Raduga K-10 Kometa (AS-2 Kipper)

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Il missile KS-1 (AS-1 Kennel) aveva fornito una prima capacità antinave all’aviazione della Marina sovietica. Era evidente, però, che le sue prestazioni erano modeste. Il previsto miglioramento delle difese navali imponeva la realizzazione di un missile supersonico. A seguito di un decreto del 3/2/1955 sono state formulate le specifiche, e il 16/11/1955 è stato avviato il progetto del sistema K-10 (izd. 352), comprendente il missile, il Tu16K-10 (Badger-C) e il sistema di guida basato sul radar per illuminazione bersaglio EN (Puff Ball) a doppia antenna. Lo sviluppo del missile è stato assegnato all’OKB-155 di Mikoyan-Gurevich.

I dispositivi di controllo sono stati provati su laboratori volanti Li-2 e Mi-4 oltre che su due missili pilotati SM-K, realizzati sulla base del MiG-19. Il primo lancio è avvenuto il 28/5/1958. Fino alla fine del 1959 si sono svolti altri 17 lanci, solo 6 dei quali coronati da successo. Nel 1960 sono iniziati i test di stato, con l’impiego di due Tu-16K-10, due SM-K e 34 missili, con lanci sul Mar Nero e sul Mar Caspio. Su 5 lanci da 170 km di distanza contro la nave Chkalov 4 hanno avuto successo. Si sono poi svolti non meno di 184 voli di Tu-16 e 62 degli SM-K, oltre alle prove di 10 missili per telemetria. I risultati sono stati mediocri, con una probabilità di colpire del 50 % e guasti frequenti all’elettronica e al motore, oltre a un raggio d’azione inferiore al previsto. Tutti i cinque lanci alla massima gittata non hanno avuto successo. Si è notato un carico di lavoro eccessivo per l’equipaggio del Tu-16K-10, in particolare dei navigatori, chiusi in una capsula  nella stiva isolata dal resto dell’equipaggio. I progetti per l’adozione sui Tu-95K-10 e Tu-22K-10 sono stati abbandonati, ma il K-10 è stato ugualmente adottato dall’Aviazione di Marina il 12/8/1961, iniziando le prove a Nikolaev al 33°AVMF. A poco a poco sono stati eliminati i difetti e sviluppate le tecniche di impiego del complesso. Entro il 1962 il missile era operativo con cinque squadroni d’attacco. All’inizio degli anni ’80 erano in linea 173 Tu-16K-10 con 346 missili disponibili, nonostante la presenza in servizio dei Tu-22M2 con gli H-22. La fabbrica 31 a Tbilisi ne ha prodotti 1669. Il 2/8/1962 un K-10SN con testata nucleare da 400 kT è stato fatto esplodere sulla Novaja Zemlja.

Il K-10 aveva le dimensioni di un caccia, data la tecnologia del tempo. Lungo 9,75 metri, aveva ali a freccia di 55°, con apertura di 4,18 metri, e piani di coda di 1,9 metri. L’altezza era di 2,27 metri, con un diametro di 1 metro. Le superfici principali erano pieghevoli per facilitare il trasporto e il montaggio. Pesava 4533 kg al lancio.

Le superfici di governo erano azionate tramite una pompa e un accumulatore idraulici sul motore. La parte anteriore conteneva il radar. Subito dopo vi era la stiva della testata, con maggior isolamento termico. La parte centrale, principale elemento strutturale in acciaio, conteneva il serbatoio con 780 kg di kerosene T-1 o TS. La coda conteneva l’equipaggiamento di controllo K-10U della KB-1, in una stiva pressurizzata e isolata termicamente, con autopilota,  datalink, riserva di ossigeno per il motore, batteria. Il motore ventrale era un turbogetto a flusso assiale Mikulin M-9FK, versione a breve vita dell’RD-9B del MiG-19. Dava 3250-3360 kg/sp con postbruciatore. La velocità massima era di 2030 km/h a grande altezze (1,9 Mach) e 1440 km/h (1,2 Mach) a bassa quota. Il raggio d’azione variava da un minimo di 110 km fino a 260-350 km, a seconda del modello.

L’attacco

Il Tu-16 montava il missile su un pilone idraulico BD-238 nella stiva, semiannegato per trasporto conforme. Al di sopra era situato un serbatoio con 500 kg di kerosene, impiegato per l’attivazione del postbruciatore, oltre al sistema di armamento del missile, ai convertitori elettrici e al modulo cilindrico con l’operatore nella parte posteriore della stiva.    

