Velivoli tattici da guerra elettronica dell’Unione Sovietica (seconda parte)

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L’Unione Sovietica ha sempre dato notevole importanza alle operazioni “desant” con forze aerotrasportate. In piena guerra fredda vi erano ben sette divisioni paracadutisti. I  trasporti avrebbero dovuto superare le difese aeree nemiche. Erano previste formazioni tattiche particolari, diversivi, l’impiego di aerei d’attacco  e mezzi “tecnici” di lotta. Per la protezione degli aerei da trasporto dai missili sup-aria (Nike Hercules e Hawk) e aria-aria, nonché per contrastare il rilevamento dei radar di sorveglianza, si è deciso di dotare i mezzi di sistemi di disturbo attivi e passivi. 

Nel settore tattico-strategico le varianti ECM del quadrimotore Antonov An-12 (Cub) richiamano l’equivalente americano EC-130 Compass Call,  ma con funzioni estese al disturbo di sbarramento dei radar, oltre che delle comunicazioni. Gli impianti di disturbo sono alloggiati in parte nella stiva e in parte in contenitori all’esterno. Sono stati costruiti oltre 200 esemplari delle numerose varianti di disturbo, a partire dagli anni ‘60 (I,IS,PP,PPS).

An-12BI

Il primo Cub con sistemi di contromisure è stato l’An-12BI (Individooal’naya zashchita). Nel 1964 ne sono stati fabbricati 7. Manteneva la capacità di trasporto di paracadutisti e  merci assieme a due unità di disturbo SPS-5 Fasol. Le stazioni erano manuali, controllate dal navigatore. Quattro tipi diversi di trasmettitori intercambiabili, con diversi parametri di radiazione, potevano disturbare le comunicazioni e creare una barriera contro i radar di allarme precoce in VHF (SPS-5: 140-250 MHz,  SPS-5M: 100-115 MHz), mascherando l’aereo in uno o più settori. I primi Fasol avevano diverse carenze: modalità manuale, scarsa efficienza (radar soppressi solo quando il lobo era diretto verso il disturbatore), preventiva conoscenza della frequenza del radar. Potevano operare, quindi, solo su frequenze corrispondenti alla stazione imbarcata. Pare che il ministro Kalmykov, commentando l’incapacità della ditta produttrice di ovviare alle scarse prestazioni, abbia detto: “l’unica cosa che possono fare è interferire col nostro ministero”. Nel frattempo i radar dei sistemi di difesa aerea nemici erano passati al monoimpulso, dove un normale  “rumore” era inefficace.

An-12BK-IS

L’incapacità degli An-12BI nel contrastare i radar degli Hawk e Nike Hercules, ha richiesto un ulteriore sviluppo. Nel 1970, sono iniziati i lavori su 45 An-12BK, trasformati nella versione BK-IS (Individooahl’naya zaschita s sistemoy Siren). Simili ai precedenti, univano al sistema di autodifesa SPS-5 Fasol, in due elementi, gli ingannatori Siren-D. Questi erano ospitati in quattro contenitori ai lati della parte anteriore di fusoliera e in coda, con sistemi SPS-151,152 o 153. Fornivano disturbo anteriore e posteriore. Differivano dai comuni Siren per la presenza di unità di memoria, in caso di spegnimento dei radar. Inoltre avevano 20 volte più potenza rispetto alla variante per caccia (300-400w).  Il principio di funzionamento del Siren era ricevere, analizzare e riemettere i segnali ricevuti con modulazione aggiuntiva e selezione automatica dell’interferenza. La stazione creava disturbi in distanza, velocità (impulsi, CW o quasi CW) e azimut, anche cooperativamente tra due aerei in modulazione di frequenza. Poteva attaccare contemporaneamente più radar. La versione base dell’SPS-151 operava nella lunghezza d’onda di 3 cm, gli SPS-152 e SPS-153 su altre, consentendo di coprire un’ampia gamma di frequenze. La probabilità di colpire degli Hawk  risultava ridotta da 3 a 10 volte. Come il precedente, l’An-12BK-IS poteva usare i disturbatori solo per protezione personale o di aerei vicini  e manteneva le capacità di trasporto. Nel 1974 altri 105 An-12 sono stati convertiti in BK-IS, sostituendo al Fasol il più moderno Baryer, ma mantenendo i Siren-D assieme a lanciatori di chaff/flare  KDS-155.

