EC-130H Compass Call

Facebooktwitterlinkedin

Nel 1972 erano cessati gli investimenti nel settore ECM e i sistemi presenti avevano la tecnologia degli anni ’60. Nel 1977 il Comando Aereo Tattico (TAC) ha assegnato alla Lockheed e alla Sanders l’incarico di sviluppare un C-130 C3CM (Command Control e Communication CounterMeasures), nel programma Compass Widget per una piattaforma di disturbo multifrequenza. La fase 1 ha portato, dopo soli 36 mesi, alla consegna dei primi due aerei per le prove. Nelle fasi 2 e 3 la Sanders ha fornito i PME (Primary Mission Equipment) e poco dopo il programma è stato ridenominato Rivet Fire. Nel 1980 sono stati autorizzati 16 velivoli. Il prototipo ha effettuato il primo volo nel 1981. A metà del 1982 l’aggiunta del sistema SILO (signal location) ha obbligato a ricablare e spostare varie scatole nere e inserire un computer più potente. Alla fine del 1982 il primo aereo era pronto. L’anno dopo è arrivata la capacità operativa iniziale (IOC) per i primi EC-130H. Nel 1984, dopo le prove nel deserto, si è installato un sistema di condizionamento per abbassare in 30 minuti la temperatura interna portandola a quella adatta per le apparecchiature. Nel 1987 ulteriori antenne sono state montate in coda. Gli EC-130H Compass Call definitivi sono stati consegnati appena in tempo per l’operazione Just Cause a Panama e la successiva Guerra del Golfo.

Gli EC-130H sono molto richiesti e vengono dislocati con breve preavviso in tutte le parti del mondo. Il 55° Electronic Combat Group ha 14 EC-130H in due soli reparti, il 41° e il 43° Electronic Combat Squadron, a Davis-Monthan, oltre ad un singolo TC-130H per addestramento nel 42° reparto.

L’EC-130H presenta grandi carenature nel tronco laterale posteriore, antenne a lama DF sotto la stiva, un vistoso traliccio di sostegno sotto la coda e numerosissime antenne filari tra il timone e i piani di coda. Nella realizzazione delle antenne si è cercata la riduzione della resistenza aerodinamica. Il raffreddamento dei potenti sistemi di disturbo ha una potenza di 62 kw e sfrutta grandi prese d’aria sui lati. Nella stiva sono contenuti i computer, gli exciter e gli amplificatori.  Oltre a rilevatori di elevata sensibilità.

L’equipaggio di 13 persone, oltre al comandante, co-pilota, navigatore e ingegnere di volo, comprende nove operatori nella stiva addetti al sistema Rivet Fire: il comandante di missione (MCC), un ufficiale operatore addetto al Rivet Fire ECM in banda alta, un supervisore di missione (esperto linguista crittologo), 4 operatori crittografi (linguisti), un operatore-analista di segnali speciali e un tecnico di manutenzione. I linguisti del  41° parlano spagnolo, arabo e farsi. Quelli del 43°, cinese, russo, serbo-croato. In caso di necessità sono disponibili operatori esperti in altre lingue, come il creolo durante l’intervento ad Haiti.

Block 30

La conversione di tutti i velivoli serie 10 e 20 al Block 30, da parte della Lockheed, ha richiesto 16 mesi di modifiche. La BAE ha esteso le frequenze di disturbo, migliorato lo hardware e aumentato di cinque volte il software del generatore delle tecniche di attacco. L’aereo ha estesi cablaggi in fibra ottica, più di qualunque altro velivolo, computer più veloci e potenti e postazioni di lavoro integrate, col retro consolle accessibile in volo per manutenzione. A differenza della filosofia mainframe del Block 20, i componenti del Block 30 comunicano tra loro. E’ aumentata l’affidabilità ma la riduzione dei fondi ha prolungato il programma fino al 2004, comportando inefficienze logistiche, alcuni problemi di software e  ritardi tecnici che hanno limitato la risposta a nuove minacce, per fortuna compensati dal software riprogrammabile e dall’aumentata velocità di analisi. Il Block 30 dispone di sistemi di comunicazione in HF/VHF/UHF, con ricevitori SATCOM e radio Have Quick. Ma i messaggi sono a voce, i velivoli non hanno il Link 16, cosa che comporta lentezze nella trasmissione dei bersagli. 

