Bombe nucleari degli Stati Uniti (quarta parte)

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Mk-61/B61

Ad agosto del 1960 i laboratori  Sandia e LASL (Los Alamos Scientific Laboratory)  hanno iniziato gli studi per una nuova bomba leggera multiuso con potenza intermedia per cacciabombardieri.  Era necessaria, quindi, un’arma a bassa resistenza aerodinamica, trasportabile in volo supersonico e sganciabile a bassa quota. Il progetto, modulare, era adattabile a molte altre armi, e la testata ha fornito la base per le serie derivate W-80, W-81, W-84 e W-85. Il progetto è partito a ottobre 1961. Nel 1963 la bomba è stata designata TX-61 e ad agosto sono iniziati i lanci sperimentali.  I prototipi sono apparsi nel 1965. La produzione del Mod.0 è iniziata ad ottobre del 1966 ma è stata subito sospesa, per problemi tecnici, fino a maggio. E’ripresa a gennaio del 1968 e continuata fino ai primi anni ’90. L’aggiornamento con modelli derivati è ancora in atto.

La B61 standard è lunga 3,59 metri, con un diametro di 34 cm, una apertura alette di 57 cm, e pesa 315-353 kg. Il muso rinforzato, per lancio laydown, contiene la spoletta radar a due canali e due spolette ad impatto. La parte centrale, con la testata, le batterie e i circuiti di attivazione, ha una struttura protettiva in poliuretano per assorbire l’impatto. La parte posteriore contiene i dispositivi di preselezione, dei razzi per stabilizzarne in rotazione la traiettoria e il parafreno in Nylon/Kevlar da 5,2 o 7,3 metri, in grado di rallentarla da 1,2 Mach a 56 km/h in 2 secondi. Il CEP medio, in modalità laydown, è di 60 metri.

La testata è a due stadi a potenza variabile (DAY: dial-a-yield). Il primario è al Plutonio-HEU con riflettore di berillio, potenziato con deuterio e trizio. Il secondario di fusione è al deuteruro di Li-6 arricchito al 95 %, racchiuso in un guscio di HEU. La potenza varia, orientativamente, da 0,3 kT (unboost primary) a 170 kT, per le varianti tattiche, e a 340 kT per quelle strategiche.

Le B61 hanno visto costantemente aggiornati i sistemi di sicurezza, che comprendono, tra gli altri, il PAL, sicurezza 1-point, Command Disablement System (CDS), nucleo resistente al fuoco e sicurezze ambientali (ESD). L’esplosivo presente nei primi modelli, PBX-9404, è stato sostituito con quello IHE (insensitive high explosive) PBX-9502 TATB.  

Le spolette FUFO sono regolabili in volo: scoppio in aria in caduta libera  (solo alta quota) o con parafreno (alta o media quota) con ritardo di 31 o 61 secondi (modificabile teoricamente fino a 99), a contatto a caduta libera o con parafreno (alta o media quota), laydown con parafreno (tra un massimo di 1524 metri fino a soli 15 metri di quota) con 2 opzioni di ritardo dopo l’impatto, 31 o 81 secondi. E’ regolabile anche il tempo tra lo sgancio e l’apertura del parafreno con 3 opzioni, 0,3/0,6/1,6 secondi.

B61-0

Ordigno tattico-strategico, fabbricato da gennaio 1967 a gennaio 1969 in 500 unità. Con una potenza di 300 kT (altre fonti:100 kT) e sistema di sicurezza PAL-B. Tutte demolite nel 1995-1996.  

B61-1

Ordigno strategico. Prodotta da febbraio 1969 ad aprile del 1971 in 700 unità per la NATO, sotto controllo americano. Priva del sistema PAL, aveva una potenza di 340 kT (altre fonti: 200 kT).

B61-2 

Bomba tattica per la U.S Navy, la prima a potenza variabile, regolabile a terra (10/50/150 kT). Dotata di PAL-D (altre fonti: C) e Command Disable. 235 unità, smantellate nel 1996-1997.  

B61-3 

Bomba tattica con parafreno, sviluppata ad aprile del 1972, fabbricata da ottobre 1979 in 545 unità. La potenza, la più alta per un ordigno tattico, era selezionabile in volo (0,3/1,5/5/10/45/60/80/170 kT). Dotata di PAL-F, AMAC (Aircraft Monitoring and Control System) e sistema di armamento a stato solido. La prima, dal 1980, con esplosivo insensibile (IHE) TATB, che ha richiesto la riformulazione dopo un test che aveva rivelato un calo del 25 % della potenza a bassa temperatura.

B61-4

Bomba tattica identica al Mod.3 ma con meno potenze disponibili (0,3/1,5/10/45 kT). Prototipi apparsi ad aprile 1972. Fabbricata in serie ad agosto 1979 in 695 unità.

B61-5 

Bomba tattica ricavata dalle Mod.1, modificate con elettronica resistente all’effetto EMP (ENDS, Enhanced Nuclear Detonation Safety) e PAL-D. Fabbricata in 265 pezzi, con potenza di 300 kT (altri: 10-150 kT). Radiata nel 1997.

B61-6 

Cancellata. Progetto di ricostruzione dei Mod.0 con PAL-D ed esplosivi IHE. Potenza:100 kT.

B61-7

Bomba strategica, realizzata per modifica delle Mod.1, con elettronica  ENDS, PAL-D, AMAC e IHE. Lunga 3,6 metri, pesa 346 kg. Ha 4 potenze disponibili: 0,3-1,7/10/170/340 kT. Prototipi apparsi a maggio 1979. Prodotta  da settembre 1985 fino al 1990 in 470 unità.

B61-8 

Cancellata. Progetto di riconversione dei Mod.2 e 5 con ENDS, IHE e PAL-D. La potenza è variamente stimata come 10/50/150 kT o  1/10/100/340 kT.

B61-9 

Cancellata, prevedeva la ricostruzione dei Mod.0 con dispositivi PAL-F e IHE.  La potenza era variabile: 10/100/340 kT.

B61-10 

Bomba tattica fabbricata in 215 esemplari, per riutilizzare le testate W85 dei Pershing II. Prototipi apparsi ad aprile del 1989, prodotta in serie da giugno 1990. Potenza 0,3/5/10/80 kT e PAL-F.      

B61-11

Nel 1995 è iniziato lo sviluppo della B61-11, tattica/strategica, il cui progetto si può far risalire alla testata W-61 EPW (Earth Penetrating Warhead da 0,3/5/10/80 kT) del 1989, derivata dalla B61-7, giunta nel 1991 alla sola fase ingegneristica. Sviluppata dai laboratori Sandia e LANL, ha svolto 13 test nel 1996 in Alaska e in Nevada. A gennaio del 1997 è iniziata la produzione, proseguita fino al 1999. E’entrata in servizio ad aprile 1997 sui B-2.

E’ ricavata per modifica di 50 Mod.7, con un involucro in acciaio ad alta resistenza, per la distruzione di silo ICBM e centri di comando a oltre 100 metri di profondità (bunker busting). Lunga 4 metri (altre fonti: 3,7 metri), pesa 549 kg, il 60 % in più. Provata sui B-52H, B-1B, F-16, ha un cono indurito più spesso per penetrare in profondità nel terreno o nel cemento armato prima dello scoppio, trasferendo più energia al terreno tramite onde sismiche. Le precedenti non potevano sopportare l’impatto senza paracadute. Al posto di questo impiega razzi per imprimere rotazione ed aumentare la stabilità.  Ha nuove alette più aerodinamiche per alta velocità e maggior precisione. La spoletta è per scoppio in aria o a contatto in caduta libera, o laydown con ritardo.  

Inizialmente era prevista la testata del Mod.7, ma nel 1999 si è montata una carica del 10 % più potente con singola opzione da 400 kT (altre fonti indicano 0,3/100/400 kT), probabilmente dopo la scoperta di insufficienti capacità penetranti. Nel 1998 due bombe lanciate da un B-2 da 2440 metri su terreno ghiacciato in Alaska sono penetrate per soli 2-3 metri, rispetto ai 4,5-7,5 metri previsti. In un altro test, una bomba si è fermata dopo 5,5 metri. Dotata di sicurezza PAL-D,  ha subito alcuni rimaneggiamenti nel 1998 (ALT336), 1999 (ALT349), 2005 (ALT350) e un miglioramento al secondario tra il 2005 e il 2008 (ALT357).

B61-12 

Il progetto è iniziato nel 2010 come B61 LEP (Life Extension Programs), per estendere di 30 anni la vita delle B61-3/4/7/10,  ma si è poi sviluppato in un’arma molto più capace con capacità strategiche, in connessione col progetto Sandia BIOS (Bomb Impact Optimization System).

Con un peso probabile di 388 kg e un raggio di planata di 28 km, impiega per la prima volta un sistema di guida INS-GPS, simile a quello delle JDAM, che consente un CEP di 30 metri col solo INS e fino a 5 metri combinato, necessario per rendere efficace la testata da 0,3/1,5/10/ 50 kT (B61-4 riutilizzata) contro bersagli profondamente interrati. La bomba ha capacità di penetrazione superiori a quelle della B61-11, e provoca meno fallout. E’ dotata del PAL-F.   

La precisione è il fattore che rende questa bomba molto più potente. Una bomba di 300 kT, con un CEP di 10 metri, penetrata 3 metri nel terreno, ha la stessa probabilità (50 %) di far collassare un tunnel rinforzato in cemento armato di 10-20 metri di diametro, interrato a 400 metri nel granito, di una testata di 5,6 MT con scoppio a contatto (ground-shock coupling factor di 15-25 volte). Per una probabilità del 95 %, il massimo è 250 metri. Ma se il CEP è di 100 metri, la profondità raggiunta è ridotta a 150 metri. I bombardieri, nei test,  hanno dimostrato un CEP medio di 116 metri nel lancio di bombe nucleari, ridotto a 91 metri nei lanci laydown.

L’opzione massima di 50 kT con una precisione reale di 10 metri e una penetrazione dimostrata non inferiore a 5 metri, mette a rischio la maggior parte dei bunker e dei silo ICBM ad elevata  profondità. Uno dei bersagli primari sarebbe il centro di comando e controllo sotto il monte Kosvinsky nella Russia centrale, protetto da 300 metri di granito. Terminato nel 1996, è progettato per resistere alle testate con penetrazione.

La B61-12, prevista in 480 esemplari, sostituirà le attuali B61-3/4/7/10/11 e le B83, con un dimezzamento (apparente, più che reale) della scorta di bombe, con un programma molto costoso.

 E’prevista dal 2020 per i B-2, B-21, F-35, F-15E, F-16 e Tornado.                    

Sono state prodotte 3155 B61. I primi modelli sono stati ritirati negli anni ‘70-’80. Nel 2013 erano presenti 500 B61 tattiche e 465 strategiche, di cui circa 435 in servizio, 530 inattive e 100 in attesa di demolizione, nei modelli 3,4,7,10,11. E’ stata imbarcata su moltissimi velivoli, tra i tanti: A-4B/C/E/J/M, R/A-5A/C, A-6/KA-6, A-7, AV-8A/B, B-1B, B-2A, B-52, B-58, F-4C/D/E, F-14, F-15, F-16, F-18, F-22, F-35, F-100D/F, F-104C/G, F-105, F/FB-111, F-117A, S-3,Tornado.

B77

Bomba strategica, progettata nel 1974 e cancellata a dicembre 1977 per l’aumento dei costi, la complessità e l’annullamento del vettore B-1A. Avrebbe dovuto sostituire le B28 e B43, con potenza variabile da 40 kT a 1 MT. Lunga 3,66 metri, con un diametro di 46 cm, pesava 1089 kg. Poteva essere lanciata in caduta libera a velocità supersonica da 18300 metri o con parafreno in laydown a 1,2 Mach da 30 metri. In questo caso, un parafreno pilota particolare e i getti tangenziali dirigevano la bomba a 90 metri di quota prima dell’apertura del parafreno principale, che la rallentava a 64 km/h. Le spolette e il tempo di detonazione erano regolabili in volo.   

B83

Sviluppata nel 1979 dai Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL) è una bomba strategica ad alta potenza. I prototipi TX-83 sono apparsi a settembre 1980. A giugno 1983 è iniziata la produzione, proseguita fino al 1991, e lo spiegamento. Derivata dalla B-77, ne mantiene la testata, provata probabilmente nei test Anvil “cheese”in Nevada, quasi completati a marzo 1976, compreso uno scoppio da 1,2 MT. A dicembre del 1984, in un test, si è provato il primario (80 kT).