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An-12PP

Realizzato nel 1970 per fornire copertura ECM ad una intera formazione di aerei, l’An-12PP (Postanovchik Pomekh) era in grado di identificare e disturbare automaticamente i sistemi radar impiegando il set Buket in tre contenitori sotto la fusoliera. L’elevata temperatura generata era dissipata da otto scambiatori di calore. In coda, al posto dei cannoni, era installato un “chaff cutter”ASO-24 (Avtomaht Sbrosa Otrazhately) o ASO-2B-126 che regolava il taglio a seconda della frequenza. Sono stati convertiti 27 An-12B/BK.  Le stazioni di disturbo, grandi e ad alta potenza, occupavano quasi l’intero volume della stiva, rendendo impossibili le originarie funzioni di trasporto. Il complesso di jamming era in due gruppi. 

Il primo, per protezione collettiva, era formato dai complessi Buket, Fasol e APP-22 Avtomat-3.

Sotto la fusoliera erano collocate tre stazioni automatiche di sbarramento Buket. L’elevata emissione elettromagnetica ha costretto ad installare schermature per l’equipaggio. Le stazioni di disturbo, i generatori di energia supplementari e i convertitori occupavano la maggior parte del vano di carico e consumavano moltissima energia. Il calore generato ha reso necessario l’uso di potenti sistemi di raffreddamento ad aria. Il Buket  era disponibile in 4 varianti, l’SPS-22 per disturbi nella banda D (1-1,4 GHz), l’SPS-33 per la D/E (1,4-2,4 Ghz),  l’SPS-44 nella banda E (2,4-3 GHz) e l’SPS-55 nella F (3-3,8 GHz). Permetteva di coprire la gamma dei radar di controllo dei Nike Hercules (SPS-55) e Hawk (SPS-33), vari radar di allarme precoce (SPS-22) e le comunicazioni ad alta frequenza. Ogni stazione aveva un ricevitore multi-canale, un analizzatore di segnale (per la scelta della modalità di disturbo), un selettore di frequenza e da 4 a 6 trasmettitori che bloccavano un settore radar. A seconda della situazione, l’interferenza era automatica o semi-automatica. Nella prima modalità, la stazione eseguiva un ciclo di ricerca, accumulava i dati, orientava la trasmittente e iniziava il disturbo. In modalità semi-automatica, la scelta era effettuata dall’operatore. 

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Il disturbo di sbarramento attaccava tutti i radar su frequenze simili. Pur non richiedendo  indicazioni precise sulle frequenze,  impiegava una quantità di energia notevole, dispersa sull’intera banda. In caso di definizione sufficientemente precisa della frequenza e della larghezza di banda, si effettuava disturbo di punto, anche contro più radar contemporaneamente, che permetteva minore consumo di energia e migliore efficienza. O una combinazione dei due tipi precedenti. Entro certi limiti era possibile seguire un cambio di frequenza. Al tempo della realizzazione era il più potente del mondo e i radar non disponevano di protezioni adeguate. Ma disturbava anche i sensori di bordo.

Il secondo gruppo era per protezione individuale, con una carenatura in coda che montava l’ingannatore  automatico SPS-100 Rezeda,  per contrastare i missili Hawk e Nike Hercules, e un ASO-2B-126 per lancio chaff, con 2 contenitori con 2 aperture per lancio simultaneo e diverse modalità di rilascio. Il “programma continuo” a seconda del tempo selezionato (0,3 o 1 secondo) lanciava 6-8 o 2-3 pacchetti chaff, con 5 secondi di intervallo tra le serie, fino all’esaurimento. Le due modalità “programma-porzione” e “serie-porzione”  scaricavano 30 o 100 pacchetti. Il lancio poteva essere attivato automaticamente anche dall’RWR SPO-Yu “Sirena-3M”. Sui lati della coda erano situate le quattro uscite per pacchetti chaff  dell’APP-22.

Il Reseda, sviluppato nei primi anni ’60, e disponibile in tre varianti, disturbava le frequenze centimetriche, da 3 a 10 GHz. Ingannava il rilevamento in distanza e azimuth, anche con disturbo cooperativo tra due velivoli. Ma il sistema, fabbricato in sole 138 unità, era già poco aggiornato. L’elettronica a valvole rappresentava un terzo degli 800 kg di peso, richiedeva molta energia e produceva calore elevato. L’aviazione li ha utilizzati solo occasionalmente. La maggior parte è stata immagazzinata, sostituita con sistemi EW  più avanzati.

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An-12PPS

Nel 1970  è iniziata la produzione dell’An-12PPS (Postanovchik Pomekh Siren) in 19 esemplari, dotati del sistema Siren-D. Per il resto non differivano dal predecessore PP. L’uso dei Siren ha permesso di controbattere i radar dei caccia e quelli di guida dei missili e della contraerea, aumentando notevolmente le potenzialità di disturbo e fornendo una protezione extra per i velivoli da trasporto. 

An-12BK-PPS

Evoluzione del precedente, l’An-12BK-PPS era equipaggiato col set di protezione individuale e di gruppo Fasol, coi pod SPS-151, 152 o 153 Siren, disturbatori di sbarramento Buket e chaff dispenser nel cono di coda. Nel 1971 sono stati convertiti 19 An-12BK. Nel 1974 gli aerei sono stati migliorati con i nuovi Siren-D, sono stati rimossi il lanciatore ASO-2B-126  e l’inefficiente Reseda e reinstallata la torretta con cannoni DB-65U.  Ai lati della fusoliera sono stati inseriti i dispenser ASO-2I, con 12 contenitori da 32 colpi e una riserva totale di 768  flare/chaff.  Su alcuni velivoli  sono stati installati due chaff-cutter (con due lanciatori ciascuno) APP-22 Avtomat-3. Con otto sequenze selezionabili di lancio, il chaff veniva scaricato da due condotti lunghi sei metri nella parte superiore del portellone di carico, grazie alla corrente d’aria generata da prese esterne. Rudimentale ma efficace. Durante il servizio, sono stati perfezionati i dispositivi, il numero di Siren-D in ogni pod è aumentato da 1 a 2, ed è stata migliorata la protezione dell’equipaggio dalle  radiazioni. I disturbatori costituivano il gruppo maggiore delle varianti dell’An-12. Ogni quattro trasporti, uno aveva dotazioni per guerra elettronica. I complessi di protezione individuale e di gruppo e i lanciatori di chaff riducevano la probabilità di abbattimento al 20-30 %.

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Non mancavano gli svantaggi. Il lavoro degli operatori era difficoltoso per il rumore degli amplificatori, le radiazioni e la mancanza di condizionamento. Causa il peso notevole, molto superiore a quello standard, i velivoli ECM costringevano l’intero gruppo a mantenere una velocità inferiore, specialmente dopo l’aviolancio. E disturbavano anche le proprie apparecchiature radio e di navigazione.

Nel  1969  si è decisa la formazione di un reparto “dedicato” (117° reggimento) per la guerra elettronica/ELINT, equipaggiato nel 1970 con 12 velivoli An-12PP/PPS, coinvolti anche in operazioni in Medio Oriente e Mediterraneo. Diversi An-12PP sono stati inviati in Egitto e in Siria per disturbare il sistema di difesa aerea israeliano e per raccogliere dati, evitando di entrare in contatto col nemico. Ma nel conflitto in Libano del 1982, i sistemi di bordo si sono rivelati ormai inadeguati. Questa scoperta ha causato uno shock nel Ministero della Difesa e programmi d’emergenza per recuperare il ritardo.

Il 117° ha operato in tutte le principali esercitazioni nei paesi del Patto di Varsavia. Durante le esercitazioni in Ucraina nel 1973,  due An-12PPS, hanno attivato alla massima potenza i sistemi, sconvolgendo non solo la difesa aerea ma anche le comunicazioni degli aeroporti nelle vicinanze. Con tutti i canali disturbati, alla fine è arrivato l’ordine: “spegnete tutto, all’inferno !” Nel 1976 il reparto aveva 36 velivoli (29 An-12BK-PPS, 5 An-12BK-IS, 1 An-12BK e 1 An-12PP) costantemente impegnati nelle prove dei sistemi antiaerei S-25, S-75, S-125, S-200 e S-300. Nel 1998 ha preso parte ai test di Stato con l’incrociatore Pyotr Velikiy.