Spear

Le esigenze apparse nel 1999 in Allied Force, hanno portato alla realizzazione del pod BAe Systems SPEAR (Special Emitter Array), impiegato per la prima volta in Enduring Freedom in Afghanistan su due Block 30. Lo Spear è lungo 5,28 metri, con un diametro di 96,5 cm e pesa 544 kg. 144 elementi a schiera in fase formano 4 fasci indipendenti orientabili ad alta potenza per effettuare disturbo stand-off con elevata direttività contro sorgenti radio, anche sulle frequenze commerciali moderne. Sono situati oltre i motori esterni, con alcune modifiche strutturali. Per ridurre peso e resistenza sono stati rimossi i serbatoi ausiliari.

Block 35

Nel 2002, un finanziamento di 12 milioni di $ ha integrato il  progetto Suter che consente il collegamento con gli RC-135 e altre simili piattaforme tattico-strategiche, tramite data-link ABIT (Airborne Information Transfer). Lo scambio di dati tra Rivet Joint e Compass Call permette un disturbo più efficace. Nel 2005 è stato aggiunto il sistema BAe TRACS-C (Tactical Radio Acquisition and Countermeasures Subsystem) per acquisire e analizzare i segnali più velocemente con ricevitori digitali riprogrammabili e con l’espansione delle frequenze sulle bande alte e basse. Questo consente il disturbo anche dei radar di avvistamento e di navigazione in bassa frequenza con elevata ERP,  per colmare il gap tra la dismissione degli EA-6B e i nuovi EA-18G. La cabina è stata rinnovata con schermi a cristalli liquidi e dal 2006 i velivoli sono tutti configurati per i pod  SPEAR.

Entro il 2011 tutti i 14 EC-130H sono stati aggiornati dalla BAe systems alla configurazione Block 35 baseline 1, con nuovi ricevitori e jammer in banda media e bassa. L’affidabilità è migliorata.

La baseline 2, nel 2014, integra i precedenti miglioramenti, col sistema AXE (digital signal analysis and exciter subsystem),  NOVA (IED Defeat subsystem) e SPEAR (potenziato), portando i sistemi allo standard di quinta generazione con capacità di attacco informatico, maggiori capacità di attacco elettronico e superiore precisione. Migliorano le comunicazioni, anche satellitari, con altre piattaforme ed è operativo il Link-16.   

Block 40

Il baseline 3, con ulteriori sistemi EW, porterà alla modifica di 7 Block 30 in Block 40.

In combattimento

Gli EC-130H sono piattaforme OCI (offensive counter-information). Il disturbo stand off impedisce o degrada le comunicazioni dei sistemi di comando e controllo e di difesa aerea. E fornisce supporto alle operazioni aeree e terrestri alleate. Realizzati per operazioni SEAD (suppression of enemy air defense),  hanno iniziato le attività lungo il confine con la Germania est.  In guerra avrebbero disturbato le comunicazioni tra i centri di difesa aerea e i piloti, favorendo i caccia NATO. Il disturbo su banda larga isola le unità avversarie, le basi aeree e missilistiche, i comandi. 

I velivoli volano perpendicolarmente al fronte, ad una quota di 8000 metri su orbite circolari, per oltre 10 ore. Gli obbiettivi possono essere designati prima della missione, rilevati in volo o ricevuti da fonti esterne (E-3, RC-135 e ABCCC). I sistemi di bordo possono scansionare l’intero spettro di frequenze in brevissimo tempo, identificando e localizzando le sorgenti. I segnali vengono analizzati in diversi punti lungo il percorso nel sistema. Il software confronta automaticamente i segnali rilevati col database per analizzare e identificare le  priorità. I linguisti selezionano i bersagli, ordinando l’eventuale disturbo, anche multiplo. Se la sorgente cambia frequenza, la capacità look through consente il riaggancio automatico.

