I missili aria-aria degli elicotteri

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La grande diffusione dei mezzi ad ala rotante ha posto il problema della difesa dagli elicotteri avversari oltre che dagli aerei leggeri e dai cacciabombardieri. L’adozione di missili aria-aria AIM-9 Sidewinder, R-73 (AA-11 Archer) e simili, è possibile in alcuni casi, al prezzo però di una riduzione consistente del carico bellico e di un peso e una resistenza aerodinamica non trascurabili.  E’ per questo che si è imposta l’adozione di missili più numerosi e leggeri, ma ugualmente pericolosi.

9K32M Strela-2M

Nell’Unione Sovietica hanno fatto presto la loro comparsa, sugli elicotteri, i missili aria-aria, sia pure montati sporadicamente. La Mil ha sperimentato fin dagli anni ’70 gli Strela sul Mi-24 Hind e, negli anni ’80, gli R-60 (AA-8 Aphid) e poi gli Iglà. I risultati non sono stati incoraggianti, ciò nonostante alcuni Mi-24V hanno ricevuto gli R-60 alla fine del decennio. Più recentemente, sui Ka-50 sono stati provati gli R-73 (AA-11 Archer).

Lo Strela-2M , SA-7B nel codice NATO, è la variante migliorata del precedente Strela-2. Le modifiche erano limitate, così il missile è entrato in servizio già nel 1970. Lungo 1,44 metri, ha un diametro di 72mm, una apertura alette di 30cm e pesa 9,8 kg, 15 kg completo di tubo di lancio e accessori.

In modalità automatica, attivato il sistema, mentre la batteria e il giroscopio si attivano, l’operatore punta il bersaglio e preme il grilletto, attivando il sensore. Un segnale luminoso e acustico indica l’aggancio. 0,8 secondi dopo, si accende il motore. Il lancio è automatico se viene rilevato un segnale abbastanza forte. Il booster, della durata di 0,5 secondi, spinge il missile fuori dal tubo, si aprono le due alette anteriori e le quattro fisse posteriori. Subito dopo si attiva il sostentatore, per 2 secondi, che porta la velocità del missile a 1800 km/h. Lo Strela ruota sul proprio asse a 20 giri/sec.  Con un raggio d’azione  di 4,2 km e una quota d’impiego da 50 a 2300 metri, può ingaggiare elicotteri e aerei lenti in avvicinamento a 540 km/h, e in allontanamento a 940 km/h.

Il sensore al solfuro di piombo (PbS), non raffreddato,  rileva l’infrarosso al di sotto dei 2,8 micron. E’ a reticolo (AM spin-scan), con angolo visivo di 1,9° e scansione a 9°/sec., insufficiente per escludere le esche. Consente l’attacco nel solo settore posteriore e il tipo di scansione impone un volo serpeggiante che riduce velocità e raggio d’azione. La navigazione è proporzionale.

La testata a frammentazione ha lo stesso peso di quella del predecessore, 1,17 kg (con 370grammi di esplosivo) ma ha una spoletta migliorata e una carica separata che innesca il carburante rimasto.  

Alla fine degli anni ’70, lo Strela-2M è stato installato su alcuni Mi-24 (Hind-E). Qualche fonte riporta anche il successivo Strela-3 (SA-14), sperimentato ma, apparentemente, non adottato.

9K38 Iglà-V 

Le capacità molto limitate dello Strela hanno presto portato a considerare l’adozione del più potente Iglà (SA-18 Grouse), il cui sviluppo è iniziato nel 1972. Le difficoltà tecniche hanno allungato lo sviluppo, obbligando a realizzare, nel 1978 anche una variante semplificata Iglà-1 (SA-16 Gimlet) con sensore derivato da quello dello Strela-3, provata su elicotteri ma non adottata. L’Iglà è così entrato in servizio solo nel 1983. Rispetto al precedente Strela-2M,  ha una probabilità di colpire 8 volte superiore.

Lungo 1,55 metri, ha un diametro di 72mm e pesa 10,8 kg. Il sistema completo pesa 17,9 kg. Ruota sul proprio asse a 15-20 giri al secondo, cosa che permette l’impiego di una singola coppia di alette Canard per il controllo, mossa da un generatore a gas che, al lancio, permette le manovre tramite due getti perpendicolari alle alette. Il controllo proporzionale delle alette consente un percorso più preciso e con minori oscillazioni. Una sonda anteriore riduce l’onda d’urto supersonica e il riscaldamento aerodinamico. Il motore ad alto impulso ma breve durata, accelera il missile a una velocità massima di 2880 km/h e media di 2160 km/h. Può colpire bersagli in avvicinamento a 1150 km/h o in allontanamento a 1300 km/h. Il raggio d’azione è di 5,2 km con una quota d’impiego da 10 a 3500 metri.

