Eurosam Aster

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Negli anni ’80 la sostituzione dei sistemi missilistici HAWK e Hercules della NATO si era fatta pressante. La situazione nel settore navale non era migliore. Le unità impiegavano ancora i missili Aspide, Crotale, Sea Sparrow e Standard. L’adozione del Patriot avrebbe soddisfatto solo il settore terrestre. La Francia e l’Italia hanno preferito sviluppare un sistema nuovo, eliminando alla radice i difetti delle precedenti generazioni. Nel 1984, riunite le varie specifiche, è iniziata la fase di definizione progettuale. Nel 1986 la Francia ha selezionato l’Aster, contrapposto al Matra Samat. Tra gli obbiettivi vi era la capacità multi bersaglio, un radar multifunzione, tempi di reazione limitati, una decisa riduzione del personale e maggiore mobilità. Nel settore navale era vitale l’intercettazione di missili antinave supersonici sea-skimming, come gli SS-N-22, e il contrasto degli attacchi in saturazione in ambiente ECM. Il programma ha avuto una lunga gestazione. E’ giusto riportarne alcuni punti salienti.

Nel febbraio 1987, la Francia e l’Italia hanno concordato lo sviluppo di una serie di missili nel programma FSAF (Famille de missiles Sol-Air Futurs). Nel 1989 si è formato il consorzio Eurosam con Aérospatiale (25 %), Thompson-CSF (25 %) e Selenia (50 %). Il progetto iniziale verteva su un Aster Naval per la difesa delle navi e un Aster Guard terrestre, con motore a statoreattore. Nel 1990 si sono definite tre varianti. Il sistema navale SAAM (Système Anti-Air Missile) avrebbe impiegato l’Aster 15 per difesa di punto e il sistema SAMP/N (système sol-air moyenne-portée naval) gli Aster 30 per difesa di zona. Il terrestre SAMP/T (système sol-air moyenne-portée terrestre), solo il modello 30.

Alla fine del 1989 il Regno Unito ha deciso di partecipare al programma, per sostituire il Sea Dart. L’anno dopo, con un contratto da 1,8 miliardi di $, è iniziato lo sviluppo della famiglia Aster, prima fase del progetto FSAF. Nel 1993 sono iniziate le prove di verifica dell’inviluppo. A luglio 1995 il primo Aster 30  ha colpito un bersaglio a 15000 metri e 1000 km/h. Sono seguite decine di altri test contro bersagli C22 con ECM ed Exocet, con molti impatti diretti, e contro missili supersonici a bassa quota. Si è provata l’autoguida radar con sei successi completi. Nel 1997 è stato firmato il contratto da 1 miliardo di $ per la 2° fase. E’ del 1998 il primo contratto di esportazione, verso l’Arabia Saudita. Nel 1999 si sono svolti test reali dall’Ile d ‘Oléron e dalla fregata Carabiniere, conclusisi con un contratto di 2,3 miliardi $ per il sistema PAAMS.

Nel 2000 sono iniziati gli studi per il Block-1, per difesa antimissile. Nel 2001, finiti i test sull’Ile d’Oléron,  il missile è stato dichiarato operativo e imbarcato sulla Charles de Gaulle. Nel 2002  sono iniziati i test ABM a Salto di Quirra. Nel novembre 2003, Eurosam ha siglato con OCCAR (Organisation for Joint Armament Cooperation) un contratto di 3,4 miliardi di $ per 1400 Aster e 18 batterie SAMP/T. Dal 2005 sono continuate le prove del Block 1, con 13 lanci. Tutte le prove hanno avuto successo, con diversi impatti diretti. 10 test sono avvenuti contro bersagli C22, Mirach e GQM-163 Coyote, simulanti missili antinave a Mach 2,5 e 5 metri di quota, anche in manovra e con ECM. Le altre prove invece contro i Black Sparrow, impiegati come missili balistici tattici, colpiti con velocità relative di 8 Mach. Le unità di fuoco erano collegate via link-16 al Ballistic Missile Defense Operations Center (BMDOC) a Ramstein e con il radar di avvistamento a Biscarrosse. Frattanto, a  maggio 2009, il primo SAMP/T di serie è stato consegnato all'”Armée de l’Air”.  

PAAMS (Sea Viper)

Equivalente europeo del sistema Aegis americano, Il PAAMS (Principal Anti Air Missile System), nato nel 1996, è il sistema di controllo del fuoco dei missili Aster 15 e 30. Sulle unità maggiori, un radar di scoperta S-1850 in banda D (1-2 GHz) ruotando a 12 giri/minuto, scopre entro 400 km fino a 1000 bersagli, anche se a bassa traccia radar (RCS 0,01 m2 a 65 km), e attiva le difese.

Sulle unità italo-francesi il PAAMS (E) ha per nucleo il radar SPY-790 EMPAR del tipo PESA in banda G (4-6 GHz) che, ruotando a 60 giri/minuto, traccia 300 bersagli da 400 km. Può localizzare un missile di 0,1 m2 RCS a 50 km, persino colpi da 76mm. Sulle unità inglesi Type 45 il PAAMS (S) “Sea Viper” ha invece il radar Sampson AESA in banda  E-F (2-4 GHz), con antenna a facce planari contrapposte, rotante a 30 giri/minuto con 400 km di portata.

Le unità FREMM francesi dispongono del radar PESA Héraklès in banda E/F, con portata di 250 km (oltre 400 tracce). Quelle italiane hanno l’AESA Kronos Grand Naval (MFRA) in banda C, con raggio di 300 km (oltre 300 traccce). La portaerei Charles de Gaulle impiega l’Arabel.

Le capacità di tutti questi sistemi sono impressionanti. Il tempo di reazione è di 4 secondi in automatico, con modalità di autodifesa, difesa  di navi vicine e difesa di formazioni estese, fino a oltre 6 km dal sistema primario. Possono guidare fino a 24 missili Aster 15 o 30 contro 12 bersagli contemporaneamente, con una cadenza di lancio di più di un missile al secondo, fronteggiando attacchi concentrici a tutte le quote, in presenza di intensi disturbi intenzionali.

SAMP/T  (Mamba)

L’equivalente terrestre sfrutta il radar multifunzione Thales Arabel AESA da 150 kw. Il modello iniziale in banda I-J (8-13 GHz), con antenna rotante a 60 giri/minuto e 75° d’elevazione, può localizzare bersagli con 2 m2 RCS a 60 km, 120 km concentrando il fascio nella direzione di un bersaglio segnalato via link 16 da un radar esterno, anche AWACS,  e 30 km contro un missile (0,1 m2). Rileva fino a 120 bersagli, ne segue 50 e attacca i 10 più importanti, controllando fino a 16 missili. Può seguire passivamente i jammer, fornire l’uplink agli Aster, rilevare e identificare il bersaglio in una sola rotazione d’antenna. E può facilmente integrarsi coi centri di difesa aerea. Il tempo di reazione dalla scoperta al lancio, è di 6 secondi. Dispone di elevate ECCM: agilità di frequenza, compressione impulsi, ridotti lobi laterali, ridotta apertura del fascio (2°), EMCON  in caso di possibile attacco ARM. Un radar Zebra può coprire bersagli ad alto angolo. I modelli più recenti ne fanno a meno, con un miglioramento della copertura tra -5 e +90° e prestazioni decisamente migliorate. Il sistema può attaccare qualunque bersaglio, compresi missili balistici fino a 900 m/sec, ingaggiati in automatico. E’ possibile il lancio di 8 Aster in 10 secondi, con intervalli anche di soli 0,5 secondi.

La batteria, trasportabile su C-130, C-160 e A400M, è trasportata su 12 Iveco-Astra 8×8 o Renault Kerax 8×8 ad alta mobilità, e si schiera in non più di 30 minuti. Un sistema consiste di un veicolo radar (MRI), un modulo di ingaggio (ME) e uno IFF, veicoli di ricarica, di servizio/alimentazione (MG) e da 4 a 8 lanciatori a 8 celle (MLT). collegati anche a 5 km di distanza con cavi in fibra ottica o in VHF.  Il SAMP/T italiano ha un 4° modulo per comando-controllo (MC). Il personale è limitato a soli 16 operatori per 4 lanciatori, più 11 manutentori.  

L’Aerospatiale fabbrica il missile in due varianti, l’Aster 15 a corto-medio raggio e l’Aster 30 a lungo raggio, distinguibili per la differente  lunghezza del booster, cosa che rende il sistema modulare e rinnovabile.

Aster 15

Per difesa di punto imbarcata, è lungo 4,15 metri, con un diametro di 18cm e pesa 325 kg. Ha un booster lungo 1,55 metri con 32 cm diametro e 79 cm di apertura alare. Impiega i lanciatori Sylver A43 e A50.

Aster 30 Block 0

Per difesa di zona, è lungo 4,86 metri e pesa 455 kg. Ha un booster lungo 2,26 metri con 38 cm di diametro e 85 cm di apertura alare. Era il nome dato in origine alla variante terrestre. Richiede i lanciatori Sylver A50 o A70 ed è compatibile con i Mk 41 VLS americani.

L’Aster  in azione

L’Aster  (stella in Greco) è un missile bistadio progettato per abbattere aeroplani in volo fino a 3,5 Mach manovranti a 10g, elicotteri, UAV, missili antinave supersonici “sea skimming” a 2,5 Mach o “high diver” a 3,5 Mach in grado di compiere evasioni, missili da crociera, antiradar e guidati, oltre che balistici tattici. I sistemi PAAMS-SAMP/T possono  respingere attacchi simultanei in condizioni di pesante contrasto ECM.

Le alette stabilizzatrici, in fibra di carbonio, dopo l’abbandono del contenitore si aprono a molla. Il booster Avio a propellente solido HTPB (hydroxyl-terminated polibutadiene) più piccolo pesa 215 kg e, con un impulso totale di 21000 kg, in 3 secondi accelera il missile a 1000 m/s (Mach 3 a 1500 metri di quota). Il più grande pesa 345 kg e, con un impulso doppio, lo accelera in 3,6 secondi a 1400 m/s (4,2 Mach a 2500 metri di quota). Essendo il lancio verticale, il missile ruota in direzione del bersaglio muovendo simmetricamente due ugelli di scarico, passando poi al volo orizzontale. In caso di bersaglio a breve distanza e bassa quota, il missile dopo poco più di un secondo già accelera in orizzontale. Per le lunghe distanze sale a quota più elevata su traiettoria curva, per accelerare più velocemente data la minore resistenza.

Il missile vero e proprio (dardo) ha una lunghezza di 2,6 metri, una apertura alare di 36 cm, un diametro di 18 cm e pesa 110 kg. Dopo la separazione dal booster, attiva il motore di crociera Roxel-Avio se il bersaglio è a meno della metà del raggio d’azione massimo. Altrimenti vola per inerzia e lo attiva quando il bersaglio è a distanza raggiungibile. La velocità massima può superare 4,5 Mach ad alta quota. Il raggio d’azione utile dipende dal bersaglio. Da un minimo di 1,7 a oltre 30 km per l’Aster 15, 3 e oltre 100 km per l’Aster 30, contro aerei non manovranti, 25 km contro missili balistici. La  quota operativa è di 0-13000 metri per l’Aster 15,  tra 50 e 20000 metri per il 30. L’Aster 15, fino a pochi anni fa, veniva accreditato di un raggio efficace di 10 km contro missili a Mach 2,5 in manovra a 15 g e 17 km contro aerei. Per l’Aster 30, 30 km e 70 km. Sotto i 3000 metri di quota il raggio dell’Aster 30 è di 50 km. Nel 2008 un Aster ha colpito un bersaglio a 80 km di distanza e 10000 metri di quota.