Le frequenze ricevute/attaccate, inizialmente tra 20 MHz e 1GHz (HF-VHF-UHF), sono state estese probabilmente fino a 5,8 GHz (SHF) per comprendere comunicazioni ad altissima frequenza e telefoni cellulari. 3-5 trasmettitori con potenza variabile (200-400-800w) possono disturbare  10-15 linee di comunicazione contemporaneamente da 150-300 km. Ancor più con i pod Spear. Tra le tecniche di disturbo radio, Barrage su larga banda, Spot ad alta potenza su frequenza singola, Responsive su frequenza singola, Comb multicanale a media potenza, disturbo modulato FM, Noise burst, Swept multifrequenza anche contro reti criptate e Inganno (Deception) con impiego di segnali registrati. 

I Compass Call sono stati impiegati ad Haiti, a Panama, in Iraq, in Kosovo e Serbia. E dal 2002 al 2015 in Afghanistan. In Desert Storm gli EC-130H hanno saturato le reti anche con musica heavy metal. Gli operatori iracheni hanno presto capito che l’inizio dei disturbi di sbarramento radio implicava un attacco imminente.

Contro i talebani gli EC-130H hanno operato di concerto con gli EA-6B. I Prowler con l’USQ-l13(V) disturbavano quasi tutti i canali radio, mentre gli operatori dei Compass Call ascoltavano le comunicazioni sulle poche frequenze libere, semplificando le attività COMINT.

Attualmente impegnati con quattro aerei contro l’ISIS, sconvolgono le loro comunicazioni, impedendo attacchi coordinati. Possono anche ridurre gli attentati, rendendo inattivi i telefoni cellulari, le IED (dispositivi esplosivi improvvisati) e i droni. 

Nel 2015 sono iniziate le modifiche per migliorare l’attacco informatico ai network via wireless, per impegnare le reti non connesse a internet (air-gapped). Il sistema BAe Suter,  impiegato contro la Siria dagli israeliani nel 2007, consentirà l’attacco coordinato con gli F-35. I primi sistemi sono stati provati alla Red Flag.

Autodifesa

Inizialmente gli EC-130H non avevano sistemi di autodifesa né RWR, essendo piattaforme stand-off. Potevano al massimo disturbare le comunicazioni coi caccia nemici. La necessità di sorvolare regioni avversarie, come in Afghanistan, ha portato a un ripensamento, con l’approvazione di uno stanziamento di 1,5 milioni di $ per aereo per fornire un corredo completo di contromisure e la verifica della compatibilità tra l’elettronica e il sistema di autoprotezione.

Nel 2006 sono stati installati i Northrop Grumman AAQ-24(V) Nemesis DIRCM.  Il sistema RWR è probabilmente l’ALR- 63 e dovrebbe essere possibile montare fino a 16 lanciatori chaff/flare ALE-40 a 30 colpi. Diversi siti riportano vari ingannatori per autodifesa, i Raytheon ALQ-173 blink jammer contro radar in banda I/J e il Raytheon ALQ-175 in banda alta. Più moderno il Raytheon ALQ-198.

Sono stati consegnati 14 EC-130H ad un costo iniziale di 65 milioni di $, poi arrivato a 165. E’ previsto che i Compass Call rimangano in servizio fino al 2025. I velivoli, acquistati nel 1973, hanno ormai moltissime ore di volo. L’USAF nel 2016 ha affidato alla L3 Technologies il programma di sostituzione, probabilmente con 10 Gulfstream EC-37B equipaggiati con sistemi BAE Systems. La Boeing offre invece una variante del B-737. I velivoli affiancheranno inizialmente gli EC-130H, fino alla dismissione di quest’ultimi.

Fonti

The History of Big Safari (B. Grimes)

https://www.flightglobal.com/news/articles/compass-call-jammer-makes-debut-148669/

https://www.techworm.net/2015/09/ec-130-the-airplane-created-by-us-air-force-hack-enemy-military-networks.html

https://www.myaoc.org/eweb/images/aoc_library/Advocacy/Compass/CompassCallMediabookclips2004.pdf

Facebooktwitter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *