 3 secondi era possibile saturare di colpi una zona ellittica di 48 metri di diametro, con una densità di 1 colpo ogni 2 metri.

XM214 Microgun

Progettata nel 1966 dalla General Electric, è una variante di dimensioni ridotte in calibro 5,56×45mm NATO. Ha avuto poco successo, prodotta in pochi pezzi dal 1970. Realizzata per l’impiego aeronautico, era alloggiata nel Microgun pod, lungo 2,24 metri, largo 25 cm e pesante 84-136 kg con 1500-3500 colpi senza maglie, con caricatore elicoidale. Alimentata con batteria o con l’impianto elettrico del velivolo, pesava 12,2 kg. La cadenza di fuoco nominale era di 6000 c/m ma poteva essere regolata a 400, 1000, 6000 e 10000 c/m con velocità iniziale di  990 m/s, cosa che la rendeva l’arma più rapida esistente. Nonostante il volume di fuoco, la portata era troppo limitata per renderla efficace. La General Electric ne ha poi ricavato una variante portatile per l’esercito (Six-Pak) sempre con poco successo.

Fonti

The illustrated encyclopedia of aircraft armament (B. Gunston)

https://en.wikipedia.org/wiki/Minigun

https://www.wikiwand.com/en/U.S._helicopter_armament_subsystems

http://firearmsworld.net/usa/mg/vulcan/m134.htm

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