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Gli An-12BK-PPS sono rimasti in servizio fin oltre il 2006. Ma già verso la fine degli anni ’90 è iniziata la riconversione in trasporto dei primi An-12PP  e BK-PPS. Molti, privati degli equipaggiamenti di guerra elettronica e delle prese d’aria, coperte da piastre, hanno mantenuto la massiccia carenatura di coda e i radome.

Il-76PP (Candid)

La dotazione ECM degli An-12 al tempo della costituzione era moderna, tuttavia, con l’avvento dei sistemi missilistici di nuova generazione, è divenuta gradualmente insufficiente. 

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Negli anni ’80 era in bilancio la conversione di quattro Il-76 per sostituire gli An-12 da guerra elettronica. Avrebbero impiegato una variante molto più complessa e potente del nuovo sistema di disturbo Landish, alloggiato nella stiva, con le antenne in fusoliera e sulle ali. L’alimentazione elettrica era fornita da una coppia di generatori installati nelle carenature, estese fino al muso. 
Durante il test a Tashkent, il sistema si è rivelato inaffidabile, con un consumo esagerato di energia e gravi problemi di induzione elettromagnetica, tanto da impedire il funzionamento degli impianti di bordo. Riducendo la potenza, però,  i disturbatori non raggiungevano le capacità richieste. E’ stato convertito un solo velivolo e gli esperimenti non sono proseguiti.

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L’Unione Sovietica, nel settore della guerra elettronica, non ha neppure trascurato l’elicottero. La quantità di versioni prodotte è decisamente elevata.

Mi-10PP (Harke)

Nel 1970 è terminato lo sviluppo dell’elicottero Mi-10PP e a questo standard sono stati portati quasi tutti i Mi-10, fino agli anni ‘80. Era equipaggiato con un enorme pod  ST-9000 Step di 7125 kg, sospeso ad agganci idraulici. All’interno vi erano 3 disturbatori Buket contro le difese aeree e i radar guida missili, nelle varianti SPS-22/33/44/55 e 8 ripetitori Fasol per falsi bersagli multipli. Nella parte frontale il pod aveva un grande radiatore per dissipare il calore. La stiva dell’elicottero ospitava le postazioni ECM e i generatori elettrici. Gli operatori  erano all’interno della fusoliera, lontani dalla antenne, e dietro di loro si trovava un generatore elettrico  ausiliario (APU). Il costo delle modifiche era elevato: 7 milioni di rubli, 6 volte il prezzo dell’elicottero !

http://www.aviastar.org/helicopters_eng/mi-10.php

I  Mi-10PP sono stati inizialmente dislocati in Russia, Bielorussia e Germania est. Dalla metà degli anni ’80, sono stati inviati tutti al confine con la Cina. L’ultimo è stato tolto dal servizio nel 1989.

Mi-4PP (Hound-C)

L’Mi-4MK o  Mi-4PP è stato uno dei primi elicotteri per guerra elettronica. Introdotto nella seconda metà degli  anni ’60, impiegava il sistema Mayak-3 per l’interruzione delle comunicazioni. I reparti operavano al confine con la Germania ovest.

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Mi-6PP (Hook)

Nel 1962 è stato realizzato un prototipo con apparecchiature particolari per ritardare il rilevamento (ELINT) e ostacolare le attività ECM avversarie verso i radar della difesa aerea. 

Negli anni ’80 un ulteriore prototipo ha visto luce, il Mi-6PP per il disturbo degli AWACS.

Nessuno dei due è stato prodotto in serie.

Mi-8 (Hip)

L’Unione Sovietica ha prodotto una nutrita serie di elicotteri per intercettazione, analisi e disturbo del traffico radio e radar, tutte varianti dei Mi-8/17, presenti in gran numero ancora oggi. Agli inizi degli anni ’70 è iniziato lo sviluppo di sistemi ECM in grado di interferire con i sistemi radar dei missili Hawk. Provati con successo, sono stati montati su elicotteri e bombardieri.

Mi-8SMV (HIP-J): la prima variante ECM del Mi-8, è entrata in servizio nel 1971. Impiegava l’ingannatore Smalta-V per disturbo cooperativo, con un raggio d’azione efficace di 100 km, costantemente aggiornato. Copriva la banda I/J a 10 GHz, su un settore di 22° con elevazione di 9°. Poteva attaccare 7 sistemi su 10 frequenze diverse, operando come ripetitore contro i radar CW e ingannatore contro radar a impulsi e quasi-CW. Apparentemente impiegava il “blinking doppler noise” alternando l’accensione dei disturbatori tra destra e sinistra, creando falsi bersagli. In più impediva la guida HOJ. Oppure il “velocity bin maskin”, variando  la frequenza Doppler del segnale ricevuto e  ritrasmettendola indietro, rendendo il radar incapace di ricavare la distanza reale.

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Mi-8PP: apparso nel 1974, era equipaggiato col sistema Polye contro i radar di primo allarme e di guida, oltre che per missioni SIGINT. Era in grado di disturbare tutti i missili aria-aria e sup-aria conosciuti.    

Mi-8PPA (Hip-K): sviluppato dal precedente, con modifiche nel 1980 e 1982. La lettera A indicherebbe il sistema di disturbo SPS-63/66/68 Azaliya da 150-250w, per il disturbo radar su varie bande a 360°, con  raggio efficace di 130-140 km,  riconoscibile per la schiera di sei antenne a dipolo a X per lato. La frequenza di disturbo variava casualmente su 240 MHz, rendendo difficile la soppressione sui ricevitori radar. Era abbinato al sistema SPS-5M2 Fasol per disturbo radio. La vecchia tecnologia imponeva l’impiego di grandi e complicati sistemi di raffreddamento con scambiatori di calore sul lato inferiore.

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Negli anni ’80 è arrivato il migliorato Mi-8MT da cui sono state tratte più di 30 varianti, non tutte identificabili. Quelle sicuramente dedicate al disturbo radio-radar sono le seguenti.

Mi-8MTG: con il gruppo SPS-201 Gardenya-1FVE che attacca la banda H/I dei radar a impulsi Doppler, CW e quasi CW. Può operare, anche in disturbo cooperativo, contro Hawk, Rapier, Roland e Patriote.

Mi-8MTI  (MTPI) (Hip-H EW5): col sistema Ikebana, conosciuto anche come Mi-13. Opera sulla banda D, disturbando fino a 8 radar  in un settore di 30°.   

Mi-8MTPB (Hip-H EW3): per COMINT e disturbo radio/radar, con tre sistemi Bizon nelle bande D/F in settori di 30°, e 120° su altre frequenze. E’ caratterizzato dalle antenne a “tavolo da ping-pong” a 32 elementi, più moderne di quelle del Mi-8PPA, e altri 4 elementi sul retro su ogni lato della coda.  Dispone di ben 6 scambiatori di calore sotto la fusoliera. 

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Mi-8MTPP: impiega il radio disturbatore Pelena.

Mi-8MTPS: adotta lo Smalta-M, migliorato.

Mi-8MTSh l/2/3 (MTPSh) (Hip-H EW4/6): col sistema Shakhta.

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Mi-8MTYa1/2: con lo Yakhont. Le antenne sono in  schiera orizzontale nella parte anteriore e in radome  a scatola sui lati.

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Per auto protezione  i Mi-8  possono installare fino a 6 dispenser ASO-2V ognuno con 32 cartucce chaff/flare sui lati o sotto la coda. Per l’esportazione sono anche disponibili gli equivalenti Mi-17P/PG/PI/PP/PSh/TPB e simili. 

Circa l’efficacia di questi dispositivi, può essere illuminante un episodio: durante una esercitazione in Ungheria un Mi-17PP ha provocato il blocco totale di tutte le emissioni radio, radar, ILS ecc. dell’aeroporto internazionale Budapest-Ferihegy. L’elicottero era a oltre 100 km di distanza.

Lo Smalta è stato impiegato da equipaggi russi, apparentemente con successo, contro i sistemi Hawk israeliani, di cui sfruttava l’emissione dei lobi laterali. E la notizia, spesso smentita, sembra trovare conferma nello sviluppo successivo del sistema Improved Hawk, volto a migliorarne le capacità ECCM. La potenza di questo e di altri sistemi era tale da provocare la totale perdita di controllo dei missili e l’impatto sul terreno o l’esplosione in aria.

