E-3 Sentry (AWACS): sistemi difensivi

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I radar volanti sono un tipico bersaglio “pagante”. La loro neutralizzazione può mettere in forse tutte le operazioni aeree combinate su una vastissima area. E’ evidente che il nemico farà tutto il possibile per ottenere il suo scopo.

L’E-3 Sentry deriva da un velivolo passeggeri, il B-707. E’ poco manovrabile, subsonico,  ha una traccia radar ed infrarossa notevole,  rilascia enormi scie di condensazione, in altri termini è un bersaglio “facile”. Ma è proprio così ?

Il Sentry ha sempre una scorta di caccia. Se l’avversario è furbo e dispone di mezzi adeguati, non sarà difficile  impegnare tutti i caccia e trattenerli per il tempo necessario ad intercettare un AWACS. Il radar volante è in grado, però, di rilevare per tempo i velivoli nemici e dedurne le loro intenzioni. In caso di minaccia diretta può inoltre invertire la rotta: i caccia nemici, è vero, possono volare a velocità doppia (o tripla) ma per quanto tempo ? Dopo 10 minuti di inseguimento dovranno desistere.

Tuttavia, se la trappola è ben congegnata, altri caccia nemici, magari a bassa quota, taglieranno la strada all’E-3 in allontanamento. Insomma, le variabili sono molte e non si può escludere un lancio “fortunato”. E allora ?

L’E-3 può montare, su due piloni esterni, missili AIM-9 per autodifesa o antiradar HARM. Ma non è il caso di considerarli neppure come opzione. Entreranno invece in gioco le difese elettroniche.

Quali armi potrebbero essere impiegate contro un AWACS ? Disturbatori, missili antiradar (ARM), missili a guida radar e a guida infrarossa. Colpire il radar renderebbe cieco l’aereo e superfluo l’abbattimento. Il radar dell’E-3 è molto potente e le sue emissioni possono essere rilevate a oltre 500 km di distanza. Esistono potenti sistemi terrestri di disturbo di produzione russa che promettono di accecare un AWACS da distanze fino a 250 km (Pelena-1, Topol-E) e sistemi sofisticati a bordo dei bombardieri Tu-22M2/3 e Tu-160 oltre che sulle varianti specializzate per la guerra elettronica Su-24MP, An-12BK/PP, Tu-16P/PN/PP e simili.

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I sistemi antidisturbo dell’E-3 sono anch’essi molto sofisticati. Il radar APY-1/2 è monoimpulso con una potenza di oltre 1 MW (stimata 3 MW). I segnali sono distribuiti su banda larga (Broad), con impulsi spaziati casualmente, con salti di frequenza che obbligano i disturbatori nemici a disperdere la potenza (jam power density). I ricevitori sono anti-saturazione, con discriminazione e localizzazione dei disturbi intenzionali tramite “canali di guardia”. Il nemico non può nascondersi in corridoi di chaff:  gli operatori possono selezionare qualsiasi frequenza minima Doppler con fasci angolari ridottissimi ed escludere le “nubi artificiali” automaticamente.

L’uso della frequenza più alta nella banda rende più difficile il disturbo perchè aumentano le frequenze disponibili. E la potenza può essere variata a volontà, aumentandola (maggiore signal-to-jam) o riducendola progressivamente allo stretto necessario contro un bersaglio in avvicinamento, così che l’RWR avversario non riceva mai un segnale di sufficiente potenza e non sia in grado di elaborarlo.

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I sensori nemici non possono sfruttarne le emissioni nei lobi laterali, troppo limitate. Ma anche riuscissero nell’intento, la ricezione nei lobi permetterebbe al Sentry di rilevarne i disturbi.  Se necessario si attiva la sidelobe cancellation (SLC) nella direzione richiesta. O si spegne un singolo settore per sfruttare passivamente l’emissione del jammer, triangolandone la posizione.

Così un missile antiradar potrebbe apparire la soluzione più indicata. Ma non è così.

