SPS-141/142/143 Siren/Gvozdika

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Introdotta negli anni ’60, è la più conosciuta famiglia di dispositivi di disturbo per autodifesa prodotta dall’ex-Unione Sovietica. Il Siren (lilla) è nato originariamente per affrontare i radar di guida dei missili sup-aria Hawk e Hercules ed è disponibile sia in pod che in installazione interna. La sigla SPS (СПС : Самолетная помеховая станция) significa unità di disturbo aeroportata.  Pare che il sistema sia un lontano derivato di quello dell’U-2, recuperato intatto dopo l’abbattimento nel 1960. La copertura di frequenze è stata estesa progressivamente.

Offre protezione, anche collettiva, contro i radar di controllo del fuoco associati a  missili sup-aria, aria-aria e cannoni contraerei.

Il primo dispositivo del genere era di semplice impiego ma l’unica antenna copriva esclusivamente il settore anteriore e tendeva ad interferire con le comunicazioni radio della formazione in volo. La prima serie Siren-1 era disponibile in tre versioni:   l’SPS-141-1I  con potenza di 5W utilizzata dai Su-7 e dagli Yak-28.  L’SPS-141-1F (Siren F ed FSh con potenza di  20W per i  Su-17 e gli Yak-28PP. L’SPS-141-1D (Siren D-OSh) da 100W per i bombardieri Tu-95.

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Per i MiG-21 e gli Su-7 era disponibile il contenitore SM-1 con l’SPS-141E (poi M) e talvolta, sotto il retro, due lanciatori da 32 colpi chaff/flare ASO-2I-E7P.  Lungo  4,05 m, largo 50 cm ed alto 43 cm, il pod presenta una o due antenne, lunghe 40 cm e sporgenti per 1,35 metri. Pesa 180 kg. In grado di coprire una sola banda, era impiegato contro gli Hawk. La copertura era di 120° anteriori e +/-30° in elevazione. E’ stato installato internamente in varie versioni dei MiG-23, 25 e 27.

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Il gruppo “Siren” comprende il sistema SPS-141 (8,8-10,7 Ghz, banda I/J) , predisposto contro i missili sup-aria Hawk, l’SPS-142 (6,1-7,3 GHz, banda H) e l’SPS-143 (4,7-5,4 GHz, banda G) contro i Nike Hercules.

Inganna, in distanza, velocità e direzione, i radar ad impulsi e Doppler, generando una serie di falsi segnali ritardati (RPTR) per coprire l’eco reale. Funziona anche come interruttore di traccia (RGPO/VGPO).

La potenza non è molto elevata: l’obbiettivo è ottenere un eco maggiore del bersaglio ma non tale da cancellarlo. Il Siren può coprire un aereo, massimo due, entro i limiti di distanza e risoluzione angolare del radar. Funziona solo nel lobo principale e con segnale costante.  Ed è necessario conoscere preventivamente i radar da affrontare, per selezionare il modello adatto.

SPS-141 MVG  Gvozdika: la seconda generazione

La variante aggiornata Gvozdika (garofano) è trasportata dai Su-17/22 e dal Su-25. Durante alcune esercitazioni è stato adattato agli F-4F Phantom II.   E’disponibile anche per l’esportazione come MVG-E. Il sistema è  inserito in un pod più leggero (160 kg). Disturba due bande tra 9,65 e 12 GHz (banda I/J) con una potenza di 15-20W. Copre un arco di 120° avanti e/o dietro e +/-30° in elevazione. Opera anche automaticamente, e le sue funzioni sono estese: rileva e disturba segnali ad impulsi, CW e quasi CW (tra 8 e 10 kHz), anche monoimpulso. E’ efficace contro missili aria-aria e sup-aria.

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In modalità “ricezione”, rileva i segnali e li analizza, determinandone  il tipo (impulsi, CW e quasi CW) e la modalità di scansione (conscan, monoimpulso ecc.). In base ai dati raccolti seleziona, anche automaticamente, la risposta migliore. La frequenza portante viene memorizzata, modulata e ritrasmessa con la potenza richiesta. Se il radar è in ricerca, l’SPS-141 avvisa il pilota lampeggiando. Se il radar passa al tracking, inizia automaticamente il disturbo.

Due i programmi principali: I) autodifesa contro radar ad impulsi e CW (non monoimpulso), con disturbo angolare. II) difesa cooperativa contro radar a monoimpulso, con disturbo intermittente da due velivoli.

Sono disponibili 4 modalità:

1: autodifesa (tecniche IG-DN-VGPO/RGPO ecc).

2:  protezione di gruppo con disturbo cooperativo tra due o più velivoli (CBN: cooperatively blinked noise) contro radar ad impulsi. 

3: disturbo Doppler cooperativo (BDN:  blinking Doppler noise).