Impiega un sensore bispettrale Lomo 9E410 a modulazione di frequenza, “all aspect”, composto da un elemento all’infrarosso medio (MWIR) all’antimoniuro di indio (InSb) raffreddato ad azoto e uno sul vicino infrarosso (SWIR) al solfuro di piombo (PbS) non raffreddato, per il rilevamento delle esche. In prossimità del bersaglio il missile ritarda lo scoppio per colpire la fusoliera. Può seguire il bersaglio anche in presenza di flare lanciate a 0,3 secondi di intervallo e resiste alle interferenza modulate dei sistemi ALQ-144. La testata pesa 1,17 kg, con 390grammi di HMX,  a scoppio-frammentazione direzionale, con spoletta di prossimità, magnetica e a impatto ritardata. Un’altra carica fa esplodere il carburante residuo.

Il Pk contro un F-4 frontale è di 0,48 e di 0,33 se in allontanamento (altre fonti riportano 0,59 e 0,44). In caso di flare o disturbi il Pk può ridursi a 0,24. Il missile è montato sui Mi-24V/VM/VP, Mi-35M2/3, Mi-8MTV (Mi-17MD), Mi-28, Mi-28N, Ka-50, Ka-52.

9K388 Iglà-S

Versione definitiva migliorata, ha completato i test nel 2001, entrando in servizio l’anno dopo. E’ apparsa sugli Mi-35. L’Iglà-S (SA-24 Grinch) è lungo 1,63 metri, con un diametro di 72 mm, e pesa 11,7 kg, completo 19 kg. Il raggio d’azione aumenta a 6 km. Il missile può virare a 35g. Può attaccare bersagli in avvicinamento frontale a 1150 km/h e in allontanamento a 1300-1440 km/h.

Ha un sensore IR Lomo E435 raffreddato ad azoto operante su due bande, con ottime IRCCM, anche contro disturbatori a impulsi. Il Pk aumenta a 0,8-0,9. La testata FSUE 9N330 è più potente, 2,5 kg con 585 grammi di HMX, e con più schegge, controllata da una spoletta di prossimità, magnetica e a impatto ritardata. Come sempre, un innesco fa esplodere il combustibile restante.

Raytheon AIM-92 ATAS

Negli Stati Uniti, lo sviluppo di un missile “all aspect”, per sostituire il FIM-43 Redeye, è iniziato nel 1967, come Redeye II. Nel 1972 il missile è divenuto il FIM-92 Stinger. I test sono iniziati l’anno dopo ma solo nel 1975 si sono risolti diversi problemi, ed è stato effettuato il primo lancio. Nel 1978, la General Dynamics ha ottenuto il primo contratto di produzione e il FIM-92A ha raggiunto l’IOC nel 1981. Da  allora sono stati fabbricati oltre  90000 Stinger. Al modello iniziale FIM-92A è seguito, nel 1983, il FIM-92B Stinger-POST (Passive Optical Seeker Technique) con sensore IR/UV a rosetta e nel 1989 il FIM-92C Stinger-RMP (Reprogrammable Microprocessor), con nuovo sensore infrarosso. Da questo modello sono derivate tutte le varianti successive, fino alla K, con progressivi miglioramenti alle IRCCM e al software di navigazione. Non ha avuto seguito la conversione Block II, che prevedeva una cellula rinnovata e un sensore a piano focale (FPA) derivato da quello dell’AIM-9X, cancellata nel 2002 per i ritardi accumulati.

Lo U.S.Army impiega lo Stinger sugli elicotteri fin dai primi anni ’90, nella versione ATAS (Air To Air Stinger), conosciuta non ufficialmente come AIM-92, equivalente alle varianti C/D. Lungo 1,52 metri, ha un diametro di 7cm, una apertura alette di 9,1cm, 14cm le posteriori, e pesa 10,1 kg, completo 15,7 kg. L’attivazione richiede 6 secondi, incluso il raffreddamento del sensore con Argon, l’avvio del giroscopio e l’identificazione. Un segnale sonoro avvisa dell’aggancio. 1,7 secondi dopo, avviene il lancio. Dopo l’espulsione dal tubo, si estendono le alette di controllo e quelle fisse in coda. Il motore bistadio  Atlantic Research Mk-27 in 2 secondi accelera il missile a oltre 2,2 Mach. Il raggio d’azione varia da 200 metri a 4,8 km e una quota di 3800 metri. Il sensore infrarosso è all’antimoniuro di indio (InSb). La navigazione iniziale è proporzionale, in prossimità del bersaglio il missile si dirige verso punti vulnerabili, come la cabina dell’aereo. Può centrare bersagli in manovra a oltre 8g. La testata, del peso di 3 kg è a scoppio-frammentazione anulare con spolette di prossimità e a impatto, ritardata.