L’APY-1/2  impiega diversi sistemi per impedire la corretta valutazione delle sue emissioni da parte dei ricevitori passivi nemici (CESM o counter ESM). L’insieme di queste misure è indicato dalla sigla LPI/I.  Questa comprende i mezzi in grado di rendere improbabile l’intercettazione LPIn (low probability of intercept) e, nel caso, prevenirne l’identificazione LPId (low probability of identification).

Se una qualsiasi caratteristica del segnale cambia (PRF, polarizzazione, modulazione, ecc) questo provoca il ritardo nell’identificazione e nella scelta del disturbo conseguente. Il segnale appare sempre differente e questo rende impossibile l’aggancio da parte di un ARM.

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L’E-3 impiega metodi speciali di trasmissione, come treni di  impulsi di differente frequenza, impulsi interrotti, elevata agilità di frequenza onda per onda, agilità di polarizzazione, variazione casuale del numero di impulsi su nuove frequenze, ecc. Il segnale principale è affiancato da falsi segnali spurii.

Nulla esclude, in emergenza, lo spegnimento del radar nel settore di possibile attacco: il ricevitore del missile, che riceve un impulso ogni 10 secondi, avrà memorizzato la posizione approssimativa del radar  e attenderà inutilmente un altro segnale. Una lieve virata e dopo soli 30 secondi  l’AWACS sarà fuori tiro di alcuni km.

I caccia devono coordinarsi e ricevere i vettori per effettuare  l’intercettazione con successo. Ma il Sentry può utilizzare un disturbatore di comunicazioni (comjam).

Se il missile è a guida radar, entrano in funzione i disturbatori. L’E-3 è ben fornito al riguardo. L’ALQ-117 Pave Mint è un disturbatore in banda I/J ed è affiancato dall’ALQ-122 per generazione di falsi bersagli multipli. Gli stessi sistemi in dotazione ai B-52. L’ALQ-117 è stato aggiornato allo standard ALQ-172, sui B-52 e sugli AC-130/MC-130. La sua presenza anche a bordo degli E-3 ed E-4 viene citata da alcune fonti ma, stranamente, non dal celebre Jane’s. L’ALQ-172, nella variante più completa, consente il disturbo simultaneo di numerose sorgenti in banda bassa, media ed alta. Contrasta radar ad impulsi, Doppler, ad onda continua (CW) e monoimpulso. I segnali di un radar nemico o di un missile in arrivo possono essere rilevati dai sensori passivi ESM che attiveranno i lanciatori di chaff  in dotazione.

Se il missile è a guida infrarossa, il rilevamento può avvenire tramite il radar pulse Doppler ALQ-127, un sistema superato, che copre solo il settore posteriore. Gli E-3 inviati in Arabia Saudita sono stati equipaggiati coi sistemi ALQ-204 Matador. Nel  2006 è iniziato il montaggio degli AAQ-24 Nemesis (LAIRCM), affiancati da lanciatori di flare, su tutti gli AWACS,  programma terminato nel 2012. E’ possibile, inoltre, l’imbarco di esche rimorchiate come l’ALE-50/55.

Il vero pericolo potrebbe arrivare dai velivoli stealth. Per parare la minaccia, il recente programma RSIP (radar system improvement programme) ha migliorato le capacità dei radar AN/APY-1/2 contro bersagli a bassa RCS, installando nuovi SRC (surveillance radar computer) che rimpiazzano i precedenti correlatori e processori digitali Doppler. La sensibilità aumenta di 10 volte, raddoppiando il raggio d’azione e garantendo così un tempo di scoperta sufficiente, almeno fino ad RCS  pari a 100 cm quadrati (-20 dbsqm).

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Un futuro progetto vedrà la messa in orbita di una rete di radar di sorveglianza coordinati con  sensori su velivoli UAV in grado di controllare anche l’angolo più remoto. Nel frattempo, il programma “AWACS Bistatic UAV Adjunct”  prevede, a medio termine, una flotta minore di E-3 supportati da ricevitori bistatici installati su velivoli UAV come il Global Hawk, in grado di estendere  la copertura radar ben oltre l’orizzonte. Nel frattempo le difese degli AWACS ne garantiranno la sopravvivenza ancora a lungo.

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