Per contrastare attacchi di saturazione, si è decisa l’adozione di un sistema di navigazione inerziale Sagem Agyle/Sistemi Inerziali con giroscopio laser, con aggiornamento dati a metà traiettoria, una volta al secondo, via uplink dal radar in superficie. Il sistema di controllo è denominato PIF-PAF: combina le alette in coda in lega di titanio (PAF: Pilotage Aérodynamique Fort, per manovre fino a 50g) ad un generatore gas-dinamico a spinta vettoriale, attivato poco prima dell’impatto (PIF: Pilotage Inertial en Force, fino a 12g). Il generatore, lungo 45cm e situato vicino al baricentro, ha quattro scarichi negli strake e un impulso di 750-850 kg per 1 secondo. In caso di manovre violente del bersaglio con variazioni della velocità angolare, spinge lateralmente il missile con un tempo di reazione di 2-3 centesimi di secondo, 3-5 volte più veloce dei comandi tradizionali, per far rientrare l’obbiettivo nel raggio della spoletta, migliora la precisione contro missili antinave manovrabili, permette manovre senza perdita delle prestazioni aerodinamiche. La posizione del PIF può essere modificata. Quella attuale è per obiettivi atmosferici. 

In prossimità del bersaglio entra in funzione il radar attivo a impulsi Doppler Thales/Selex Sistemi Integrati AD4A monoimpulso, derivato da quello del MICA, con TWT ad alta potenza e antenna piana con un diametro di 15,5 cm e angolo di scansione di 110°. Opera in banda J (12-18 GHz) con una portata di 10-14 km, ha un duty cycle modificato per aumentare la potenza, miglioramenti alla risoluzione in distanza e alle capacità di inseguimento con elevate velocità di avvicinamento. Dispone di notevoli ECCM e  guida ausiliaria HOJ (home-on-jam). Localizzato il bersaglio, il missile segue la navigazione proporzionale. L’Aster è un quasi “hit-to-kill”. In 30 lanci ha avuto il 50 % di impatti diretti. La testata Fiat Avio/Simmel, pesante solo 15 kg, è attivata da una spoletta Thales a contatto e una radar di prossimità in banda J con elevate ECCM (forme d’onda pseudo-random phase-coded). L’esplosione è focalizzata, con raggio di distruzione di 5 metri, e proietta 2 tipi schegge, leggere di 4 grammi, e più pesanti contro i missili, in tungsteno. Il Pk è del 90 % contro velivoli.

Nel campo navale il PAAMS ha pochi rivali e supera per molti aspetti l’AEGIS americano. Il SAMP/T terrestre è anch’esso per gran parte superiore al Patriot. Però non mancano i difetti. Le fregate hanno un numero limitato di Aster. E contro missili antinave supersonici è necessario il lancio di due missili. Il potente booster esaurisce la spinta entro 1,5-2,5 km. La presenza del PIF riduce il combustibile per il motore di crociera, la cui durata, a giudicare dai filmati, è di pochi secondi. Il peso del missile è limitato e le superfici aerodinamiche hanno notevole resistenza. Conseguentemente le prestazioni dichiarate sono ottenibili solo a distanze limitate. La velocità “media” garantita è di 800 m/s per l’Aster 15 e 950 per il 30. Un Aster 30, salito a 15000 metri, percorsi 30 km, ha colpito un C22 a 11000 metri e 900 km/h. La velocità del missile era calata a 2,7 Mach. Gli Aster 15 hanno colpito bersagli a 6 e 10 km di distanza dopo 9 e 15 secondi. L’Aster può virare a 60g a livello del mare e in piena combustione. Ma a solo 16g in fase terminale e 15g a 15000 metri di quota. La quota massima è limitata. Il PIF-PAF permette buona manovrabilità a velocità inferiori ed alta quota, ma il raggio efficace contro un missile balistico è di soli 15-25 km. La portata del sensore non è elevata. Un lancio oltre l’orizzonte non garantisce l’aggancio. E il PAAMS non avrà una vera capacità antimissile fino all’arrivo dei Block 1NT, dopo il 2020. Un confronto col sistema MEADS/Patriot (PAC-3 MSE) o con lo Standard (RIM-156, 161 e 174) non può non far pensare. I concorrenti, già sperimentati, hanno capacità  superiori. Il Block 2 promette di superare il divario, ma il ritardo accumulato, lo scarso numero di batterie SAMP/T acquisite e i pesanti investimenti richiesti potrebbero decretarne la fine prematura.

Aster 30 Block 1

Ha fornito una prima capacità ABM contro missili tipo Scud-B, cioè SRBM da 600 km di portata.  Una modifica alla spoletta permette un tempo di scoppio ottimale, data l’alta velocità relativa, con un settore di rilevamento ridotto da 60° a 30° per migliorare la sensibilità. Il sensore ha un duty cycle maggiore, una elaborazione del segnale migliorata (HRR, High Range Resolution) e testata con schegge pesanti. Il radar Arabel del sistema SAMP/T è stato aggiornato con maggior raggio d’azione e migliori capacità contro bersagli più veloci a quote maggiori.

Aster 30 Block 1NT (New Technology)

Modifica del precedente per difesa di zona terrestre e navale contro aerei e missili balistici a medio raggio (MRBM da 1300-1500 km) e missili balistici anti-nave (ASBM-Anti-Ship Ballistic Missiles) entro 35 km e 25000 metri di quota. In sviluppo a seguito di un contratto di dicembre 2015, impiega un nuovo radar in banda K (oltre 27 GHz), un sistema di  controllo aggiornato con nuove logiche, modifiche al pilota automatico, al gruppo spoletta/testata e al booster. Il Regno Unito lo sta valutando per le Type 45.

Aster 30 Block 2

L’attuale configurazione, pur rendendo possibile l’intercettazione ABM, ha limiti evidenti. L’Aster 30 Block 2 BMD (Ballistic Missile Defence),  in fase di studio, prevede un missile di quasi 1000 kg con primo e secondo stadio di 45cm di diametro. Potrà accelerare a Mach 6 in 5 secondi, per poi salire a oltre Mach 7, con un veicolo manovrabile di circa 100 kg con guida Sagem IIR o IR/Radar terminale. Entro un raggio di 150 km distruggerà, con una testata di 100 kg, veicoli di rientro IRBM  (3000 km di portata), anche con traiettoria bassa e manovrabili come gli SS-26 Iskander, a quote tra 20 e 60 km. Componente dell’ALTBMD (Active Layered Theatre Ballistic Missile Defence) europeo, è un programma da 5 miliardi di euro. L’operatività è prevista per il 2023.

Aster 45: era la sigla prevista per la variante navale dell’Aster 30, con un booster più potente.

Aster 60: per la difesa contro i missili balistici. Corrisponde al Block 2.

Eurosam, oggi MBDA France-Italy (66%) e Thales Group (33%), ha prodotto non meno di 20 complessi navali e 18 terrestri. Sono stati ordinati  1400 Aster. Il missile è operativo in Francia  sulla portaerei Charles de Gaulle (Aster 15), sulle classe Orizzonte e sulle FREMM ed è previsto per la classe La Fayette. L’esercito dispone di 12 batterie SAMP/T (Mamba). In Italia è presente sulla portaerei Cavour (Aster 15), sulle classe Orizzonte e FREMM e in 6 batterie SAMP/T. Gli inglesi lo hanno sui caccia Type 45. All’estero l’Aster ha ottenuto un buon successo. Egitto, Marocco e Qatar lo usano sulle FREMM, l’Arabia Saudita  sulla classe Al-Riyadh  (Aster 15), l’Algeria sulla classe Kalaat Béni Abbès e Singapore, sulla classe Formidabile e per le batterie SAMP/T.

Fonti

Aranysas (1/2004)

https://fr.wikipedia.org/wiki/Aster_(missile)

https://de.wikipedia.org/wiki/Aster_(Rakete)

http://www.army-technology.com/projects/aster-30/

http://www.avia-it.com/act/Editoriali/Editoriali_marzo_2011/SAMPT.pdf

http://www.eurosam.com/qualification-firing-of-aster-15-naval-antimissile-missile/

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