L’ ATAS Block I, migliorato, equivalente ai missili dal FIM-92E in poi,  ha rimpiazzato i precedenti e dispone di ulteriori avanzate IRCCM e ottime capacità anche contro bersagli a bassa segnatura termica, come i cruise e i droni. In un test a novembre del 1996 allo Yuma Proving Ground, un OH-58D ha distrutto un QUH-1 che lanciava flare da oltre 4500 metri.

A metà del 2000 sono stati provati su un AH-64D i nuovi lanciatori ATAL, per gli OH-58D e UH-60, con 8 centri diretti su 9 lanci, contro elicotteri in hovering in forte clutter. I lanci sono avvenuti con velocità da 0 a 250 km/h, movimenti laterali fino a 55 km/h, discese e cabrate, anche  a g negativo, rotazioni in hovering, e virate con 22° di inclinazione.

Il 23/12/2002 in Iraq, “sulla no-fly zone” un Predator, ingaggiato da un MiG-25, ha lanciato uno Stinger contro il caccia, mancandolo, venendo poi centrato dal MiG. Primo combattimento tra un RPV e un aereo.

Gli AIM-92 sono montati sugli AH-64, UH-60, OH-6, OH-58C/D, Bo-105, TigerA-129/T-129 ATAK e anche sugli RPV MQ-1 Predator.

MBDA Mistral ATAM

La Francia ha iniziato lo sviluppo del Mistral (HATCP) nel 1974. Il primo modello (S1) è entrato in servizio nel 1988 e il secondo (M2) nel 1997. Il Mistral è stato fin dall’inizio pensato anche per l’impiego aria-aria. Nella variante AATCP (Air-Air Très Courte Portée) o ATAM (Air-to-Air Mistral) impiega lanciatori binati. E’ stato montato per la prima volta sugli SA-341 Gazelle, con un sensore SFIM Viviane con zoom ottico, impiegati nella Guerra del Golfo.

L’ATAM è lungo 1,86 metri e ha un diametro di 9 cm. Pesa 18,7 kg, il doppio dei concorrenti. Il tempo di reazione è di 5 secondi, compresi 2 secondi per l’avvio del giroscopio. L’ingaggio è automatico e il missile può essere lanciato da 0 a 370 km/h e da 0 a 4600 metri di quota. Il motore accelera il missile a Mach 2,6, la portata varia da 500 metri a 6,5 km. La navigazione è proporzionale.

Il sensore SAT è un “all-aspect” bicolore (2-4 e 3-5 micron) raffreddato, con un angolo visivo molto stretto, ma in grado di ruotare +/-38°, per migliorare la resistenza alle esche. La testata, ad alto esplosivo con sfere di tungsteno, pesa 2,95 kg. E’ azionata da una spoletta laser di prossimità, con modalità selezionabile prima del lancio, e da una ad impatto.

Il Mistral ATAM ha raggiunto il 96 % di successi nei test. E’ modulare, può essere integrato nel sistema di combattimento degli elicotteri dedicati (Tigre/Tiger, Rooivalk) o montato come gruppo autonomo su quelli leggeri o generici (Gazelle, Fennec, Cougar). Di recente è stato provato sugli elicotteri indiani HAL LCH, Rudra e Dhruv Mk IV.

Toshiba Type-91 Hand Arrow

Nel 1982 la Forza di autodifesa Giapponese (JSDF) ha richiesto la sostituzione degli Stinger importati. Lo sviluppo di un sensore avanzato all’infrarosso era iniziato già nel 1979, al TRDI (Technical Research and Development Institute). La Kawasaki e la Toshiba hanno presentato le loro proposte, ma lo sviluppo del progetto, denominato Keiko o SAM-X, è stato ritardato fino al 1987. La Toshiba, vincitrice del concorso, lo ha ripreso nel 1988, terminandone lo sviluppo nel 1990. La produzione è iniziata nel 1991 e proseguita fino al 1993. Il missile, molto simile allo Stinger, denominato inizialmente Type 91 Kin-SAM e SAM-2, è arrivato ai reparti nel 1994.

Il Type-91 è lungo 1,43 metri, con un diametro di 80mm, una apertura alette di 90mm, e pesa 11,5 kg, 17 kg completo del tubo e del sistema di puntamento. Il motore bistadio lo accelera a 2340 km/h (Mach 1,9). Il raggio d’azione è di 5 km. Impiega un sensore IR/UV raffreddato.