In conclusione: una notevole serie di sistemi ECM in grado di sconvolgere le reti radio e radar avversarie in profondità. Il crollo dell’Unione Sovietica ha provocato il mancato rinnovamento dei dispositivi, in un settore dove un “ritardo”può costare caro, e non ha consentito il mantenimento della “parità” con l’occidente. L’improvvisa carenza di fondi, prima illimitati, se ha consentito il proseguimento della ricerca, ha impedito il dispiegamento di molte valide attrezzature. L’aumento della spesa militare in anni recenti ha però modificato rapidamente la situazione. 

Mi-8MTPR 1/2: le forze aeree russe hanno ricevuto tra il 2014 e il 2016, 18 elicotteri Mi-8MTPR1 (variante del Mi-8MTV5-1) equipaggiati col gruppo Richag-AV da oltre 100 kW ERP, con tecnologia DRFM, sostituto dello Smalta. I segnali ricevuti sono confrontati con un database digitale, identificando il tipo di trasmittente e generando le contromisure. Opera contro sistemi di comando e controllo e molti radar contemporaneamente, grazie alla antenne a schiera multi-fascio. Entro un raggio di 250-400 km dovrebbe disturbare ogni tipo di sistema, aereo, navale e terrestre, compresi i missili Patriot e i sistemi di guida di missili e bombe. Offre protezione di gruppo per velivoli, elicotteri, UAV, navi e veicoli terrestri. Il costo è di oltre 10 milioni di dollari per sistema.

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L’abortito progetto dell’Il-76PP ha lasciato un vuoto in un settore che impone un aggiornamento costante. Nell’attesa di una nuova piattaforma dedicata, nel 2009 il Ministero della Difesa russo ha affidato alla Myasishev la conversione di alcune cellule di Il-18, un aereo del 1957, in Il-22PP e lo sviluppo delle ECM relative, attraverso la United Aircraft Corporation (UAC) e la Mobile TeleSystems. Nel 2011 il prototipo ha iniziato i test, completati nell’ottobre 2016. Nel frattempo sono stati consegnati tre esemplari, operativi dalla fine del 2017. 

Il nuovo Il-22PP Porubshik  ha eccellenti doti di autonomia (6500 km) e tangenza (11800 metri). Le antenne per guerra elettronica del sistema Knirti L-415 sono montate in quattro grandi carenature sui lati della fusolera anteriore e posteriore. Altre due antenne sono in coda e sotto la fusoliera. L’elettronica di bordo, controllata da 5 operatori, ha per obbiettivo primario il disturbo stand-off dei radar degli E-3 AWACS e dei MIM-104 Patriot,  ma è in grado di rilevare e disturbare radar di guida SAM, sistemi di aggiornamento dati per missili cruise, reti data-link (Link 16), anche LPI e dotati di sistemi antidisturbo, oltre a UAV. Può inoltre proteggere aerei amici da velivoli ECM nemici. L’aereo opera in modalità di ricerca passiva (SIGINT) e successivamente, rilevate le frequenze nemiche,  imposta il disturbo di punto a frequenza selettiva capace di accecare i sistemi radar e di comunicazione senza interferire con le radio amiche su frequenze vicine.

Per autodifesa, dispone di un pod sotto la fusoliera con dispenser a modalità manuale/automatica Adros  KUV 26-50E con flare/chaff da 26 e 50mm, a dispersione controllata per disturbare missili come gli Stinger, Igla-1, R-60М, R-73, AIM-9. Apparentemente dispone di 80 cartucce da 50mm e 160 da 26mm.

Una curiosità: a qualcuno non sarà sfuggita l’assonanza tra i nomi di alcuni sistemi e le…Piante. Non è casuale. Ogni dispositivo ha un nome in codice floreale. Tra i tanti: Fagiolino (Fasol), Lillà (Siren), Mimosa (Mimoza), Mughetto (Landish), Azalea (Azaliya). E quando un sistema conta diversi equipaggiamenti, ecco il Buket e l’Ikebana (composizioni di fiori misti).

Fonti

http://coollib.com/b/236535/read

http://www.globalsecurity.org/military/world/russia/mi-8-var.htm

http://www.airwar.ru/enc/spy/

http://www.janes.com/article/73084/russia-reveals-il-22pp-special-mission-aircraft

https://thaimilitaryandasianregion.wordpress.com/2016/11/11/il-22pp-porubschik-electronic-countermeasures-plane/

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