F-117: come ricavare la forma corretta da una fotografia.

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Novembre 1988. Per la prima volta, dopo anni di illazioni, appare la prima fotografia del famosissimo velivolo stealth. Subito tutti gli analisti delle riviste specializzate si lanciano in ardite considerazioni e disegni esplicativi.

Hanno pronte molte giustificazioni. La foto è chiaramente sottoesposta, ritoccata, volutamente presa da un’angolazione sfavorevole con un teleobbiettivo. Qualcuno si spinge a considerare l’ipotesi che l’aereo sia persino asimmetrico, visto che le prese d’aria appaiono differenti…

In quel periodo, come tutti, osservo anch’io l’immagine e mi faccio la mia idea. Un’ala a forte freccia (60°) e una fusoliera digradante verso la coda.

Poco tempo dopo appare la prima interpretazione, che mi lascia a dir poco perplesso. Apertura alare oltre 12 metri, lunghezza…7 metri (!?), freccia alare sui 35° (!)

Così prendo carta, penna e calcolatrice e provo a ricavare la forma, certo che gli analisti abbiano preso un bel granchio.

Parto da un alcune ipotesi, che potrebbero rivelarsi errate ma che ritengo verosimili. La prima è che la foto non sia per nulla ritoccata e che la prospettiva sia corretta. La seconda, che le estremità alari siano parallele. E’ quasi una costante nella storia dell’aviazione. La terza è che, presumibilmente, un velivolo stealth è un eccellente vettore per armi nucleari. E una bomba B-61 è lunga 3,6 metri.

Riporto le prime linee e comprendo che i timoni di direzione sono molto più in basso di quanto ritenuto. Quasi al livello delle ali. Questo modifica radicalmente la geometria.

Poi provo a ricavare la pianta partendo dalla foto. Avete mai visto un disegno così ?

E’ uno dei tanti procedimenti di costruzione prospettica impiegati in architettura, solo che qui si tratta di partire dall’alzato per ricavare la pianta. Applico la foto sul foglio. Decido di inscrivere l’aereo in un rettangolo, prendendo come riferimenti le estremità e la punta. La buona notizia è che non è affatto necessaria una precisione estrema, già le prime linee dimostrano che la forma è molto più acuminata.

L’apertura alare di oltre 12 metri indicata sulla rivista mi sembra plausibile ma la lunghezza, senza tener conto dei timoni, è di almeno 14 metri, sicuramente compatibile con una stiva di 4 metri. La parte terminale di questi cade ben oltre la linea del bordo di uscita delle estremità alari, come visibile nel disegno particolareggiato. Quindi la lunghezza totale è di almeno un 30 % maggiore.

Ho abbozzato alcune linee, senza scendere nel dettaglio. Questa è solo una riproduzione del disegno originale. Ma ho sbagliato di poco. E’ possibile impiegare anche altri tipi di prospettiva, il risultato non cambia. Una elevata precisione è naturalmente impossibile, visti i limiti di spazio e la minuscola fotografia. Ma le linee spigolose dell’aereo aiutano.

Adesso osserviamo una fotografia attuale:

E’ chiara e presa dalla stessa angolazione. Adesso che scusa possiamo addurre ? Era poi così difficile disegnare qualcosa di meglio ?

Come ha scritto uno dei miei lettori:

“A questo proposito, Gian Vito, se realmente sei stato capace di estrarre da quella prima foto le forme reali di quell’agglomerato di spigoli…ricavandone anche le misure, ti consiglierei di proporti come analista per l’NSA o per l’NRO, avresti senza dubbio un roseo futuro.”

Magari ci faccio un pensierino…

 

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