Nel 2007 la Toshiba ha prodotto il nuovo Type-91 Kai, per sostituire il precedente. Ha un nuovo motore senza fumo, minor tempo di reazione e capacità di lancio notturno. Ha un avanzatissimo sensore a piano focale raffreddato che opera nell’infrarosso (3,5-5,2 micron) e nel visibile (0,4-0,7 micron). Al lancio, il missile registra l’immagine del bersaglio e rifiuta ogni tipo di contromisura.

Il missile è operativo sugli elicotteri Kawasaki OH-1. Gli ultimi Stinger sono stati sostituiti nel 2009, mantenuti solo sugli AH-64.  

CAAM PL-90

Risultato di un progetto iniziato negli anni ’90, il PL-90 è un missile a corto raggio realizzato dalla cinese CAAAM.  Derivato dal missile sup-aria QW-2 spalleggiabile, ha un nuovo motore e lo stesso sensore infrarosso del PL-9C, “all aspect” all’antimoniuro di indio (InSb) a 4 elementi su due coppie orizzontali, raffreddato a gas con eccellenti capacità di “aggancio” di elicotteri avversari o aerei lenti su un arco di 120° anche in prossimità del suolo e in presenza di forte clutter o IRCCM. La variante da esportazione TY-90 (Tian Yan-90) è stata presentata nel 1998 a Zhuhai.  Nel 2002 sono iniziati i test e nel 2006 è entrato in servizio.

Lungo 1,86 metri, ha un diametro di 9 cm e pesa 20 kg. Il motore accelera il missile a Mach 2, con capacità di manovra di 20g.  Il raggio d’azione varia tra 500 metri e 6 km, a quote fino a 6000 metri.

Di linea semplice, con alette rettangolari di controllo anteriori e di stabilizzazione in coda, è previsto per il trasporto in gruppi di 4-6-8 sugli elicotteri cinesi. La testata è di 3 kg “continuous rod” con spoletta laser e raggio efficace di 5 metri. E’ destinato alle varianti armate degli Z-9, Z-10, Z-11, Z-19  e Mi-17/Mi-171.

Thales Starstreak ATASK  

E’un interessante progetto inglese per l’integrazione dei missili Starstreak sui WAH-64, in una variante ATASK (Air To Air Starstreak) conosciuta anche come Helstreak. Lo sviluppo è iniziato nel 1984, con una competizione tra la Bae (Thunderbolt) e la Shorts Missile Systems (Starstreak) che ha visto vincente la seconda. Il contratto di sviluppo e produzione è giunto nel 1986. Tra il 1995 e il 1998, la McDonnell-Douglas e la Lockheed-Martin  si sono aggregate. Il missile è entrato in servizio nel 1997.

Conosciuto anche come Starstreak HVM (High Velocity Missile) è il missile più veloce della categoria. Lungo 1,4 metri, ha un diametro di 13cm e pesa 14 kg (20 totali). Al completamento della fase di tracciamento bersaglio, il missile accende il booster Royal Ordnance Brambling, che lo spinge fuori dal tubo, a cui segue il sostentatore Royal Ordnance Titus. La velocità a fine combustione è di Mach 3,5, quella media sul percorso è di 3 Mach. Il raggio d’azione varia tra 300 metri e 7 km. Subito dopo lo spegnimento del motore, vengono rilasciati tre dardi in lega di tungsteno preframmentati, lunghi 39,6 cm, con un diametro di 22 mm. Pesano 900 grammi di cui 450 di esplosivo direzionale PBX-98, con spoletta a impatto ritardata. L’unità di guida proietta due fasci laser modulati a bassa intensità, poco rilevabili,  che formano una matrice bidimensionale sul bersaglio. Le submunizioni, volando in formazione, in un cerchio di 3 metri di diametro, manovrano per mantenersi al centro della matrice, con un ricevitore in coda, e possono colpire bersagli a 9g e 7000 metri di quota.

Il missile è insensibile ad ogni contromisura tradizionale. L’alta velocità assicura l’intercettazione di obbiettivi veloci, lasciando poco tempo per contromisure o manovre difensive. Ma le submunizioni richiedono un impatto diretto. Il missile deve essere guidato (guida SACLOS) fino all’impatto. Fumo, foschia e pioggia, possono degradarne la guida.

Il progetto, dopo sette anni di prove è stato abbandonato dagli Stati Uniti ma rimane una opzione per il Regno Unito, anche se è poco probabile la sua adozione.

Fonti

RID 6/93

https://en.wikipedia.org/wiki/9K38_Igla

https://en.wikipedia.org/wiki/AIM-92_Stinger

Jane’s Land-Based Air Defence 2005-2006

https://www.mbda-systems.com/product/mistral-atam/

https://www.mbda-systems.com/wp-content/uploads/2015/07/MISTRAL-ATAM.pdf

https://en.wikipedia.org/wiki/Type_91_surface-to-air_missile

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