Progettata per trasporto esterno supersonico fino a Mach 2 e sgancio fino a 15240 metri o a bassa quota fino a 45 metri, rimpiazza le  B28, B43, B53. E’ progettata per distruggere bersagli induriti come bunker sotterranei e silo ICBM. Lunga 3,68 metri, con un diametro di 46 cm, pesa 1088-1106 kg. E’ disponibile nelle varianti Mod.0 e 1, con tre o quattro alette in coda. La testata è di progetto simile a quello della B61. A due stadi, dovrebbe avere un primario al plutonio con riflettore al berillio, potenziato con deuterio e trizio. Il secondario comprenderebbe deuteruro di Li-6, arricchito al 95 % e HEU. Come la B61, dispone di tutti i più moderni sistemi di sicurezza, come il PAL-D, esplosivi insensibili (IHE), nucleo resistente al fuoco, ecc. E’a potenza variable (DAY: dial-a-yield), con 4 opzioni, indicate tra pochi kT e 1,2 MT. Nel corso dei test ha sviluppato meno di 20, 80, 800, 1200 kT. E’ probabile, però, che le potenze selezionabili siano 10/100/500/1200 kT.

Per l’espulsione da grandi e medie altezze (senza paracadute) dei razzi tangenziali nella parte posteriore stabilizzano la bomba. Nei Lanci a bassa quota, da 45 metri fino a Mach 1,2, apre tre parafreni pilota con diametro di 1,2 metri (o uno da 1,5 metri). Il paracadute principale di 14 metri in Kevlar-nylon frena la bomba da Mach 0,93 a 56-71 km/h in 2 secondi. Progettata per impatti violenti ha un involucro pesante con muso in acciaio cavo per assorbire l’urto. Nella parte superiore ci sono cinque anelli concentrici in acciaio ad alta resistenza per impedire il rimbalzo e lo scivolamento sulle superfici in cemento armato. Trasmettono l’energia d’impatto al guscio e alla zona di deformazione a nido d’ape in alluminio. La testata anteriore rende la bomba pesante a prua. La parte centrale, con le spolette, è in una struttura a nido d’ape in resina fenolica rinforzata con fibra di vetro. Sul retro si trovano le batterie, il sistema di armamento e il parafreno.

La spoletta FUFO consente scoppio in aria a caduta libera (alta quota) o con parafreno (alta o media quota), a contatto in caduta libera o con parafreno (alta o media quota), laydown con parafreno a tempo graduabile in volo, a parabola (toss) da bassa quota a tempo. E’possibile regolare il tempo di scoppio dopo il lancio, fino a 99 secondi. Può essere regolato il tempo di apertura del parafreno (3 opzioni) o, in laydown, il tempo di scoppio dopo l’impatto (3 opzioni), con ritardo fino a 180 secondi.

Sono state fabbricate 650 B83, alcune aggiornate alla configurazione ALT904.
Attualmente è parte della scorta nucleare attiva permanente, con 320 bombe assegnate ai B-2 nel 2013 (altre 280 in riserva) di cui è previsto il ritiro. E’ stata imbarcata sugli A-6, A-7, AV-8B, B-1B, B-2, B-52H, F-4, F-15E, F-16, F-18, F-22, F/FB-111, F-117.

Era destinata, modificata, all’uso col Robust Nuclear Earth Penetrator (RNEP), programma del 2001, interrotto nel 2005 a favore della B61-11.

B90

Cancellata nel 1991, era una bomba multiuso, impiegabile come carica di profondità o per attacco tradizionale (NDSB), per sostituire la B57. Lunga 3 metri, larga 34 cm, pesava 354 kg. La testata di 200 kT aveva spoletta per scoppio in aria o a contatto, con caduta libera o con parafreno di 8 metri, o idrostatica. Il sistema di sicurezza era PAL-D.

RRW

Il programma RRW (Reliable Replacement Warhead) del 2004 avrebbe dovuto produrre una nuova bomba con una testata dalla vita operativa molto elevata. E’ stato cancellato dal presidente Obama.

Altri ordigni

Mk-90 Betty (NDB)

Nel 1952 è stata realizzata la bomba di profondità antisom Mk-90 NDB (nuclear depth charge), costruita in 225 pezzi (altre fonti: 300) a partire dal 1955, in servizio da giugno del 1955 al 1960 sugli A-1, P-2V, P-3, S-2F, P-5M, P-6M e sugli elicotteri SH-3 ed SH-34.

Lunga 3,1 metri, aveva un diametro di 80 cm e pesava 564 kg. Lanciabile in caduta libera o con parafreno,  impiegava la testata della Mk-7, laboriosa da preparare, che richiedeva l’inserimento del nocciolo prima del carico, e con problemi di durata della batteria per l’elettronica e di tempo operativo massimo. E’ stata provata nel 1955 (Operation Wigwam).

La  testata  aveva una potenza di 32 kT e spoletta idrostatica, con spoletta a tempo di riserva. Anche se alcune fonti riportano il Mod.1 (da 8 kT) sembra, semplicemente, che lo scopo di una testata di tale potenza fosse la distruzione di una intera flotta più che di un singolo sottomarino.  L’ultima è stata radiata nel 1963.

Mk-101 Lulu (NDB)

Carica nucleare di profondità, sviluppata negli anni ’50 dall’AEC e dall’U.S.Navy, è stata fabbricata tra agosto 1958 e dicembre 1962 in 2000 pezzi.  

Lunga 229 cm, con un diametro di 46 cm, pesava 540 kg. Era disponibile in 5 Mod., con una potenza di 11 kT (altre fonti riportano 5kT, forse in variante depotenziata) e spoletta idrostatica. Priva di parafreno, aveva la parte anteriore pesante in acciaio, che ne aumentava la velocità di immersione.

Andava armata in due tempi: prima di inserirla nella stiva e poi con alcuni interruttori in cabina da azionare prima del lancio. Mancava, però, di un sensore per rilevare lo sgancio così, se una Mk-101 armata fosse caduta da un aereo sul ponte e rotolata fuoribordo, sarebbe esplosa una volta raggiunta la profondità preselezionata.

La testata W-34 Python, a fissione potenziata, riduceva di molto la preparazione,  richiedendo minima manutenzione, ed era pronta all’uso per lunghi periodi. Era trasportata sugli A-1, P-2V, P-3V, P-5M, S-2F e SH-3. Era disponibile per gli Shackleton (come Bomb, AS, 1200 lb, MC) e P-2 olandesi della NATO, sotto controllo americano. Sostituita con la B57 a metà degli anni’60, è stata ritirata tra luglio 1964 e il 1971.

Mk-105 Hotpoint

Bomba tattica da 11 kT, a implosione a fissione potenziata (testata W34 Mod.2), è stata fabbricata in 600 pezzi, tra giugno 1958 e settembre 1962. Tra le prime bombe ottimizzate per il lancio ad alta velocità e bassa quota (laydown), era lunga 3,66 metri (per trasporto esterno) o 2,44 metri (interno), con un diametro di 48 cm, e pesava 680-771 kg.

Era disponibile in due versioni, Mod.0 e 1. Aveva spoletta per scoppio in aria, laydown, a impatto o sottomarino.  Il cono anteriore saltava con una piccola carica, prima dell’urto della bomba sul “cookie-cutter” anteriore in acciaio rinforzato, per assorbire l’impatto.

Trasportata dagli A-1, A-3, A-4, AF-1E nel ruolo di attacco e dai P-2V, P-3V, P-5M, S-2F e SH-3 come antisom, è rimasta in servizio fino al 1965, principalmente come arma laydown.

Walleye Guided Weapon Mk-6 Mod.0

Precedentemente conosciuta come AGM-62 Walleye, era una bomba planante a guida TV. Alla versione originale, entrata in servizio nel 1967, con testata cava di 499 kg e raggio di 29,6 km, è seguita una variante potenziata con testata da 907 kg e piani di controllo maggiorati (Walleye II), poi dotata di data-link per controllo su distanze elevate. Il pilota, acquisito il bersaglio tramite la telecamera nella bomba, puntava l’arma, sganciava e poteva poi virare o proseguire la guida dell’ordigno cambiando, se necessario, obbiettivo. Era possibile la guida da un altro velivolo.

Dalla Walleye II è stata ricavata una variante con testata W72 da 0,625 kT, modificata dalla W54 dei missili AIM-26A Falcon. Sono state fabbricate 300 testate da agosto 1970 ad aprile 1972, ma non è sicuro che siano mai state montate sulle bombe.

Dal 1970 al 1979 la bomba è stata assegnata agli A-4, RA-5C, A-6, A-7, F-4, F-18, F-105 (?), per poi essere ritirata tra luglio e settembre 1979.

Fonti

The illustrated encyclopedia of aircraft armament (B. Gunston)

JP-4 (11/1998)

http://www.angelfire.com/dc/jinxx1/Nukes/Nukes.html

http://www.webalice.it/imc2004/files_arms/nuclear/saca.htm

https://nuclearweaponarchive.org/Usa/Weapons/

https://sv.wikipedia.org/wiki/B61#B61_mod_0

http://www.nukestrat.com/us/afn/B61-11.htm

https://deusexatomica.wordpress.com/tag/b83/

https://fas.org/blogs/security/2016/01/b61-12_earth-penetration/

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