4: Terrain Bounce (sotto i 300 metri di quota).

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Il disturbo è attuato tramite i gruppi “A”, “B” e “C”.

Il tipo “A” è per autoprotezione contro radar di puntamento ad impulsi di caccia, SAM e cannoni antiaerei. Impedisce il corretto rilevamento di distanza e coordinate angolari. Contro radar a scansione conica (open scan) l’SPS-141 impiega l’Inverse Gain. E’ in grado di  disturbare anche i radar LORO, in cui le coordinate sono determinate tramite scansione del ricevitore (hidden scan). Incrementando l’errore delle coordinate angolari interrompe il tracking. Scorrendo le frequenze di scansione ricerca due range di frequenze (alte e basse) tipiche del radar sotto attacco. Impiega poi una trasmittente a bassa frequenza (delle 5 disponibili) ed  una ad alta frequenza (4 disponibili) per selezionare gli “aggiustamenti”all’interno della banda. Altre modalità prevedono RGPO ed RPTR.

Il complesso “B” è per autoprotezione contro radar CW e quasi-CW, che rilevano velocità e coordinate angolari.  Allo scopo, l’SPS-141  utilizza tecniche VBM (velocity bin masking) e VGPO. Il ciclo VGPO, come l’RGPO, dura  2-3 secondi, tempo sufficiente per interrompere l’aggancio e sfuggire. Il disturbo non esclude manovre difensive, sempre consigliate per ridurre la kill probability.

Il complesso “C” è per disturbo cooperativo contro radar di puntamento CW e quasi-CW monoimpulso. Nel contrasto di questi radar, poichè il fascio è limitato, si impiegano due velivoli a breve distanza, ognuno con un disturbatore. I disturbatori sono accesi e spenti alternativamente in modo coordinato, all’interno della medesima “cella” angolare del radar vittima. Questo degrada la risoluzione angolare  e crea falsi bersagli. L’efficacia dipende  dalla distanza angolare tra gli aerei (base), e dall’oscillazione del disturbo (periodo), selezionato dai  piloti.  La “base”ottimale è di 150-200 m, con una distanza massima tra i velivoli di 250-300 m ad un angolo di 30°. Se il “periodo” è corretto, il missile passerà tra i due velivoli.

Terrain Bounce (TB) : Questa modalità viene utilizzata da aerei a bassissima quota.  In funzione Repeater (RPTR)  cattura il segnale radar, lo amplifica e lo ritrasmette facendolo rimbalzare sul terreno con un certo angolo di fronte all’aereo. Il sensore dovrà scegliere tra un’eco debole e una luminosissima. Questo “hot spot”nel punto dove il segnale è rimbalzato, provocherà o un break-lock o guiderà il missile contro il punto sul terreno.

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In combattimento

Il disturbatore SPS-141 è stato utilizzato in diversi conflitti ma è arduo reperire informazioni relative al suo impiego. Nel medio oriente ha consentito ai ricognitori MiG-25 di sorvolare senza danno le difese israeliane. Nel conflitto Iran-Iraq, era trasportato in pod subalare dai velivoli iracheni fin dal 1981. La prima versione era predisposta contro i MIM-23 Hawk con una sola antenna anteriore. Anche i MiG-23BN e MiG-25RBS lo montavano, in installazione interna. Il pilota selezionava manualmente la probabile minaccia. La variante avanzata SPS-141 MVG  è stata acquisita nel 1984 assieme ai  SU-22M3. Secondo fonti iraniane gli Hawk avrebbero abbattuto in soli tre mesi nel 1986 ben 71 velivoli. E fino a 12 aerei al giorno. Secondo gli iracheni le perdite ammonterebbero a soli 23 aerei in totale e nessun velivolo equipaggiato con SPS-141MVG sarebbe stato abbattuto dall’Iran fino al 1988. Si è rivelato efficace sia contro gli HAWK che contro i missili aria-aria AIM-7 ed AIM-54.  In alcuni casi, come l’attacco ai terminali petroliferi dell’isola di Kharg,  interi gruppi di cacciabombardieri hanno attaccato senza perdite, anche sottoposti al lancio di salve di missili. Nel 1987 quattro  SU-22  con  SPS-141 MVG hanno disturbato efficacemente 9 HAWK lanciati in successione.

Gli Hawk, tra il 1982 ed il 1984 erano stati “irrobustiti” proprio contro le prime versioni dell’SPS-141, sicuramente vista la buona efficacia dimostrata. Ma gli Hawk migliorati non avrebbero fatto di  meglio contro i nuovi MVG.

Il pod è oggi superato ed è stato radiato da tempo in Russia, ma è ancora molto diffuso nei paesi dotati di materiale dell’ex-Unione Sovietica.

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