Il radar EN del Tu-16K-10 poteva rilevare un incrociatore da 400 km di distanza. Operava su frequenze multiple per evitare i disturbi intenzionali. Il lancio avveniva a una quota minima di 5000 e massima di 10000 metri per il K-10S e tra 1500 e 11000-12000 metri per il K-10SN. L’accensione era progressiva, per risparmiare combustibile. Il missile perdeva 800-1800 metri di quota, controllato dall’autopilota pre-programmato ES-3A, finchè il motore raggiungeva la spinta massima, per poi stabilizzarsi barometricamente a 9000-10000 metri di quota con guida inerziale, 70 secondi dopo il lancio. Stabilizzata la guida “command” a 100 secondi dal lancio, tramite fascio radar con controllo di quota e azimutale dell’operatore, e avviato l’aggiornamento dati intermedio del sistema ES-2D, il vettore poteva virare di 80°. Il missile, in questo caso, seguiva una traiettoria curva. A 100-110 km dal bersaglio, su comando dall’aereo, iniziava una picchiata a 13-18° e attivava l’altimetro. Giunto a 2400 metri di quota, l’angolo di picchiata si riduceva a 3-7°. A 60-70 km dal bersaglio e a 400-1000 metri il missile livellava. A 10-16 km, si attivava il radar ES-1 o 2, in grado di agganciare un bersaglio da 15-20 km. La picchiata terminava sulla linea di galleggiamento. La procedura aumentava la distanza minima dalle difese a non meno di 110-150 km.

Il CEP era di 46 metri contro bersagli navali o di 1,85-3,7 km contro obbiettivi terrestri con sola guida inerziale. La testata BC da 940 kg era azionata da una spoletta elettrica EVMU-506. Era in genere termonucleare da 350 kT ma era disponibile anche in due varianti convenzionali, la FK-1O perforante a carica cava/alto esplosivo con spoletta ad impatto o la FK-1M, per colpire grandi navi sotto la linea di galleggiamento.

Simile all’americano AGM-28 Hound Dog, il K-10 gli era inferiore sotto quasi ogni aspetto. Richiedeva il rifornimento prima del lancio, l’accensione del motore era difettosa ed era poco affidabile. Però come arma antinave era discreto. Offriva la possibilità di attacco oltre il raggio delle difese antiaeree, obbligando all’intercettazione da parte dei caccia navali. La buona velocità e la bassa RCS lo rendevano meno vulnerabile e il radar, attivato a breve distanza, era difficile da disturbare in tempo.

Sono state prodotte numerose varianti, tra 1958 e 1979, per i vettori Tu-16K-10/10D/10N/10-26.

K-10S: il modello più prodotto, con testata nucleare (S, speciale).  

K-10SN: variante per bassa quota (N) con portata maggiore, volava a 600 metri di quota, e tra 90 e 150 in fase di attacco, per penetrare meglio le difese. Una pinna ventrale ne aumentava la stabilità.

K-10SNB: derivato dal precedente, nucleare o convenzionale con raggio esteso. Era ottimizzato per grandi navi corazzate (B).

K-10SB: versione per attacco nucleare strategico.

K-10SD: disponeva di un serbatoio aggiuntivo di 160 kg e motore migliorato per aumentare il raggio d’azione, oltre ad una testata più leggera, perforante o nucleare.

K-10SDV: sperimentale per bassa quota con guida migliorata e raggio esteso.

K-10M: secondo alcune fonti era un progetto di trasformazione in bersaglio, secondo altre avrebbe invece montato una testata di 1,5 MT.

K-10P: con questo codice si identifica il progetto annullato destinato al Tu-22K-10, con motore KR5-26, velocità di 2700-3000 km/h e autonomia di 300 km oppure una variante antiradar con capacità di rilevamento da 60 km di distanza.

K-10SP/PP: sviluppato per modifica dei K-10SN, tra il 1972 e il 1979, aveva un jammer Ryabina o un Azaliya in banda X (SPS-61R e SPS-63R). Lanciato dai Tu-16K-10P, copriva il lancio degli altri missili, disturbando le reti radar e le comunicazioni. Il raggio di disturbo era di almeno 130 km. Successivamente i Tu-16K-10-26 lo hanno portato assieme a 2 KSR-5.

K-14: progetto sperimentale per il Mya-3MD (M6K) con nuovo sistema di guida.

Nel 1964, per un errore di rotta, la nave giapponese Shino Maru è entrata in un poligono di tiro a Sakhalin, durante una esercitazione di tiro. Un missile K-10S ha agganciato col radar la nave. Il comando di autodistruzione è stato attivato all’ultimo momento. Ma i resti del missile hanno colpito la nave danneggiandola. I giapponesi, convinti di essere stati colpiti da un aereo  hanno espresso le condoglianze per la morte del pilota.

Il ritiro del missile è iniziato già alla fine degli anni ’60, sostituito dagli AS-4 Kitchen e AS-6 Kingfish, e la radiazione  definitiva è arrivata nel 1994 con la dismissione dei Tu-16K.

Fonti

Hadászati és hadműveleti robotrepülőgépek (F. Hajdú, G.Sárhidai)

Soviet/Russian aircraft weapons since World War two (Y.Gordon)

https://ru.wikipedia.org/wiki/%D0%9A-10%D0%A1

http://www.airwar.ru/weapon/pkr/k10c.html

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